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Angelo Maria Perrino

Bari, blitz antiterrorismo: arresti ed espulsioni di radicalizzati

Terrorismo: a Bari operazione prevenzione

Bari, blitz antiterrorismo: arresti ed espulsioni di radicalizzati

Un cittadino tunisino arrestato e un suo fratello espulso: e' il bilancio dell'operazione "Barakaat", diretta della Procura Distrettuale di Bari, con il supporto della Procura della Repubblica di Foggia, per prevenire ed debellare il fenomeno dei cosiddetti "lupi solitari" ispirati dall'Isis. Le indagini sono state avviate nel 2016, anche sulla base di segnalazioni dell'AISI, nei confronti del cittadino tunisino Kamel Sadraoui, di 34 anni, regolarmente residente in provincia di Foggia e arrestato il 5 maggio scorso per il reato di apologia del terrorismo. Il provvedimento e' stato depositato dal Tribunale della Liberta' di Bari, in accoglimento dell'appello del PM avverso l'iniziale ordinanza di rigetto da parte del GIP del Tribunale di Foggia, che aveva escluso la configurabilita' del delitto di apologia. Gli investigatori, avvalendosi di sofisticate tecniche di monitoraggio del web, in particolare dei social media, hanno documentato come il cittadino tunisino fosse impegnato in attivita' di propaganda dello Stato Islamico con la pubblicazione su 'Facebook' di video e post di esaltazione delle azioni compiute dalle milizie della stessa formazione terroristica. Sadraoui, peraltro, era solito accompagnare i documenti di propaganda con la frase "lo stato islamico sopravvivra'".

Nello stesso contesto e' stato accertato che l'estremista tunisino, durante una conversazione, aveva esaltato la figura dell'attentatore dei mercatini di Natale di Berlino. Pertanto, al termine delle indagini - che hanno anche documentato la detenzione illegale di un'arma da fuoco - l'8 febbraio scorso gli uomini dell'Antiterrorismo della Polizia di Stato avevano eseguito il fermo disposto dal Procuratore distrettuale di Bari nei confronti del tunisino per il reato di apologia del terrorismo. Alle fasi operative, nel cui ambito sono state effettuate alcune perquisizioni nel Foggiano, hanno preso parte anche i reparti speciali della Polizia di Stato - Nocs, in ragione del profilo di pericolosita' di Sadraoui, desumibile dalla detenzione di una pistola e dai suoi collegamenti con ambienti legati alla criminalita' locale, oltre che dai suoi contatti sul web con soggetti attestati su posizioni filo-jihadiste. Nel corso dell'attivita' investigativa e' emersa anche, quale figura di interesse, quella del fratello 32enne di Sadraoui (titolare di permesso di soggiorno per motivi di lavoro emesso dalla Questura di Foggia), il quale aveva manifestato nel web posizioni filo-jihadiste. Quest'ultimo, rintracciato l'8 maggio scorso dalla Digos di Padova, e' stato poi espulso il 13 maggio, perche' ritenuto pericoloso per la sicurezza, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Prefetto di Padova sulla base degli elementi informativi acquisiti a suo carico nelle indagini baresi.  


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