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Cronache
Cantieri Navali Sciallino, una bella storia che vogliono far diventare storiaccia

Una settimana fa è stata inviata alla stampa una nota a firma di Gemma, Rosita e Stefania Sciallino, titolari della Cantieri Navali Sciallino, e di Cesare Mastroianni e Paolo Sciallino, (amministratori del Cantiere quando, nel 2010, l’azienda ha dovuto chiudere la produzione a causa della situazione di dissesto finanziario), in cui si accusa il sottoscritto di approfittare del nome Sciallino. Due giorni dopo, il Tribunale di Genova, con un decreto d’urgenza ex art. 700, ha diffidato tutti i firmatari della nota dal diffondere tale comunicazione.

Dal 2012 (ormai tre anni fa), mi sono impegnato, nonostante un mercato che avrebbe consigliato diversamente, a cercare di far sopravvivere prima, e di rilanciare poi, la storia e il prestigio di un prodotto italiano qual è il gozzo Sciallino. L’ho fatto investendo i miei soldi sulla base di accordi, contratti, impegni sottoscritti, ma soprattutto voluti e spesso insistentemente richiesti al sottoscritto dalla stessa famiglia Sciallino e dai suoi legali, creando ufficialmente e pubblicamente una “nuova” Sciallino, azienda che, fino a pochi mesi fa (aprile 2014), ha visto presente nella compagine societaria la stessa Rosita Sciallino, figlia del fondatore e contemporaneamente rappresentante legale della Cantieri Navali Sciallino e che, sempre secondo gli accordi sottoscritti, avrebbe dovuto essere partecipata per il 40% dagli stessi componenti della famiglia.

Credo sia chiaro ed evidente come il nome Sciallino non sia stato carpito né sia utilizzato fraudolentemente dal sottoscritto. Non si spiegherebbe altrimenti come da tre anni nessuno, né il Tribunale di Savona e il Commissario a cui è affidato il concordato liquidatorio della Cantieri Navali Sciallino, né la famiglia fino ad ora, né alcuno dei creditori della Cantieri Navali Sciallino, abbia obiettato o agito per impedire l’esistenza e l’attività della Sciallino srl, attività peraltro molto promossa, pubblicizzata e presente sul mercato. E credo sia utile anche ricordare che il nome Sciallino, senza l’impegno del sottoscritto, da cinque anni sarebbe completamente sparito dal mercato. E con esso le belle barche che da un anno abbiamo cercato di riproporre, rinnovandole completamente con investimenti in progetti, ricerca e sviluppo e nuove produzioni.

Come detto, la “nuova” Sciallino - oggi Sciallino Yacht - è nata ad aprile 2012, con l’accordo della famiglia Sciallino e dei suoi legali, che avevano anche previsto che la “nuova” Sciallino acquisisse la Cantieri Navali Sciallino anche in caso di fallimento o concordato. La Sciallino srl e il sottoscritto hanno presentato formale proposta di acquisto per 150mila euro al Tribunale di Savona, con l’impegno, tra l’altro, di mantenere in Liguria la produzione. La famiglia Sciallino, pur presente nella società con Rosita Sciallino, si è ben guardata dal sottoscrivere questa proposta. Altri interessi e altri obiettivi, evidentemente, sono sopraggiunti.

Dopo aver “spinto” perché qualcuno (il sottoscritto) tenesse a galla in questi anni il nome Sciallino, ora che buona parte del lavoro è stato fatto, si cerca di valorizzare altrimenti il nostro investimento. Al punto di rendersi disponibili a trasformare una storia tanto rara quanto coraggiosa, quale può essere oggi l’aver salvato un’impresa dal nome storico e prestigioso – a cui dicono di tenere e rappresentare – in una storiaccia da cronache legali. Personalmente non rinuncerò a far valere in ogni ambito la correttezza del mio agire e soprattutto l’orgoglio, questo sì tutto nostro, per l’impegno profuso a valorizzare quanto altri hanno sprecato e sperperato per disinteresse o incapacità.

Carlo Bassi

Presidente Sciallino Yacht

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