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Costume
Prada lancia il nylon rigenerato. I rifiuti di plastica diventano borse

Rifiuti di plastica recuperati negli oceani, come reti da pesca, o destinati alle discariche come scarti di fibre tessili e vecchi tappeti, che vengono rigenerati e diventano un filo di nylon, utilizzato da PRADA per realizzare una nuova linea di borse, la Re-Nylon, progetto che nasce dall'incontro tra con l'azienda Aquafil, che produce questa fibra, l'Econyl, che può essere riciclata all'infinito senza mai perdere qualità. L'obiettivo è trasformare in nylon Econyl tutti i capi e gli accessori PRADA entro la fine del 2021. ''Il progetto riflette il nostro costante impegno in materia di sostenibilità - spiega Lorenzo Bertelli, Head of Marketing and Communication del Gruppo PRADA - Questa collezione ci permetterà di dare un contributo significativo e di creare prodotti senza impiegare nuove risorse''. Parte del ricavato dalla vendita della capsule collection PRADA Re-Nylon sarà devoluta a favore di progetti per la sostenibilità ambientale. PRADA in collaborazione con Unesco svilupperà attività educative, rivolte a studenti in diverse parti del mondo, incentrate su temi cruciali come l'inquinamento da plastica ed economia circolare. 

Per presentare i processi all'avanguardia su cui si fonda l'iniziativa Re-Nylon, National Geographic realizza una serie di cinque cortometraggi dal titolo "What We Carry" che raccontano gli obiettivi, le intenzioni e la realtà di PRADA Re-Nylon, mostrando i processi di produzione e distribuzione in viaggio dall'Africa all'America, dall'Asia all'Oceania, fino all'Europa, per svelare il dietro le quinte delle fabbriche e degli impianti produttivi di questo tessuto all'avanguardia ma anche gli ideali che animano questa iniziativa. Il primo episodio, che segna il lancio di PRADA Re-Nylon, ci porta a Phoenix, in Arizona, nel più importante impianto statunitense di riciclo di tappeti in cui vengono lavorate 16.000 tonnellate di materiale all'anno. Ogni anno negli Stati Uniti viene riciclato meno del 3% degli 1,6 milioni di tonnellate di tappeti che vengono buttati nelle discariche. Bonnie Wright, attrice e reporter per PRADA, e Asher Jay, artista ambientalista e inviata di National Geographic, vanno alla scoperta di una delle fonti di produzione di Econyl, spiegando come funziona la supply-chain circolare che sta rivoluzionando la concezione tradizionale di produzione puntando tutto verso la rigenerazione.

L'Econyl si ottiene da rifiuti di plastica destinati alle discariche di tutto il mondo o negli oceani. Il processo di produzione prevede la raccolta di materiali di scarto (reti da pesca, vecchi tappeti e scarti industriali); la rigenerazione e purificazione attraverso un processo di depolimerizzazione chimica grazie al quale il nylon ritorna alla purezza originaria. Negli stabilimenti di Lubiana in Slovenia e Arco in Italia, il materiale riciclato è nuovamente trasformato in polimeri attraverso un processo di polimerizzazione. Ogni 10.000 tonnellate di Econyl prodotto si risparmiano 70.000 barili di petrolio, riducendo le emissioni di CO2 di 57.100 tonnellate. Scegliendo di utilizzare l'Econyl l'impatto sul riscaldamento globale originato dalla produzione di nylon alimentata a petrolio sarà ridotto dell'80%. 
 

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