Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

CasaPound: alla scoperta dei segreti dei fascisti del terzo millennio

Dal Mutuo Sociale alle politiche su famiglia e globalizzazione. Viaggio in CasaPound alla scoperta dei segreti dei fascisti del terzo millennio

CasaPound: alla scoperta dei segreti dei fascisti del terzo millennio

Dall'attenzione al sociale all'opposizione alla globalizzazione. I temi su cui è attivo il movimento CasaPound sono tanti e diversificati, e spesso vanno ad abbracciare anche settori più tradizionalmente assimilati alla sinistra, dimenticando gli aspetti sociali presenti comunque nell'azione fascista del secolo scorso. Si tratta di un fenomeno interessante, quello di CasaPound, da analizzare con attenzione, in particolare dopo il successo elettorale di Ostia. E sul tema iniziano ad arrivare dei libri come quello di Armando Editore, "Dentro e fuori CasaPound" di Daniele De Nunzio ed Emanuele Toscano. Il libro, dedicato all'analisi al movimento di estrema destra, prende in esame la dimensione storica del movimento CasaPound, le sue matrici culturali e politiche e la sua genesi a partire dalle esperienze precedenti e risalenti agli ultimi venti anni. Vengono analizzate le diverse proposte di CasaPound tra cui il Mutuo Sociale e quella riguardante le politiche per la famiglia “Tempo di Essere Madri”, nonché la posizione contraria alla globalizzazione.  

LA SCHEDA DEL LIBRO "DENTRO E FUORI CASAPOUND"

CasaPound attrae molte persone, soprattutto giovani, che rifiutano la società attuale, che vogliono lottare per cambiarla e cercano di farlo con uno stile diverso da quello della politica tradizionale, attraverso occupazioni, concerti, conferenze, serate nei pub, progetti, mobilitazioni. Quali sono i limiti e le opportunità che hanno gli individui per riuscire ad affermare se stessi e la propria libertà, in questa impresa collettiva? Gli autori provano a rispondere a questa domanda, per comprendere chi sono gli individui “dentro CasaPound” e il senso del loro agire.

Anteprima dal libro "Dentro e fuori CasaPound", di Daniele De Nunzio ed Emanuele Toscano (Armando Editore)

Il confronto “libero” con la sinistra​

I membri di CasaPound considerano la possibilità di confrontarsi con tutti gli attori della scena politica e sociale come un’opportunità di crescita del movimento. L’esigenza di proporre delle elaborazioni culturali “altre” rispetto a quelle dominanti nel panorama politico e sociale italiano favorisce la volontà di confrontare le proprie interpretazioni e le proposte con attori riferibili sia all’area di destra che di sinistra, proprio per favorire il superamento di una distinzione che vedono come un limite per l’affermazione dell’individuo.

I membri di CasaPound riconoscono al tempo stesso come avversari e interlocutori i politici e gli attivisti di sinistra che non hanno quella che definiscono la “pregiudiziale anti-fascista”: ossia i membri di CasaPound sono disposti a confrontarsi con chi non li percepisce come nemici da eliminare culturalmente ma come attori che hanno un ruolo riconosciuto all’interno del dibattito politico e sociale. In questo senso, sono disposti a comunicare con chi riconosce l’autonomia della loro soggettività. All’insegna dello slogan “CasaPound.

Dove il confronto è libero”, nella sede romana del movimento sono stati svolti molti dibattiti su temi spesso considerati discriminatori nel defi nire la collocazione tra destra e sinistra (ad esempio l’omosessualità, la xenofobia, la fi gura di Che Guevara) e si sono anche tenuti diversi incontri con delle personalità appartenenti all’area “di sinistra”. Tra gli eventi, di particolare rilevanza è stata la presentazione del libro Patrie galere.

Cronache dall’oltrelegge, il 6 febbraio 2009, dell’ex membro delle Brigate Rosse Valerio Morucci, insieme a Giampiero Mughini, ex membro di Lotta continua, e Ugo Maria Tassinari, saggista-giornalista esperto di sinistra del neofascismo. Ha suscitato un acceso dibattito anche la presenza di Paola Concia – esponente del Partito Democratico e relatrice della legge contro gli atti persecutori e contro la discriminazione e la violenza determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere – a un tavolo di lavoro sull’omofobia al quale è stata invitata dagli stessi membri di CasaPound, il 30 settembre 2009. Altro esempio è quello della fi accolata romana “contro l’intolleranza e tutti i razzismi” del 24 Settembre 2009, alla quale CasaPound di Roma espresse la volontà di partecipare, dichiarando in un proprio comunicato di essere «contrari per natura ad ogni forma di discriminazione basata su criteri razziali, religiosi o su inclinazioni sessuali». Dopo un’accesa protesta degli attivisti di sinistra il sindaco Alemanno chiese a CasaPound di rinunciare alla partecipazione per evitare momenti di tensione e CasaPound accettò.

Altro evento emblematico del confronto con la destra e la sinistra instaurato da CasaPound è quello del 7 maggio 2010: in occasione della manifestazione del Blocco Studentesco, l’Anpi insieme ai centri sociali di sinistra e a parte del movimento studentesco, si manifestarono contrari all’agibilità stessa della manifestazione. Per queste ragioni fu organizzata una contro- manifestazione lo stesso giorno mentre, d’altra parte, alcuni giornalisti di sinistra (Ritanna Armeni, Lanfranco Pace, Piero Sansonetti) così come due deputate del Partito Democratico (Rita Bernardini e Paola Concia) firmarono l’appello del settimanale “Gli Altri” per la libertà e il diritto di manifestare. La volontà di effettuare i confronti nella sede romana esprime il desiderio di affermare, nell’esperienza diretta così come a livello più mediatico, la stessa CasaPound come «uno spazio di libertà, dove chiunque abbia qualcosa da dire e non possa dirlo altrove da noi troverà sempre asilo politico», come detto da Gianluca Iannone.

Per questo l’elaborazione culturale si sforza di superare le categorie interpretative del passato, considerando che, come riporta il sito, «la cultura è la promozione di un confronto autenticamente libero tra voci anche dissonanti ma desiderose della contesa franca e del superamento di steccati e pregiudizi antistorici». Il fine è anche quello di “superare l’antifascismo come categoria di pensiero”, come ha dichiarato Iannone, per dare agibilità a un pensiero politico e sociale capace di non stigmatizzare tutto il periodo fascista né di offrirne una lettura idealizzata, per proporne un’analisi critica senza pregiudizi. La stessa cultura era una cosa che nel Movimento Sociale era praticamente inesistente, anche a causa di un’egemonia culturale della sinistra. Ma era comunque un movimento totalmente incapace di attrarre cultura e produrre cultura. C’era una sorta di fa- stidio, perché era qualcosa di difficilmente controllabile. Mentre qui le conferenze sono un pilastro di CasaPound.


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