Il grande amore erotico che dura? Alberoni si ricrede: "Esiste. Ecco la ricetta"

Mercoledì, 17 ottobre 2012 - 11:25:00
l'arte di amare

Pochi mesi? Tre anni? Sette anni? Quanto può durare un amore, anche se grande? La risposta è - appunto - un terno al lotto. Psicologi, ricerche scientifiche e opinioni comuni, però, quasi sempre concordano: in ogni caso la "data di scadenza" è ravvicinata. Molti sono ancora convinti che ci sia una traiettoria obbligata dell'amore che incomincia con l'innamoramento, la passione ma poi declina e si spegne nella convivenza quotidiana, quando non finisce nel tradimento e nel divorzio.

E invece sbagliano. A dirlo è il sociologo Francesco Alberoni nel suo nuovo libro "L'arte di amare", in libreria da oggi, mercoledì 17 ottobre, per Sonzogno Editore. E lui stesso in un certo senso si "ricrede" rispetto alle sue tesi passate. "Non si può continuare a vivere il delizioso delirio delle origini per anni e anni?  E io ho sempre risposto di no, che, dopo un certo periodo di tempo, talvolta anche molto lungo, l’innamoramento si istituzionalizza, diventa amore, perde il suo carattere ideale e passionale e si trasforma in abitudine quotidiana. Oggi penso di aver sbagliato nel dare una risposta così categorica. È vero, nella maggioranza dei casi, la passione amorosa dei primi tempi diventa istituzione, si raffredda, si fa consuetudine, e molte volte si spegne. Ma, per quanto frequente, la scomparsa della passione non è la regola. Vi sono casi in cui continua e si rinnova per moltissimi anni".

 Il libro dimostra che la felicità e il piacere più intensi sono possibili soltanto nel grande amore erotico che conserva la freschezza dell'innamoramento, l'ardore della passione e che, anziché affievolirsi, col passare degli anni si intensifica. Bisogna tornare a dare alla parola amore il suo significato più pieno, più autentico. Perché il vero amore è rivelazione, ammirazione, adorazione, fusione con qualcosa che ci trascende e che dà un nuovo senso al mondo. Solo l'amore totale ci sa dare il brivido dell'assoluto, lo stupore del nuovo, il terrore della perdita e una felicità misteriosa, meravigliosa e divina. Il grande amore erotico si ottiene abbandonandoci all'amore, alla voglia di vivere, al candore dei sentimenti, alla sincerità, alla verità, alla libertà, chiedendo ciò che ci piace senza pudore, senza paura.

Francesco Alberoni
"L'arte di amare. Il grande amore erotico che dura"
Sonzogno Editore
Pp. 208, 1° ed.
Euro 16.50

 

LEGGI SU AFFARITALIANI.IT UN ESTRATTO DEL PRIMO CAPITOLO "IMPOSTAZIONE DEL PROBLEMA"

 

Questo libro tratta del grande amore erotico che dura, un argomento che non ho mai affrontato nelle mie opere precedenti: Innamoramento e amore, Ti amo, Il mistero dell’innamoramento. In questi lavori ho mostrato che l’innamoramento nasce da un grande slancio vitale inibito, soffocato da istituzioni irrigidite che, a un certo punto, travolge. Quando due persone si trovano in questa situazione esplode il processo di stato nascente che provoca la formazione di nuova comunità in cui ciascuno trascende se stesso e sperimenta la possibilità di un mondo totalmente rinnovato e felice. Però, col passare del tempo, lo stato paradisiaco dell’innamoramento lascia posto a un amore più calmo e sereno, che si incanala all’interno di regole istituzionali che, a loro volta, possono irrigidirsi. E quindi, in certi casi, ne nasce un altro stato di inquietudine e di ricerca che porta a un nuovo innamoramento.

Il fuoco dell’innamoramento è lo stato nascente rivoluzionario che ha una durata limitata, mesi o pochissimi anni, a cui segue il processo di costruzione dell’istituzione. È questo il punto che desidero mettere in discussione in questo libro per rispondere a una domanda che moltissime donne mi hanno posto nel corso degli anni: ma non è possibile che l’entusiasmo, la passione ardente dello stato nascente dell’innamoramento possa durare? Non è possibile che due persone continuino a provare quelle straordinarie emozioni che provavano all’inizio del loro amore, mentre invece, di solito, da questa tempesta amorosa segue un amore pacato ma qualche volta anche noioso? Non si può continuare a vivere il delizioso delirio delle origini per anni e anni? E io ho sempre risposto di no, che, dopo un certo periodo di tempo, talvolta anche molto lungo, l’innamoramento si istituzionalizza, diventa amore, perde il suo carattere ideale e passionale e si trasforma in abitudine quotidiana. Oggi penso di aver sbagliato nel dare una risposta così categorica. È vero, nella maggioranza dei casi, la passione amorosa dei primi tempi diventa istituzione, si raffredda, si fa consuetudine, e molte volte si spegne. Ma, per quanto frequente, la scomparsa della passione non è la regola. Vi sono casi in cui continua e si rinnova per moltissimi anni. L’idea che lo stato di innamoramento duri poco e l’amore segua un rapido ciclo discendente è molto diffusa. Più o meno tutti vi diranno che a un certo punto la lava incandescente si solidifica, che la vie en rose riacquista i colori abituali, che al posto dello spasimo, del batticuore, dell’attesa ardente subentra la tranquilla quotidianità, che al posto della passione subentra il “voler bene”. Ma questa serena sicurezza, questo stato amoroso stabile che dovrebbe essere il coronamento e il trionfo, non è così eccitante come la fase vibrante che lo ha preceduto.

Le favole che raccontano le peripezie per realizzare il proprio amore restano interessanti finché c’è l’ostacolo, la difficoltà, cioè finché l’amore non viene raggiunto. Poi, quando i due innamorati realizzano il loro amore, quando “si sposano”, la favola finisce con l’espressione “e vissero felici e contenti”. Ma nessuno dice che cosa accada esattamente in seguito. Non interessa. Perché l’amore, il vero amore, è stato rappresentato prima, nella ricerca, negli ostacoli, nella lotta contro la rivale, nel timore di non essere riamati. La “passione” è tutta in questa fase preliminare dominata dal desiderio, dall’incertezza e dalla speranza. È la lunga, difficile e complicata strada che porta all’amore reciproco, l’essenza dell’amore, quel che viene dopo non conta.

La storia non cambia passando dalle favole ai grandi romanzi come I promessi sposi, Guerra e pace e L’amante di lady Chatterley. L’amore è intenso nella ricerca, nell’attesa, nella lotta contro chi lo avversa, mai nella sua realizzazione gioiosa. Vi sono anche molti romanzi che mostrano il fallimento dell’amore come Anna Karenina e altri, come Madame Bovary, che ne raccontano il sogno e l’inesorabile desolante declino. In ogni caso l’amore resta interessante finché è combattuto, tragico o sconfitto. Nessuno ha mai raccontato l’amore felice, nessuno ha mai fatto un romanzo del periodo in cui “vissero felici e contenti”. E sono convinto che molti lo considerino addirittura impossibile.

Il mio libro Innamoramento e amore costituisce una prima rottura di questa tradizione perché mostra che l’innamoramento non è un istante, non è un colpo di fulmine, ma ha una storia, uno sviluppo, una evoluzione, attraversa momenti di incomprensione e di conflitto, ma può restare ardente, positivo, volto al futuro e generare un progetto dando vita a un nuovo modo di vivere. L’innamoramento crea una coppia amorosa, una comunità forte, coesa, che ricostruisce il suo ambiente sociale, la sua nicchia ecologica. In questo modo ho dato un primo contenuto concreto al “vissero felici e contenti”. Ho però anche mostrato che il processo amoroso va dalla fase fluida e incantata dello stato nascente alla stabilità dell’istituzione. C’è quindi un mutamento di stato, il passaggio dal movimento all’istituzione, dall’innamoramento all’amore. La teoria, di conseguenza, escludeva che potesse durare l’innamoramento come continua esperienza di desiderio, ricerca, passione. È stato quando ho scritto la seconda parte di Sesso e amore, nel 2004, che mi sono reso conto di aver accettato anch’io passivamente lo schema rigido dell’amore che nasce nello splendore dell’innamoramento e poi, inesorabilmente, declina nella consuetudine e nella noia, che l’istituzione uccide sempre l’ardore iniziale, il desiderio ardente, la ricerca appassionata. Ero stato conformista, avevo escluso, come gli altri, che ci fosse una passione capace di durare, anche se rara, eccezionale. In realtà, già da qualche anno avevo incominciato a raccogliere interviste, a fare domande su un mio blog dedicato all’amore e avevo visto che vi sono persone in cui la passione amorosa dura a lungo, anni, decenni. Persone che è come se fossero sempre innamorate, perché, insieme alla straordinaria felicità e all’estasi, continuano a sperimentare l’ansia, il batticuore, il dolore della distanza, il timore di non essere riamate. Ho poi avuto la possibilità di conoscere e di raccogliere le confidenze di due persone che vivevano da anni una profonda, appassionata storia d’amore. È allora che ho incominciato a scrivere dei dialoghi, a prendere appunti e, alla fine, non potendo stendere una relazione sulla loro vita perché mi ero impegnato all’assoluta riservatezza, ho trasferito l’essenza della loro storia amorosa in un romanzo, I dialoghi degli amanti. Questo libro, fantastico per l’ambientazione fantascientifica, per i nomi, i luoghi e gli accadimenti, è però anche il documento preciso di una storia reale, l’analisi attenta di un grande amore erotico che dura. Una storia che perciò userò come caso e come esempio. E, come spesso accade quando si è scoperto per la prima volta un fenomeno, in seguito ho trovato altre coppie unite da un grande amore appassionato. Qualcuno mi ha domandato perché non ho usato materiale clinico mio o di colleghi. La risposta è semplice: chi va dallo psicologo di solito ha dei problemi, la psicologia clinica è psicopatologia. La coppia innamorata e felice non chiede aiuto, al massimo accetta di confidarsi con un amico...




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