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Costume
Il vostro interlocutore mente? Ecco i 4 segnali che lo "tradiscono"
Igor Righetti nello studio del ComuniCattivo a Rai Radio 1(1)

“La paura di parlare in pubblico è seconda dopo quella della morte. Quindi è una delle ansie sociali più diffuse. Ma saper comunicare in modo efficace e assertivo è sempre più importante, soprattutto in questa che comunemente viene definita come era della comunicazione”.

Parola di Igor Righetti, giornalista professionista, docente di Comunicazione d’impresa, giornalismo, Public speaking e Linguaggi radiotelevisivi in numerose università pubbliche e private (Sapienza, Tor Vergata, Luiss, Iulm, Ied – Istituto Europeo di Design), docente alla Scuola Nazionale dell’Amministrazione della Presidenza del Consiglio dei ministri, autore e conduttore radiotelevisivo, saggista e attore in tante fiction Rai e Mediaset e in alcuni film di Pupi Avati. Righetti è il nipote del grande Alberto Sordi il quale gli ha svelato i segreti del linguaggio radiofonico.

Il workshop, ideato e tenuto da Righetti, si intitola “Comunicare in modo efficace - Parlare con successo in pubblico, in radio e in tv” e si svolgerà sabato 11 e domenica 12 giugno dalle 9 alle 18 all’Oasi del Colle Zen Resort & SPA in località Colle Farelli, a pochi minuti da L’Aquila (www.oasidelcolle.com). Una struttura nuova e di grande suggestione, immersa nel verde. Ha il patrocinio di Confcommercio – Giovani imprenditori – L’Aquila, Comune di Scoppito, Comune di Tornimparte, Libera Università internazionale del benessere (L.U.I.BEN). Per informazioni e iscrizioni: www.igorrighetti.it. Le iscrizioni si chiuderanno l’8 giugno 2016.

Il workshop, con taglio operativo e innovativo e formula weekend da 8 o da 16 ore, si rivolge a manager, politici, imprenditori, professionisti che operano nel mondo del marketing e della comunicazione, giornalisti e conduttori radiotelevisivi, laureati e laureandi in Scienze della comunicazione e Scienze politiche, addetti stampa, addetti alle pubbliche relazioni, attori, artisti, agenti di commercio, liberi professionisti e a tutti coloro che per motivi professionali necessitano di conoscere le tecniche di comunicazione per sviluppare e acquisire relazioni interpersonali positive e vincenti, per apprendere le tecniche per farsi ascoltare, trasmettere il proprio sapere e per capire quando l’interlocutore mente.  Si rivolge a coloro che sono interessati ad apprendere le tecniche del public speaking, della dizione, della gestione del linguaggio del corpo per muoversi e parlare con naturalezza durante le presentazioni pubbliche.

Quando parliamo in pubblico - spiega Igor Righetti, che è stato anche dirigente di multinazionali come Ericsson, capo ufficio stampa dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e ha curato le relazioni con i media di Sony-Ericsson - subentra l’ansia per un motivo molto semplice: perché temiamo il giudizio degli altri. Per superare l’ostacolo non basta una grande preparazione, occorre anche conoscere le tecniche per farne emergere i contenuti. È noto il detto ‘non importa ciò che si dice, ma come si dice’. Inoltre, è innegabile che conoscere le tecniche per comunicare in modo efficace aiuti anche il business degli imprenditori. Dopo questo workshop i partecipanti saranno in grado di gestire la naturale paura di parlare in pubblico”.

Tra gli obiettivi del workshop, acquisire le modalità per affinare le tecniche del linguaggio del corpo e per gestire con successo un intervento pubblico, in radio e in televisione; apprendere abilità e strumenti adeguati a sviluppare relazioni interpersonali positive e vincenti; interpretare i segnali del corpo dell’interlocutore (rifiuto e gradimento); acquisire le tecniche per rilasciare un’intervista vincente in radio e in tv; conoscere le tecniche per modulare la voce, essere assertivi e gestire gli scarichi tensionali (comportamenti legati a stimoli che suscitano uno stato d’ansia o semplice tensione emotiva). Al termine del workshop viene rilasciato un attestato di partecipazione.

E come si può invece capire se il nostro interlocutore sta mentendo?
Lo svela Igor Righetti: "Tutti i segnali del corpo vanno esaminati in base al contesto e ai tempi di reazione. Si dovrà osservate la situazione nel suo contesto. Si devono notare tutti quei segnali che si discostano dal comportamento abituale e capire se un argomento o una risposta produce sensazioni di disagio. Mai affidarsi a un solo segnale, la conferma di un atteggiamento emerge da più segnali che rivelano lo stato emotivo di una persona. Ci sono numerosi elementi che ci aiutano a capire se il nostro interlocutore sta mentendo. La conoscenza del linguaggio del corpo può essere utile in diversi settori: dalle relazioni sentimentali a quelle professionali. 

Il corpo, a differenza del linguaggio verbale, comunica di continuo. Del resto il linguaggio verbale scaturisce dal nostro conscio mentre quello non verbale dall’inconscio.

Dobbiamo sempre partire dall’assunto che il 93% del nostro messaggio viene percepito dal nostro corpo e non dalle nostre parole. Quindi convince molto di più un sorriso di una frase.  Il 38% di ciò che passa al nostro interlocutore è il paraverbale quindi i toni, il timbro e il ritmo con cui ci esprimiamo mentre il 55% è tutto ciò che deduciamo dal linguaggio del corpo fatto di gesti, posture e mimica facciale. Non dimentichiamo poi che l’uomo è un animale sociale, portato a comunicare con gli altri.

1. Chi mente in genere comincia il suo discorso in modo lento: si prende il tempo per costruire il proprio racconto. Quando è sicuro che il suo interlocutore gli sta credendo accelera.

2. I bugiardi mentre parlano non completano le frasi, tendono a ripetere le domande prima di rispondere per prendere tempo e cercare una risposta credibile, tengono le braccia vicino alle cosce e, se seduti, sotto le gambe.

La stessa gestualità può far scoprire chi sta mentendo, ma soltanto se i gesti sono rivolti verso l’esterno. Inoltre, è stato osservato che in un minuto una persona batte le palpebre in media 8-10 volte. Una frequenza superiore può indicare uno stato di disagio, una scarico tensionale scaturito da qualcosa che ha aumentato il livello di stress. Il nostro inconscio sa bene qual è la verità e cerca di intervenire con la chiusura degli occhi.

3. Chi mente, però, può anche quasi azzerare il battito delle palpebre. È il classico segnale di colui che si sta concentrando per rendere credibile il proprio racconto.

4. Mentre parla, per il timore di essere scoperto, il bugiardo mostra una gestualità essenziale in modo da fornire meno informazioni possibili: cercherà di limitare al massimo i movimenti delle mani e delle braccia.

I segnali da leggere sono tantissimi. Si pensi al nascondere le mani in tasca dopo una domanda, al tamburellare di mani e piedi o al grattarsi il collo.

Poi ci sono i segnali di gradimento, rifiuto e chiusura, seduzione, rabbia o dominio. Saperli leggere è di importanza fondamentale".

Tags:
come parlare in pubblico corsicapire se l'altra persona mente
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