Berlusconi-D'Addario/ Parla l'esperto: "Gli audio hanno una rilevanza penale"

Martedì, 21 luglio 2009 - 18:30:00


Patrizia D
Patrizia D'Addario

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La sfera privata del presidente del Consiglio ha rilevanza pubblica? E’ giusto che i cittadini sappiano fatti “sensibili” solo perché riguardano il presidente del Consiglio? E il giornalista può pubblicare i cosiddetti dati “sensibilissimi” di un personaggio pubblico? Affaritaliani, entrando nel merito delle registrazioni pubblicate dall’Espresso, realizzate dalla escort Patrizia D’Addario sugli incontri con il premier Berlusconi a Palazzo Grazioli, ha approfondito l’argomento con l’avvocato e professore Guido Camera, noto penalista esperto di diritto dell’Informazione e della Comunicazione.

 

Qual è il confine tra diritto di cronaca e diritto alla privacy nel caso Berlusconi- D'Addario?

"E' fondamentale capire la provenienza delle registrazioni, registrazioni fatte direttamente dalla signora D'Addario. E soprattutto in questo caso le registrazioni non vengono da atti di indagine, ma sono fatte privatamente da una persona terza”.

 

E' ammessa la pubblicazione di queste registrazioni? Rientrano nel diritto di cronaca?

"Non si può parlare di pubblicabilità di atti di indagine, perché non lo sono. Si tratta di registrazioni effettuate da un privato cittadino che non sono utilizzabili sotto un profilo processuale. Soprattutto perché sono state registrate all'insaputa del diretto interessato”.

 

Ma se il diretto interessato è il Presidente del Consiglio, la notizia può avere interesse pubblico e quindi il giornalista può pubblicare addirittura dati sensibili come quelli sessuali?

"Intanto il giornalista non può invocare la normativa in materia di pubblicazione di atti di un procedimento penale, ma non può nemmeno richiamare la giurisprudenza della Corte europea che aveva detto che in casi eccezionali di rilevanza pubblica si può anche violare il regime di pubblicabilità”.

 

Perché non può invocarlo?

"Perché in questo caso si tratta di registrazioni svolte senza il consenso di un diretto interessato fatte da un privato cittadino. Quindi non solo non sono pubblicabili, ma di per sé possono costituire un autonoma ipotesi di reato".

 

Ma, leggo la legge sulla privacy, l'art 10 e 11 del codice di deontologia contengono specifici riferimenti al caso in cui il dato sensibile riferito alla sfera sessuale riguarda un personaggio pubblico: "La pubblicazione è ammessa nell'ambito del perseguimento dell'essenzialità dell'informazione e nel rispetto della dignità della persona se questa riveste una particolare rilevanza sociale e pubblica". Come in questo caso...

"A me pare che queste registrazioni potrebbero di per sé avere una rilevanza penale e quindi costituire reato. Perché, ripeto, sono state registrate all'insaputa dell'interessato".

 

E questo fa la differenza?

"Certo, perché non parliamo di intercettazioni particolarmente rilevanti effettuate dall'autorità giudiziaria e quindi acquisite in un fascicolo. E poi dimentichiamo che il giornalista ha il dovere di accertarsi della genuinità della fonte. E gli avvocati di Berlusconi pensano che ci siano delle manipolazioni sulle registrazioni. Forse si sarebbe dovuto aspettare, prima di pubblicare, almeno che l'autorità giudiziaria si pronunciasse sulla veridicità dell'informazione”.

 

Ma i cittadini hanno il diritto di sapere quello che riguarda la sfera sessuale del premier?

"La giurisprudenza delimita quella che è la sfera privata da quella pubblica. E' chiaro che una persona che ha una straordinaria visibilità o rilevanza pubblica vede limitare la sua sfera privata, ma esistono luoghi e regole che vanno rispettati...”.

 

Uno di quei luoghi può essere la camera da letto?

"Certo, parliamo della privata dimora e fatto importantissimo all'insaputa dell'interessato. In questo caso non si può parlare di cronaca proprio perché non sono atti o fatti processuali".

 

Ma il giornalista, faccio un esempio, che vede il presidente del Consiglio baciare una donna... può pubblicarlo?

"Ma perché dovrebbe avere rilevanza pubblica? In uno stato democratico, e questo lo dice la giurisprudenza, esistono dei luoghi e delle situazioni strettamente ed esclusivamente personali per tutti. In questo caso è un privato cittadino che registra in una privata dimora senza che l'interessato abbia dato il suo consenso. E c'è per di più un dubbio di autenticità. Esiste la rilevanza pubblica, ma se si va a registrare nella camera da letto... A questo punto bisogna vedere come reagirà la Procura. Per di più anni fa, con il caso Telecom, è stata approvata una legge che prevede la distruzione delle registrazioni abusive. E questa lo è".

 

Insomma, nei panni del giornalista ci avrebbe pensato bene...
"Certamente sì. Ragionando da avvocato avrei avvertito il mio cliente che i rischi erano grossi".

Benedetta Sangirardi

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