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Cronache
Amanda Knox un fiume in piena: "Guede stuprò e uccise Meredith"
Lapresse

Amanda Knox, 'in carcere ho meditato sul suicidio' - "Quando ero in carcere ho meditato sul suicidio". Lo ha raccontato Amanda Knox nel suo intervento al Festiva della Giustizia Penale in corso a Modena. "A vent'anni ero una ragazza felice e vivace e sono stata costretta a trascorrere da sola i miei primi anni venti, imprigionata in un ambiente disumano, malsano e imprevedibile. Invece di sognare una carriera o una famiglia, ho meditato - le parole di Amanda Knox - sul suicidio. Tutti i membri della mia famiglia hanno sconvolto le loro vite a seguito di questa vicenda".

Amanda Knox: Guede entro' come ladro, uccise Meredith - "Il primo novembre 2007, un ladro, Rudy Guede e' entrato nel mio appartamento, ha violentato e ha ucciso Meredith. Ha lasciato tracce di dna e impronte. E' fuggito dal Paese, processato e condannato. Nonostante cio' un numero importante di persone non ha sentito il suo nome, questo perche' pm, polizia e giornalisti si sono concentrati su di me. Giornalisti chiedevano di arrestare un colpevole. Hanno indagato me mentre Guede fuggiva. Non basandosi su prove o testimonianze". Cosi' Amanda Knox a Modena.
"Solo su una intuizione investigativa. Pensavo di aiutare la Polizia ma sono stata interrogata per 50 ore in una lingua che non conoscevo bene. Dicevano che mentivo". Cosi' Amanda Knox ricostruisce la sua esperienza del delitto di Meredith Kercher. Sono le sue prime parole dal suo ritorno in Italia dopo l'assoluzione. Piu' volte si interrompe commossa, sorseggia acqua. La 31enne sta parlando dal palco del Forum Monzani a Modena, nel corso di un confronto dal titolo 'Il processo penale mediatico'.

Amanda Knox, inchiesta e' stata contaminata - A causa dell'intervento dei media "l'inchiesta e' stata contaminata. Era impossibile avere per me un processo giusto. L'opinione pubblica non deve rispondere a nessuno, non ci sono regole se non che il sensazionalismo vince: nella Corte dell'opinione pubblica non sei una persona umana, sei un oggetto da consumare". Cosi' Amanda Knox sul palco del Festival della Giustizia Penale nel corso del suo intervento in un dibattito sul tema 'Il processo penale mediatico'.

Amanda Knox: mondo aveva deciso che ero colpevole - "Ero innocente, ma il resto del mondo aveva deciso che ero colpevole, avevano riscritto la realta'. Passato, presente, futuro non contavano piu'. I pm e i media avevano creato una storia e una versione di me adatta a quella storia". Cosi' Amanda Knox ha rivissuto i giorni di Perugia, del 2007, dal palco del Festival di giustizia penale in corso a Modena.

Amanda Knox: su di me creata una storia falsa - "Sul palcoscenico mondiale io ero una furba, psicopatica e drogata, puttana. Colpevole. E' stata creata una storia falsa e infondata, che ha scatenato le fantasie della gente. Una storia che parlava alle paure della gente. Non potevo piu' godere del privilegio della privacy. La mia famiglia veniva descritta come un clan. Io prima del processo ero sommersa da una montagna di fantasie da tabloid". Cosi' Amanda Knox al Festival della giustizia penale a Modena.

Amanda Knox: verdetto giudice fu peso schiacciante - "Avevo zero motivazioni per uccidere la mia amica, zero tracce del mio dna sono state sul luogo del delitto. Poi ho sentito il giudice pronunciare le parole 'colpevole'. Il verdetto mi e' caduto addosso come un peso schiacciante, non potevo respirare. Le telecamere lampeggiavano mentre uscivo dal tribunale". Cosi' Amanda Knox ha rivissuto i giorni di Perugia, del 2007, dal palco del festival penale in corso a Modena.

Amanda Knox: in Italia sofferenza, ma e' parte di me - In Italia "ho incontrato la tragedia e la sofferenza" ma "nonostante cio' o forse per questo l'Italia e' diventata parte di me". Cosi' Amanda Knox parla dal palco del Festival della Giustizia penale di Modena. Capelli sciolti, la voce commossa e rotta, all'inizio, dal pianto. "Tanta gente pensa che io sia pazza a venire qui, mi e' stato detto che non e' sicuro, che saro' attaccata per le strade, che saro' falsamente accusata e rimandata in prigione", "ho paura".

Amanda Knox, 'non mi hanno pagato per essere qui' - "Se ho tratto beneficio economico dall'essere qui? No, non sono stata pagata per esserci. A ripagarmi e' stato questo invito". Amanda Knox ha risposto cosi', durante al Festival della Giustizia Penale in corso a Modena, alla domanda sulle polemiche in merito a suoi presunti guadagni a seguito del caso Meredith Kercher. "Posso dire che molte persone hanno preso profitto dalla mia storia. Ci sono tanti autori della mia vita ma io sono solo una". Successivamente Knox ha ribadito la sua innocenza con forza, sul palco del Forum Monzani: "Raffaele ed io non c'eravamo in quella casa. Io non c'ero e lui nemmeno. Non avevamo fatto niente e non sapevamo. Mi dispiace che dobbiamo ripeterlo sempre - ha concluso -: significa, ogni volta che mi viene chiesto, che la mia risposta non conta nulla in realta'".

Amanda Knox, per opinione pubblica resto figura controversa - "So che nonostante le assoluzioni della Cassazione io rimango una figura controversa al cospetto dell'opinione pubblica, soprattutto in Italia. So che molte persone pensano io sia cattiva". Amanda Knox commenta cosi' l'effetto del caso Meredith Kercher sulla sua vita e in particolare sull'idea dell'opinione pubblica. "Tanta gente pensava che fossi pazza a venire qui, che non era sicura, che sarei stata attaccata e falsamente accusata e magari rimandata in carcere. Ho paura, oggi, di essere derisa, molestata e incastrata di nuovo. So anche che alcuni dicono che - aggiunge Knox - con la mia presenza qui io stia profanando la figura di Meredith. Si sbagliano. Io continuo ad essere ritenuta responsabile e questo dimostra quanto siano potenti le narrazioni false, quando ampliate dai media".

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