Usura, addebiti, anatocismo. "Così le banche fregano le imprese"

IL CASO/ Ogni 100 rapporti bancari, 90 sono viziati da indebiti e illeciti. E' la stima di Nord Credit, una delle aziende pioniere nella consulenza in materia di illeciti bancari. "Aiutiamo le imprese a recuperare i loro soldi", spiega il responsabile commerciale Alessio Massara in un'intervista ad Affaritaliani.it. "Anatocismo, tassi illegittimi: non sono casi singoli ma è un sistema. L'usura? E' un crimine sia se la fa un mafioso che una banca. Ma solo poche imprese se ne accorgono e così il gioco vale sempre la candela..."

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

Ogni 100 rapporti bancari, 90 sono viziati da indebiti e illeciti. E' la stima di Nord Credit, una delle aziende pioniere nella consulenza in materia di illeciti bancari. "Aiutiamo le imprese a recuperare i loro soldi", spiega il responsabile commerciale Alessio Massara in un'intervista ad Affaritaliani.it. "Spese indebite, anatocismo, tassi illegittimi: non sono casi singoli ma è un sistema. L'usura? E' un crimine sia se la fa un mafioso che una banca. Ma solo poche imprese se ne accorgono..."

Commissione massimo scoperto, tassi ultralegali illegittimi, anatocismo e altre indebite “spese”. Il rapporto di Nord Credit non lascia per niente tranquilli. In particolare in un momento in cui le imprese fanno fatica a tirare avanti. Secondo uno studio di Nord Credit ogni 100 rapporti bancari esistenti (conti correnti, finanziamenti, linee di credito) ce ne sono ben 90 viziati da indebiti, illeciti e azioni fuori legge. Ne ha parlato con Affaritaliani.it il responsabile commerciale di Nord Credit, Alessio Massara.

Alessio Massara, intanto partiamo da Nord Credit. Di che cosa vi occupate esattamente?

Siamo una delle prime aziende in Italia a fare consulenza in materia di illeciti bancari. Nord Credit è nata nel 2010 da un'idea dell'avvocato Katia Gavioli, già vicepresidente del forum nazionale antiusura bancaria. Non siamo un'azienda improvvisata, abbiamo quasi 5 anni di esperienza sulle spalle a differenza di tanti altri. Aiutiamo le imprese a recuperare i propri soldi ma ci differenziamo da altre aziende perché non vogliamo fare la guerra a tutti i costi alle banche. Il nostro obiettivo è semplicemente quello di ristabilire un rapporto di equità tra l'impresa e la sua banca. Per anni si è stati convinti che le banche potessero operare al di sopra delle leggi e che fosse impossibile anche solo contestare qualcosa che non andava. Questo atteggiamento ha favorito una serie di illeciti.

In che modo aiutate le imprese?

Innanzitutto chiediamo una serie di documenti in una prima fase non invasiva dove verifichiamo se ci sono degli illeciti o altri problemi nel rapporto con la banca. In caso affermativo ne valutiamo l'entità e consigliamo l'imprenditore sul come procedere. Noi preferiamo il recupero stragiudiziale se possiamo, anche per una questione di tempistica. Consigliamo di evitare il pugno duro anche per salvaguardare il rapporto con la banca perché non è assolutamente detto che se contesti qualcosa poi necessariamente con quella banca non ci lavori più. Le faccio l'esempio di una nostra azienda piemontese alla quale nel giro di un anno abbiamo fatto recuperare circa 30 mila euro, il 100 per cento della cifra contestata. Il tutto in stragiudiziale senza nemmeno arrivare alla mediazione civile e ora questa azienda continua serenamente a lavorare con la propria banca. In alcuni casi addirittura sconsigliamo di proseguire se valutiamo che non ne vale economicamente la pena per gli imprenditori.

Nel vostro studio dite che è difficile che le imprese si accorgano di certi illeciti?

E' triste ma è così. Già di per sé il sistema è volutamente non limpido, poi bisogna considerare che si tratta appunto di un sistema, e non di casi singoli. E' un metodo, non è una banca piuttosto che un'altra o una categoria di banche piuttosto che un'altra. Chi gestisce i rapporti bancari per le imprese non è mai uno sprovveduto ma poi quando facciamo esaminare i documenti al nostro staff molto spesso escono anche cifre importanti. Pensi che al 21 dicembre 2013 su 3400 rapporti bancari da noi esaminati gli unici esenti totalmente da vizi erano solamente 4. Un dato sconvolgente.

Quali sono i vizi più frequenti?

Bisogna distinguere i conti correnti dal credito come mutui o finanziamenti. Per questi ultimi sicuramente l'usura. Esiste una legge del 1996 che la definisce e l'usura è usura, cioè un crimine,  sia che la faccia il cravattaro, la mafia, la camorra o la banca. E' sempre lo stesso tipo di reato. Nel caso dei finanziamenti esiste la manipolazione dell'Euribor, pratica per la quale un anno fa l'Ue ha multato 7 banche. Quando esiste un debito e quindi una linea di finanziamento c'è l'imbarazzo della scelta: commissione di massimo scoperto, anatocismo (calcolo degli interessi sugli interessi) e tutta una serie di vizi di accredito e di addebito.

Si tratta di una tendenza crescente o decrescente?

Le banche si stanno dando una regolata, anche in seguito a numerose sentenze a loro contrarie, ma la statistica gli rema sempre a favore. Il numero di contestazioni oggi è inferiore al 50%. Per 10 rapporti contestati ce ne sono altrettanti che continuano a essere illeciti. Se fossi una banca tutto sommato pagherei perché tanto alla fine recuperi comunque. 

Si potrebbe fare di più sotto il profilo normativo?

Si potrebbe fare molto di più, per esempio regolamentando i rapporti con Banca d'Italia. siamo in una situazione anomala dove il controllore è di proprietà del controllato. Dubito possa cambiare qualcosa, soprattutto in un momento di crisi come questo. Bisogna cercare anche il male minore, se le banche saltassero in aria ci sarebbero problemi ben più gravi dell'usura o dell'anatocismo. Questo però non autorizza le banche ad agire in maniera scorretta. A livello procedurale, invece, si potrebbero fare altri interventi. La legge oggi impone al contestante il recupero preliminare in via stragiudiziale. Cosa giustissima, però il ricorso in mediazione civile è obbligatorio per chi contesta ma non obbliga le banche a presentarsi. E' vero che la mancata presenza può essere considerata poi un'aggravante ma costa poco parificare la situazione e obbligare anche loro a sedersi intorno a un tavolo. Andremmo meno in tribunale e l'imprenditore potrebbe recuperare denaro suo più velocemente, in un mom in cui magari servono subito soldi perché si è in difficoltà e non si riesce non dico a fare investimenti ma nemmeno a pagare gli stipendi. Ricevere 50mila euro adesso invece che 100mila euro tra 5 anni può salvare la vita di un'impresa.


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