Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Le caraffe filtranti? Sono pericolose

caraffa acqua

Dovrebbero rendere più gradevole il sapore dell’acqua di rubinetto, azzerano la fatica di trasportare le bottiglie e promettono di eliminare sostanze nocive come calcare, metalli e cloro. E soprattutto sono di gran moda. Sono le caraffe filtranti che in poco tempo hanno fatto registrare il boom di vendite nei negozi di tutto il mondo. E anche in Italia. Ma la procura di Torino lancia l'allarme: le famose brocche renderebbero l’acqua "non più potabile" e "depauperata di elementi nutritivi", e la contaminerebbero sia con corpi estranei sia alzando il rischio di cariche batteriche.

LA DENUNCIA- A sottoscrivere la denuncia, arrivata al procuratore Raffaele Guariniello, è “Mineracqua”, la federazione italiana delle industrie di acqua minerale, che ha fatto analizzare l’acqua filtrata delle brocche dall’università La Sapienza. Il pm ha aperto un’inchiesta come atto dovuto, ipotizzando i reati di commercio di sostanze alimentari nocive per la salute pubblica e frode in commercio. Ha affidato una consulenza e incaricato i Nas delle indagini. Secondo l'esposto firmato dal presidente di Mineracqua Ettore Fontana, dalle analisi sarebbe emerso "un insudiciamento dell’acqua filtrata", "il depauperimento di elementi nutritivi come fluoro, iodio e calcio".

PULIZIA E IGIENE- Ci sarebbe poi un problema legato alla pulizia e all’igiene della caraffa lavabile a temperatura non superiore ai 50 gradi (la sanificazione si ha con 74 gradi) e con saponi non abrasivi e si pongono dubbi sullo smaltimento dei filtri. "Se un’acqua è potabile non si vede perché debba essere filtrata per migliorarla" ha commentato Fortuna "le analisi sono state fatte per un mese filtrando 5 litri al giorno di acqua presa dalla fontanella dell’università, con tutti i parametri conosciuti. Abbiamo tratto alcune conclusioni: la qualità peggiora al punto che per alcuni aspetti i requisiti di potabilità (stabiliti per legge) vengono a mancare".

LE MARCHE-
L’esposto cita tre marche, la tedesca “Brita”, leader del settore, quella “Auchan” prodotta da “Laica”, e quella della “Coop”, marchiata “Viviverde”, di cui la stessa Brita è in realtà fornitore. Le caraffe sono di plastica, hanno un piccolo computer timer che indica le settimane di utilizzo del filtro che funziona a carboni vegetali attivi (fatti con noci di cocco sminuzzate, trattate con argento, e con resine sintetiche) e ha una durata di un mese circa.

BRITA REPLICA: "ABBIAMO LE AUTORIZZAZIONI"- Brita, che da 45 anni produce solo caraffe filtranti (ne ha vendute 300 milioni nel mondo di cui solo un milione e mezzo in Italia), replica: "Abbiamo le certificazioni di due ministeri della salute (tedesco e austriaco) e i filtri sono garantiti dagli enti certificatori Tuv e Tifq. Questo esposto è frutto di una guerra tra acque potabili e acque minerali. Noi non dichiariamo che l’acqua delle nostre caraffe è pura, ma che è filtrata, perché trattiene alcune sostanze.Inoltre avvertiamo i consumatori di non utilizzare l’acqua filtrata se hanno problemi cardiaci o di insufficienza renale".




COSA PENSI DI QUESTO ARTICOLO:

Condividi su

aiTV

Capri cambia volto: la magia delle luci d'artista
Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

In vetrina

Macchè crisi... Belen e Stefano senza veli in piscina

In evidenza

Cura di sé

Natale senza ingrassare
E' possibile: i segreti

Il Natale è alle porte: sette italiani su 10 non rinunciano a pranzi e cenoni durante le vacanze. Ecco come gustare le specialità delle feste e restare in forma, grazie ai consigli dell'esperta di benessere Jill Cooper
L'opinione di Mediolanum
we chat

RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it