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Cronache
Charlie, l'ospedale rivaluta il caso dopo l'intervento del Papa e di Trump

Il Great Hormond Street Hospital di Londra ha annunciato che rivalutera' il caso del piccolo Charlie G., bimbo di 10 mesi affetto da una rarissima malattia genetica degenerativa letale (sindrome di deplezione mitocondriale), dopo l'intervento di Papa Francesco e del presidente Usa, Donald Trump. I medici dopo due sentenza, una della Corte Suprema britannica e della Corte dei Diritti dell'Uomo Ue, avevano ottenuto il diritto di staccare la spina al bimbo, contro la volonta' dei genitori.

 

Charlie: i medici, terapia puo' funzionare ma mai test

 

Il protocollo terapeutico messo a punto dal team internazionale di esperti di malattie mitocondriali puo' essere efficace, e andrebbe applicato al piccolo Charlie Gard anche se "idealmente dovrebbe essere prima testata sui topi". In due pagine, un documento con la carta intestata del Bambino Gesu' inviato al Great Ormond Street Hospital, i 5 medici che hanno studiato la questione chiedono formalmente (e "rispettosamente") ai colleghi inglesi "di riconsiderare il trattamento per Charlie Gard". Un eufemismo per dire "non staccate ancora la spina, una possibilita' c'e'". La lettera e' giunta all'ospedale londinese in extremis, alle 8 di questa mattina. Poche ore dopo, alle 11, i medici inglesi hanno incontrato la famiglia Gard e i legali, annunciando di prendere sul serio la proposta dei colleghi, e sospendendo di nuovo l'iter che avrebbe portato gia' in queste ore alla sospensione di nutrizione e soprattutto ventilazione artificiale del bimbo, cioe' alla morte pressoche' immediata. Nella lettera i medici si definiscono "clinici e ricercatori delle malattie mitocondriali, che hanno studiato la sindrome da deplezione del Dna mitocondriale per molti anni". Ossia la gravissima (e rarissima) patologia di Charlie. Secondo gli esperti una terapia a base di deossinucleosidi, molecole simili ai 'mattoni' del Dna, puo' migliorare" sensibilmente le condizioni cliniche dei malati. Perche' i deossinucleosidi, riuscendo a superare la barriera emato-encefalica, possono avere effetti positivi sull'encefalopatia del bimbo. "Esistono evidenze scientifiche - si legge nel documento - a sostegno del fatto che i deossinucleotidi esogeni applicati a cellule umane con mutazione RRM2B in coltura, accrescono la replicazione e favoriscono il miglioramento della sindrome da deplezione del Dna". Dopo una spiegazione tecnica del meccanismo attraverso cui questo puo' avvenire, i medici concludono ammettendo che "la terapia con i deossinucleotidi per la deficienza da RRM2B e' sperimentale e, idealmente, andrebbe testata su modelli murini (ossia nei topi, ndr), ma non c'e' abbastanza tempo per condurre questi studi prima del trattamento a Charlie Gard, che ha una grave encefalomiopatia dovuta a mutazioni del RRM2B. Alla luce di questa importante nuova informazione circa la biodisponibilita' dei deossinucleotidi somministrati per via esogena nel sistema nervoso centrale, chiediamo rispettosamente una riconsiderazione della terapia per Charlie Gard". Una speranza, dunque, per quanto sottile, che i medici inglesi hanno colto. (AGI) Pgi

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