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Cronache
Amanda Knox contro Trump: "Grazie del sostegno ma non ti devo nulla"

Amanda Knox contro Trump: "Grazie del sostegno ma non ti devo nulla"

"Donald Trump mi ha sostenuta durante la crisi peggiore ed il momento piu' difficile della mia vita, difendendo la mia innocenza quando ero sotto processo per omicidio in Italia. Ora e' diventato presidente degli Stati Uniti e riferiscono che sia molto arrabbiato con me perche' non l'ho votato. Gli devo lealta'?". La domanda, puramente retorica, se la pone Amanda Knox, la giovane americana accusata e poi assolta con Raffaele Sollecito dell'omicidio a Perugia di Meredith Kercher, nel 2007. Il presidente americano, che la sostenne anche finanziariamente durante gli anni difficili in Italia, sarebbe "molto deluso" che lei abbia votato per Hillary Clinton, nel 2016. E lei replica: "Grazie, presidente" per il sostegno, "ma la questione piu' importante e': cosa devo alla mia nazione? Impegno civile, attenzione alle questioni che interessano i miei concittadini e sostegno alle politiche che meritano sostegno, anche se cio' dovesse far arrabbiare il presidente".

Il caso e' scoppiato qualche giorno fa con le dichiarazioni di George Guido Lombardi al New York Times. L'imprenditore italoamericano - che ha un appartamento nella Trump Tower di Manhattan e vanta rapporti di amicizia e buon vicinato con il presidente, sia a New York che a Mar-a-Lago - aveva raccontato al giornale quanto il tycoon fosse arrabbiato per l'ingratitudine dimostrata da Amanda, colpevole di aver votato per la candidata democratica, Hillary Clinton. Effettivamente durante il processo la difesa di Trump era stata appassionata. "Tutti dovrebbero boicottare l'Italia, se Amanda Knox non sara' liberata: e' completamente innocente" twittava il miliardario nel 2011. E in un video promise di "non andare piu' in Italia" finche' Amanda fosse rimasta in prigione: "Non e' colpevole, non e' mai stata colpevole, e' accusata senza motivo. L'unica ragione a cui posso pensare e' che il pubblico ministero italiano sia folle". "Ho ricevuto critiche negative dai suoi sostenitori anche prima che i commenti di Lombardi fossero pubblicati", scrive oggi Knox. "Sostenevano che io dovessi fedelta' a Trump e si sono indignati quando ho criticato le sue politiche spiegando i motivi del mio 'endorsement' a Hillary Clinton". E poi, nella lettera aperta ospitata dal Los Angeles Times, la ragazza -autrice del memoir "Waiting to be Heard" sugli anni in prigione in Italia- argomenta la sua personale idea di lealta': "Solo nelle 'repubbliche delle banane' i leader politici distribuiscono favori ai cittadini in cambio del loro silenzio e del loro voto".

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amanda knoxdonald trump
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