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Cronache
Bambini e coppie gay, giuste le adozioni per le coppie omosessuali? Dibattito

Dolce & Gabbana e Elton John, come pazze si tirano addosso i piatti a distanza… È giusto che le coppie gay adottino un bambino, anche ricorrendo al cosiddetto “utero in affitto” e alla fecondazione in vitro? Esistono dei dati certi che sostengano la tesi secondo cui i bambini crescono felici e sani un una coppia omosessuale? Ieri papa Francesco ha dichiarato ancora che vi sono «colonizzazioni ideologiche» che la teoria cosiddetta teoria del gender (sugli omosessuali) è un esempio di «colonizzazione ideologica».

La piattaforma spagnola HazteOir, in collaborazione con il Forum Spagnolo della Famiglia e l'Istituto di Politica Familiare, ha pubblicato una “Relazione sullo sviluppo infantile in coppie dello stesso sesso" nel quale si studiano in profondità le conseguenze sui bambini nel caso che questi siano adottati da coppie formate da persone dello stesso sesso. Lo studio è stato elaborato da psicologi ed esperti di primo livello ed include un'estesa bibliografia su articoli e documenti che riguardano i criteri per valutare l'idoneità all'adozione da parte di persone dello stesso sesso. Come è spiegato nella relazione, in pratica la totalità degli studi realizzati sull'evoluzione dei bambini educati da coppie omosessuali non ha il minimo rigore scientifico necessario per potere raggiungere conclusioni con un grado accettabile di validità. È strano – come si legge nella relazione – che le associazioni a favore dell'adozione di bambini da coppie dello stesso sesso, come l'APA (Associazione Psicologica Americana) e l'AAP (Associazione Americana di Pediatria), siano formate da attivisti omosessuali, lesbiche e scrittori ed editori di pubblicazioni omosessuali. Una autrice di una indagine su questo tema, ha dichiarato in diverse occasioni che la presenza di un padre è del tutto superflua per il corretto sviluppo dal bambino, inoltre ha affermato di non credere in assoluto nell'istituzione familiare, difendendo chiaramente l’allargamento a più di due persone. Queste opinioni differiscono completamente con numerosi altre indagini di un certo rilievo. Per esempio, l'Associazione Spagnola di Pediatria ha dichiarato che “un nucleo familiare con due padri o due madri è chiaramente dannoso per il bambino”.

Due opinioni a confronto

gn 2Giorgio Nadali
 

Il presidente dell’Associazione Italiana Genitori – Fabrizio Azzolini – ci ha detto:

«E’ vero che l’attuale Governo ed in particolare la Presidenza del Consiglio dei Ministri che sovrintende UNAR ha colonizzato ideologicamente le scuole e mi spiego. E’ da un anno a questa parte che con i “libretti dell’Istituto Beck” messi in circolo perché gli studenti imparassero l’affettività, ma era solamente per impartire una becera sessualità, nessuno al MIUR era responsabile di questi libretti e si diceva che è l’Unar che non risponde né al Ministro dell’Istruzione né ad altri Ministeri ma alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Entrare così a gamba tesa nelle scuole con la pretesa anche di andare in esse con soci di associazioni LGBT e solo quelle, è veramente colonizzare la scuola, senza nessuna preparazione andavano ad “insegnare” l’affettività, diciamo meglio, la sessualità. Le famiglie degli studenti sono ancora oggi, che i libretti sono stati ritirati, terrorizzate, perché senza nessuna preparazione e senza protocolli predefiniti in nome dell’autonomia scolastica certi dirigenti intendono continuare questa offerta formativa distorta. L’A.Ge. non vuole né essere chiamata bigotta né essere contro a tutti i costi: vuole solo indicare al genitore che il primo educatore del proprio figlio è lui, secondo l’art. 30 della Costituzione, e con il silenzio-assenso può permettere o vietare al proprio figlio che partecipi all’offerta formativa extra curriculare che propone la scuola. Continuando l’indottrinamento del gender attraverso la scuola creeremo soltanto un ghetto delle diversità invece che creare accoglienza di esse. La famiglia si distrugge proprio su questi temi perché ghettizzando il diverso avremo sempre una persona incapace di accettarsi perché non accettata, perciò con una personalità contrastata. Riguardo l’adozione dei bambini da parte di coppie gay riteniamo che un bambino deve essere adottato da parte di un padre e di una madre, piuttosto venga adottato da una madre, certamente la non diversità nella coppia crea incapacità del bambino di distinzione di ruoli che lo possono turbare nel tempo. Un’Associazione laica come l’A.Ge. non si pone per una questione ideologica ma per la libertà che deve avere il genitore nell’educazione del proprio figlio e l’adottato nell’avere una famiglia “normale”. Nel caso dei gay non è una famiglia, è una convivenza».

Flavio Romani – presidente dell’Arcigay – ci ha detto:

«È sorprendente che perfino il pontefice si renda strumento della strategia di terrorismo culturale mossa, non solo in Italia, dalle frange estreme della lobby cattolica, alleate in questa battaglia con i gruppi di estrema destra, compresi quelli di esplicita ispirazione nazifascista. La teoria del gender non esiste, questo va chiarito una volta per tutte. È un fantasma costruito discorsivamente da Opus Dei, lefevriani, Forza Nuova, Manif pour tous: nei loro discorsi quel fantasma viene brandito (proprio come ha fatto il papa) come una pericolosa minaccia alla famiglia. Allora lo ribadisco: non esiste alcun teorico del gender, queste teorie sono prive di autori e contenuti. E infatti ogni riferimento evita accuratamente di entrare nel merito. Queste finte teorie servono a dipingere esiti apocalittici conseguenti al riconoscimento – culturale, sociale, legislativo – dei diritti delle persone gay, lesbiche e trans. Esiti che sono ovviamente soltanto uno squallido film di brutta fantascienza. Un film che fa male a tutti e tutte: in un periodo così critico per il nostro Paese, per l'Europa e per il Mediterraneo, ci aspetteremmo da chi predica la pace una premura particolare rispetto alle tensioni sociali e ai conflitti tra gruppi. Non abbiamo proprio bisogno di questa retorica da guerrafondai. I bambini, poi, sono tutti uguali. E i genitori pure: c'è una letteratura di pareri unanimi sul tema. Chi si rifà a un presunto modello di "famiglia naturale" dice una cialtroneria: la famiglia è un costrutto culturale, non c'è niente di determinato in natura. Altrimenti non esisterebbe l'istituto delle adozioni, nemmeno per le coppie eterosessuali. Ogni altro argomento è ideologia, piegata al servizio dell'omofobia e della transfobia».

Marino Parodi – psicologo – precisa che:

«Se consideriamo l’omosessualità una sensibilità nonché una inclinazione sostanzialmente naturale e non patologica, perché mai coloro che la vivono dovrebbero subire restrizioni sul piano della possibilità di formare una famiglia? Sicuramente la primaria esigenza del bimbo è quella di crescere in un contesto di amore, né si vede perché due individui di orientamento omosessuale dovrebbero essere privi di tale risorsa. La novità è costituita dalle coppie gay, alle quali spetta saper vincere quella grande sfida lanciata loro da momento storico attuale: dimostrare che l’amore non conosce né etichette né limiti»

Gli studi scientifici recenti

In uno studio (AE Goldberg, 2007) di 36 adulti che sono stati cresciuti quando erano bambini da genitori lesbiche, gay e bisessuali, 15 di loro (42%) ha descritto le difficoltà relative alla loro capacità di fidarsi di altre persone. T. Sirota (2009) ha studiato 68 donne padri gay o bisessuali e 68 donne con padri eterosessuali e ha trovato una differenza statisticamente significativa tra i due gruppi. Le donne (la cui età media in entrambi i gruppi era di 29 anni) con i padri gay o bisessuali hanno avuto difficoltà con problemi di attaccamento da adulti in tre aree: (1) Erano meno a proprio agio riguardo la vicinanza e l’intimità; (2) avevano meno fiducia e dipendevano di più dagli altri; e (3) vivevano con più ansia le relazioni rispetto alle donne cresciute da padri e madri eterosessuali. D. Potter (2012) ha pubblicato uno studio nel Journal of Marriage and Family, e ha trovato che «i bambini in famiglie monoparentali omosessuali avevano un punteggio inferiore rispetto ai loro coetanei che vivevano in famiglie sposate, con 2 genitori biologici» secondo due risultati accademici. Potter ha concluso che queste differenze possono essere attribuite a livelli più elevati di instabilità nella famiglia convivente o sposata dello stesso sesso, rispetto a quelle sposate eterosessuali. Lo studio è stato basato su un grande campione, rappresentativo a livello nazionale, con indagini casuali di bambini in età scolare. Uno studio innovativo dell'Università del Texas a Austin (M. Regnerus, 2012) ha trovato che giovani e adulti (età 18-39), figli di genitori che avevano relazioni omosessuali prima che i figli raggiungessero i 18 anni di età, avevano più probabilità di soffrire di una vasta gamma di problemi emotivi e sociali. Lo studio è degno di nota per diverse ragioni: (1) Il suo campione di studio era molto vasto e rappresentativo della popolazione (quindi non un piccolo gruppo selezionato); (2) Regnerus ha studiato le reazioni dei figli adulti, invece di chiedere ai genitori dello stesso sesso di descrivere come i loro figli a carico si comportavano e (3) è stato in grado di fare un confronto su un massimo di 80 misurazioni per i bambini che avevano vissuto con (o avevano) genitori in una delle otto categorie esaminate: famiglie intatte con entrambi i genitori biologici che si sono sposati tra loro, madri lesbiche, padri gay, eterosessuali genitori single, genitori divorziati, genitori conviventi, genitori che hanno adottato, e altri (come ad esempio un genitore deceduto). I figli di lesbiche e gay hanno avuto un andamento peggiore di quelli di famiglie eterosessuali in 77 delle 80 misurazioni. Eccezioni relative solo alle abitudini dei bambini con padri gay, e l'uso di alcol da parte di bambini di madri lesbiche.

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