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Costume
Sesso, perché lei non vuole farlo? I 7 motivi per cui lei rifiuta il sesso

Donne che rinunciano al sesso: perché le donne non vogliono fare l’amore

 

Quando la donna trova scuse per andare a letto e non vuole più fare sesso con il proprio compagno, la motivazione profonda va ricercata nella coppia. In particolare, secondo gli esperti, sarebbero sette i motivi per i quali l’astinenza sessuale femminile diventa frequente all’interno della coppia. Se non vi siete mai chiesti perché una donna non vuole più fare sesso, ecco da cosa deriva.

 

Astinenza sessuale nella donna: lei rinuncia al sesso? Ecco perché

 

La prima motivazione per cui una donna smette di fare sesso con il proprio uomo va ricercata nella relazione. Se la donna, infatti, non è soddisfatta della propria relazione, è più facile che smetta di concedersi al proprio compagno. La seconda è il dolore; chi soffre di fastidi più o meno dolorosi durante l’atto sessuale sarà meno incentivato ad avere tanti rapporti sessuali. Il terzo motivo riguarda la psiche femminile; per alcune il sesso non si riduce al mero rapporto sic et simpliciter ma è il punto di arrivo di un percorso che passa attraverso lo scambio di effusioni o baci per esempio. Il quarto motivo che riduce la libido femminile può essere lo stress. Dopo lunghe giornate di lavoro è più facile non avere voglia di concedersi al proprio uomo. Il punto 5 è dovuto alla mancanza di interesse che può sopraggiungere dopo tanti anni di matrimonio; per questo, è bene cercare di tenere vivo l’interesse all’interno del rapporto lanciando nuovi spunti o cercando di riconnettersi alla persona che si era all’inizio del legame. Il sesto è che,  quando la vita di coppia diventa monotona può essere utile cambiare l’arredamento della camera da letto. In ultimo, quando la donna perde il desiderio sessuale, è perché non si sente più intimamente connessa al proprio uomo.

 

Sesso: eiaculazione precoce un problema per 6 mln di italiani

 

In Italia l'eiaculazione precoce e' un problema per un terzo dei sessualmente attivi. Si tratta di un esercito di 6 milioni di uomini. Moltissimi sono giovani che arrivano a considerare il problema con uno specialista solo dopo aver superato i 30 anni. Questo perche' non conoscono il proprio corpo o in molti casi non ricevono la giusta educazione sessuale. Questo e' uno dei temi trattati in occasione del 13esimo congresso della Societa' italiana di chirurgia genitale maschile (Sicgem), in corso a Roma. In base a studi recenti condotti in Europa e negli Stati Uniti, in una popolazione di uomini di eta' compresa tra i 18 e i 70 anni, il 49,6 per cento degli uomini risulta essere affetto da eiaculazione precoce primaria, il 34,6 per cento da eiaculazione precoce secondaria, e il 15,8 per cento da una forma di eiaculazione precoce saltuaria. Non tutte le eiaculazioni precoci sono infatti uguali. Si distinguono le forme primarie da quelle secondarie: le prime si osservano negli uomini giovani, sin dai loro primi tentativi di rapporto sessuale, le seconde invece si manifestano dopo un periodo di attivita' in cui l'uomo ha sperimentato un controllo e tempi di eiaculazione normali. "E' fondamentale la diagnosi differenziale fra organicita' e funzionalita' - ha spiegato Giovanni Alei, presidente della Sicgem - per effettuare terapie mirate che vadano nella direzione della desensibilizzazione o in quella di un approccio farmacologico integrato dalla terapia sessuologica". Il primo step e' quindi affidato all'esame obiettivo dello specialista che riveste ancora un ruolo molto importante per valutare un'eventuale congestione prostatica, un frenulo breve, una fimosi o i segni di eventuali processi infiammatori a carico del glande. "Un primo approccio diagnostico - ha aggiunto Piero Letizia, specialista in Urologia e Andrologia, e co-presidente del congresso della Sicgem - puo' essere la somministrazione di un questionario e l'uso di esami strumentali che consentano di valutare sia la sensibilita' vibratoria sia termica (caldo-freddo) e quindi di dimostrare un'ipersensibilita' del glande o del pene. Tutti gli esami sono accessibili in forma ambulatoriale e solo in centri molto specializzati". Inoltre, oggi ci sono terapie piu' efficaci. "Da pochi anni - ha concluso Letizia - esistono farmaci mirati molto validi che, purche' usati dopo un accurato percorso diagnostico, danno ottimi risultati nelle precocita' psicogene. Per precocita' di natura organica, invece, la correzione di problemi anatomici, come incurvamenti congeniti e frenulo corto oppure la parziale desensibilizzazione chirurgica, risolvono definitivamente il problema".

 

Sesso: esperti, ancora diffidenza su protesi contro impotenza

 

Oltre 3 milioni di uomini in Italia fanno i conti con l'impotenza. Per risolvere il problema esiste la strada della terapia farmacologica, delle iniezioni locali di vasodilatatori e infine quella chirurgica, tramite l'impianto di una protesi peniena. Quest'ultima e' seguita solo da una minoranza di casi. Sono infatti circa 300 gli impianti che ogni anno vengono inseriti nel nostro paese. A scoraggiare gli uomini e' ancora la paura dell'operazione e della performance raggiunta una volta tornati a casa. Questo uno dei temi discussi durante il 13esimo congresso della Societa' italiana di chirurgia genitale maschile (Sicgem) che si chiude oggi a Roma. Durante lo stesso congresso sono stati eseguiti in diretta diversi interventi chirurgici fra cui due per l'inserimento di protesi peniene. Secondo gli esperti, verso le protesi c'e' ancora molta diffidenza, uno scoglio psicologico che l'uomo manifesta sin dalla prima visita con l'urologo. "Il paziente ha paura che un oggetto estraneo possa alterare la sua sessualita' o che premere un pulsante prima dell'atto sessuale crei troppo imbarazzo con il partner", ha spiegato Giovanni Alei, professore benemerito di Urologia dell'Universita' degli studi Sapienza di Roma e presidente della Sicgem. "Tuttavia - ha sottolineato - coloro che poi si sottopongono all'intervento comprendono i benefici. Ad oggi infatti e' possibile passare rapidamente dalla massima rigidita' al risposo toccando il pulsante della protesi che rimane perfettamente invisibile". In generale le protesi peniene, secondo gli esperti, garantiscono rigidita' e comfort e quindi l'ottimizzazione della qualita' di vita. L'intervento chirurgico non lascia cicatrici, e' mininvasivo ed il rischio di rigetto e d'infezione e' minimo. Inoltre le attuali protesi idrauliche in uso sono capaci di assorbire l'antibiotico selezionato dallo specialista sulla base di eventuali intolleranze del paziente.

 

Sesso: Gb, giovani propensi a sperimentare piu' che in passato

 

Oggi i giovani sono piu' propensi a sperimentare varie pratiche sessuali. Piu' di un millenials su 10, ad esempio, ha dichiarato di aver provato il sesso anale gia' all'eta' di 18 anni. Almeno nel Regno Unito, stando ai dati di un'indagine nazionale che viene condotta ogni 10 anni dal 1990. Dai risultati, pubblicati sul Journal of Adolescent Health, si evince che dai 22 ai 24 anni d'eta', 3 giovani su 10 ha dichiarato di aver provato il sesso anale. Tuttavia, il sesso vaginale e orale sono ancora le pratiche sessuali piu' comuni sia tra le giovani donne che tra i giovani uomini. L'eta' in cui iniziano a fare sesso -vaginale, anale o orale - non e' cambiata molto negli ultimi decenni. Nell'indagine piu' recente la prima volta e' a 16 anni d'eta'. E, mentre lo studio mostra quali pratiche sessuali i giovani sono propensi a fare, non ha fatto invece luce il perche' le preferenze stanno cambiando. Gli esperti, tuttavia, ritengono che questo cambiamento sia dovuto al fatto che la societa' oggi e' meno critica verso la sperimentazione sessuale. Per Cynthia Graham, docente della University of Southampton, sarebbero stati Internet e i media in generale a rompere i tabu'. "Internet - ha detto alla BBC - significa che le persone possono facilmente trovare e vedere cose che non sarebbero state in grado di fare in passato. Il sesso anale e' ancora piuttosto stigmatizzato, ma sembra che gli atteggiamenti stiano cambiando: sappiamo che la societa' e' diventata piu' incline ad accettare le cose, come i comportamenti omosessuali in generale".

 

Sesso, in 10 anni forte riduzione desiderio in giovani

 

"L'immagine di uomo "forte a tutti i costi" costituisce un importante fattore di rischio per la salute fisica e il benessere emotivo e relazionale di molti uomini. Stress, frustrazione e piu' o meno consapevole disagio esistenziale accompagnano la vita di molti uomini a causa del confronto con l'immagine ideale e irraggiungibile di uomo 'forte a tutti i costi'". E' questa la conclusione del professor Carlo Foresta del rapporto realizzato dalla Fondazione Foresta onlus in occasione della "Giornata internazionale dell'uomo" in programma il prossimo 19 novembre. Spicca nel report presentato, oggi, a Padova, l'aumento del numero dei ventenni che lamentano una riduzione del desiderio sessuale, passati dall'1,8 ogni mille del 2004-2005 al 10,4 ogni mille del 2015-2016. In aumento anche la percentuale di ragazzi che si ritengono scarsamente interessati alla sessualita' reale e la frequentazione della pornografia in internet puo' essere uno dei motivi determinanti di questo fenomeno. 

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