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Toctocdoor, dalla tecnologia all'umanità: ecco il social di quartiere

Toctocdoor si sta diffondendo nelle città italiane. Si tratta del primo social network di quartiere. A pensarlo il creativo e poeta Lorenzo Trigiani

Di Davide Grittani
Toctocdoor, dalla tecnologia all'umanità: ecco il social di quartiere

Intuizione folgorante ma anche paradossale. Sbarazzarsi della tecnologia facendovi ricorso. Congedarsi dall'ossessione dei social continuando a farne uso. Un uso diverso, però. Più umano, ammesso che sia possibile quando di mezzo ci sono gli strumenti - odiati e amati - che mettono in relazione l'umanità.

E all'umanità - nel senso di pietas - si rivolge principalmente il primo social network di quartiere italiano, chiamato Toctocdoor e creato in un posto e da gente in cui l'humanitas hanno ancora un senso vero. In Puglia, a Foggia. Dal creativo e poeta Lorenzo Trigiani, che attraverso Toctocdoor si è messo in testa di ricreare le condizioni in cui sono cresciute le generazioni degli anni Settanta e Ottanta, le genti che a Milano e Torino popolavano le cosiddette case ringhiera prestandosi a turno ingredienti, medicinali, lampadine e soprattutto solidarietà. "L'idea - spiega Trigiani - è quella di ricreare socialità nel quartiere, quella di ridare vigore a legami. Il nostro è un progetto di innovazione sociale che trasforma le connessioni in relazioni, che vuole restituire senso e significato all’espressione comunità in un mondo invecchiato e secolarizzato". E i dati che Toctocdoor porta in evidenzia sono quelli secondo cui nel 2025 gli over 65 rappresenteranno più del 20% della società. "Toctocdoor vuole riportare la socialità nello spazio più prossimo, ovvero  il condominio, la strada, il quartiere, per trasformare le utilities in humanities" aggiunge Trigiani.

TocTocDoor (3)
 

Il primo social network italiano dei rapporti umani e umanizzati è nato dunque in Puglia, ma si è rapidamente diffuso a Torino, Milano, Genova e in diverse altre città italiane. La procedura è semplice, basta iscriversi alla piattaforma (https://www.toctocdoor.com/) e di per sé quella rappresenta una specie di istanza di aiuto, un segnale di fumo, il razzo sparato in aria quando si è dispersi nell'oceano: quella lì, per Toctocdoor  è la richiesta di aiuto a cui tutti possono attingere e da cui tutti possono imparare, perché alla base della democrazia - e dei miliardi di città, comuni e quartieri che la compongono - c'è il principio dei vasi comunicanti. "Dalla forma dei quartieri ai rapporti economici, al funzionamento di spazi e servizi, tutto ruota, infatti, attorno al tipo di relazioni che riusciamo ad instaurare con gli altri - aggiunge Trigiani -. Scambiarsi professionalità, conoscenze, portare avanti progetti di interesse comune, contribuire alla sicurezza e allo sviluppo sociale ed economico del quartiere, trarre i benefici che derivano da una maggiore interazione sociale".

Il paradosso, si diceva in apertura, è quello di ricorrere alla tecnologia volendone rifuggire (facebook.com/Toctocdoor): in realtà è tutto più semplice, nel senso che il social è costretto a canalizzare le proprie informazioni ricorrendo alla modernità (come altrimenti?) ma il concetto da cui muove le proprie e migliori intenzioni è quello del ritrovarsi dopo essersi persi. "In un mondo che si avvia a grandi passi verso la smaterializzazione e la virtualità, affetto da sindrome da sguardo basso (i medici in prima linea del pronto soccorso così hanno ribattezzato gli infortuni di chi cammina per le vie della città con lo sguardo incollato allo smartphone, NdC), Toctocdoor intende diventare un avamposto di umanità, una finestra di vita vera, reale, abitata dai sentimenti. ll panorama dell’economia della condivisione è oggi composto da servizi verticalizzati su settori specifici. Se ognuno rappresenta un filo della sharing economy, che intercetta un bisogno e che risolve un problema, Toctocdoor è la relazione tra ogni filo che compone la trama". L'obiettivo è quello di espanderlo a macchia d'olio in tutta Italia, di farne una specie di pronto soccorso sociale che possa scattare ogni qual volta ve ne sia bisogno. L'accoglienza, sopprattutto tra i giornali, è stata molto felice: adesso resta quella delle città, della rete di solidarietà che deve svilupparsi intorno a un progetto che approfittando delle enormi potenzialità del terzo millennio vorrebbe tornare all'umanità che abitava nel secondo.


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