Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Italiani al ristorante? 5 volte al mese. Spesa media 21 euro

Pizza e cucina mediterranea vincono su tutto (77% e 65%), la spesa media per mangiare fuori è di 21 euro a testa, si esce per stare in compagnia (66%)

Italiani al ristorante? 5 volte al mese. Spesa media 21 euro

Gli italiani amano uscire a cena, e tanto; non solo per l’ottimo cibo che offre il nostro territorio ma anche per staccare la spina, fare un’esperienza piacevole, stare in famiglia e con gli amici. Amano anche raccontare e condividere la propria esperienza, nel bene e nel male, in modo sincero e altruista.

Questi sono solo alcuni dei risultati emersi dalla survey Doxa commissionata da Groupon in occasione di Chef Awards, l’evento food in scena il 29 maggio, dedicato alla premiazione dei talenti culinari nazionali basato su un nuovo concetto di votazione: la voce del web e le milioni di recensioni lasciate dai clienti online.

Secondo la ricerca, si esce a mangiare in media 5 volte al mese. Nel dettaglio, 8 italiani su 10 mangiano fuori casa almeno 1 volta al mese e di questi otto il 57% esce almeno una volta alla settimana. Il target giovane (18-34 anni), in particolare, registra una media di uscite al ristorante più alta, superando le 6 volte al mese. Non solo, la frequenza di uscite sembra ancora in aumento! Solo il 29% degli intervistati ha dichiarato di uscire meno rispetto all’anno precedente, mentre il 44% degli under 24 ammette di uscire di più rispetto all’anno scorso

A sorpresa, lombardi e veneti, sono i meno avvezzi a mangiare fuori casa (in media poco più di 4 volte al mese), mentre Sicilia e Toscana sono le regioni che amano di più andare al ristorante (in media sfiorano le 6 volte al mese).

Anche se la maggior parte degli intervistati esce il venerdì e il sabato sera (82%), l’analisi mostra che la domenica batte il mercoledì (30% vs 24%) ma il mercoledì riscuote più successo nella fascia giovane del campione (18-34), che esce a metà settimana per spezzare la routine.

 

Infografica Survey Doxa ape
 

 

COSA MANGIAMO QUANDO SIAMO FUORI

È indubbio che i nostri connazionali pensino che il cibo italiano sia il più buono del mondo! Stravince infatti l’italianità, con al primo posto la Pizza, scelta dal 77% degli intervistati, segue la Cucina mediterranea (65%), la Trattoria con cucina casalinga (55%) e la Cucina Etnica, scelta dal 33% delle persone coinvolte. L’etnico entra in zona alta della classifica, ma la cucina internazionale è apprezzata molto di più al Nord (Piemonte, Liguria e Lombardia) che al Sud. Qui il quarto posto è presidiato soprattutto da hamburgherie, locali di street food e da aperitivo. Lo street food è più apprezzato dai giovani fino ai 40 anni circa, comparendo nella classifica delle top 5 di questa fascia di età; per gli over 40 lo street food viene sostituito da locali per aperitivo.

Questa classifica è confermata dai dati Groupon: “Con oltre 9 milioni di coupon venduti nella categoria food e 13.700 ristoranti coinvolti, infatti, il nostro market place offre un preciso scenario sulle preferenze degli italiani in ambito food – afferma Nicola Cattarossi, Managing Director Groupon Sud Europa – Il mondo del ristorazione scatena una lunga sere di relazioni e conversazioni fra utenti ed esercenti che a sua volta dà vita a strumenti sempre migliori nei quali si condividono, si comprano e si vivono vere e proprie esperienze”.

 

QUANTO SPENDIAMO AL RISTORANTE

La spesa media per un pasto fuori casa si aggira intorno ai 21€. In dettaglio, per una pizza si pendono 16€, per la cucina mediterranea almeno 30€, per la trattoria scendiamo a 20€ e infine l’etnico dove si paga circa 23€. Sono ben il 65% i connazionali disposti a spendere anche 30 euro a testa per mangiare fuori.

 

PERCHE’ USCIAMO A MANGIARE

La motivazione più scelta dagli intervistati non è legata puramente al cibo e al “mangiar bene”, ma alle esperienze che ne derivano: la prima motivazione con il 66% dei voti è infatti “per stare in compagnia e rilassarmi senza dover cucinare”. La voglia di stare bene, godere della famiglia e degli amici, chiacchierare senza interruzione, risulta l’elemento più importante per chi decide di uscire. Segue per il 42% il “sentirsi bene, staccare la spina, cambiare aria e spezzare la routine”. Solo al 3°posto con il 41% compare “per mangiare cose buone che non posso o non voglio cucinare a casa”.

Tra le 5 motivazioni principali per la fascia più giovane di intervistati (18-34), rientra l’incontro romantico, ovvero uscire per incontrare un potenziale partner o corteggiarlo. Nella fascia più matura d’età (over 55), invece la motivazione sentimentale viene sostituita dal desiderio di mangiare bene, in un’atmosfera piacevole. Al Sud inoltre è più forte l’affermazione di uscire a cena/pranzo anche per stare in famiglia, il Nord è prevalentemente orientato sul cibo (mangiare bene) o sul rilassarsi senza dover mettersi ai fornelli.

PERCHE’ SCEGLIAMO QUEL RISTORANTE E NON UN ALTRO

Il cibo buono resta un elemento imprescindibile (scelto dal 77% degli intervistati) ma non è l’unica motivazione che muove le persone verso un ristorante rispetto ad un altro; contano molto anche il prezzo (73%) la pulizia del locale (62%), la posizione (56%), lo staff (53%) l’atmosfera che si respira (53%) e infine il consiglio di amici e parenti (51%). Quest’ultimo aspetto risulta più importante per gli under 35, che lo posizionano al quinto posto in classifica tra i criteri di scelta di un ristorante, man mano che passano gli anni invece, si privilegia l’atmosfera del locale e la cortesia dello staff.

 

E LA PRIMA VOLTA?

La forza del passaparola resta immutata negli anni e supera anche il potere delle rete... con qualche eccezione! Il 66% degli intervistati dichiara di scoprire un ristorante che non conosce grazie ai commenti degli amici e dei parenti - soprattutto donne (68% vs 64% di uomini) - mentre il 58% lo fa guardando le recensioni online sui portali dedicati (scelta privilegiata soprattutto dagli uomini 60% vs 57%). Solo il 39% quindi sceglie il ristorante girando per la città e scovando autonomamente nuovi posti. La Toscana è l’unica regione in cui la ricerca di recensioni sui siti per scoprire un locale nuovo supera il passaparola tra amici (65% vs 55%), mentre in Piemonte le due opzioni si equivalgono (62%)

I consigli dei food blogger entrano nella top 5 dei motivi che spingono a provare un posto nuovo per i giovani dai 18 ai 35 anni, restano esclusi invece con l’aumentare dell’età, sostituiti dalle recensioni sulla stampa. I web influencer del settore food rimangono comunque abbastanza seguiti nel nostro Paese, come testimoniato dal 52% degli intervistati. La percentuale sale per il target tra i 35 e 44 anni, raggiungendo il 56%.

Il 59% degli intervistati però dichiara di scegliere un posto nuovo anche in base alla geo-localizzazione del ristorante; quindi se è vicino, si prova! Questo vale soprattutto tra i 18 e i 45 anni, e sembra sia un criterio molto forte nel centro/sud Italia, soprattutto in Sardegna. Solitamente almeno per l’87% delle persone, è importante dare un’occhiata non solo alle recensioni ma anche al sito web del locale stesso per vedere le foto e capire se è aggiornato. È una pratica gettonata soprattutto in Piemonte e Lombardia. Il 44% della fascia 18-24 anni lo controlla addirittura sempre.

ITALIANI POPOLO DI INFLUENCER

Il 69% degli intervistati dichiara di condividere con gli altri l’esperienza fatta al ristorante tramite il passaparola o i social media; in particolare il 63% racconta l’esperienza se positiva e il 43% se è stata negativa.  Tra i 18 e i 24 anni, addirittura l’80% è propenso a condividere l’esperienza. Abitudine che sembra più radicata in Sicilia (84%) e Campania (77%).

Fra coloro che raccontano la propria esperienza, il 62% preferisce parlare a voce dell’esperienza al ristorante mentre il 49% utilizza le piattaforme dedicate al mondo food per lasciare una recensione e raggiugere un pubblico ampio. Il 29% invece preferisce utilizzare Facebook, Twitter, Whatsapp.

Ma l’utilizzo della rete non vuole essere un modo di nascondersi perché gli italiani si dimostrano sinceri; quasi 1 su 2 (46%) decide di complimentarsi direttamente con il ristoratore nel caso di commenti positivi, mentre il 21% dichiara il suo malcontento al responsabile del locale anche in caso di esperienza negativa. Chi sceglie di condividere un’esperienza negativa sul web, lo fa soprattutto per avvisare i futuri clienti, creando un circolo virtuoso tra utenti (83%), solo un 15% lo fa solo per sfogarsi dell’esperienza poco piacevole.

Il racconto si concentra sulla qualità del cibo (81%) ma anche sui prezzi e sulla pulizia del locale (rispettivamente 79% e il 74%). Gli over 55 sono più di tutti sensibili alla tematica del prezzo e della pulizia del locale, che sembrano meno prioritari per il pubblico più giovane.

CI FIDIAMO?

Si, il 68% degli intervistati si fida delle recensioni; il 91% di chi esce a mangiare ritiene che sia importante controllarle per la scelta e infatti l’88% di chi esce al ristorante le controlla abitualmente, non solo nelle occasioni importanti.

La maggior parte degli intervistati però (58%) ritiene che vadano verificate personalmente; ciò che può essere buono per gli altri non lo è per noi e viceversa. In 6 casi su 10 prevale l’idea di leggerle con spirito critico, in attesa di farsi una propria idea sul locale. La fascia più giovane del campione tende a controllare le recensioni con maggiore frequenza: sotto i 24 anni, il 24% le ritiene fondamentali per scegliere, mentre la fascia più matura del campione le utilizza di più quando sono indecisi fra più ristoranti. Puglia e Sicilia sono le regioni che danno più importanza alle recensioni online, considerandole in 1 caso su 5 addirittura fondamentali per scegliere un ristorante

*Ricerca Doxa condotta tramite 2.033 interviste online ad un campione di individui che mangiano fuori casa abitualmente (al ristorante e/o in pizzeria, a pranzo e/o a cena, almeno una volta al mese), pause pranzo lavorative escluse.

Periodo: aprile 2017

 


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