Giappone/ La foresta dei suicidi

Sabato, 6 febbraio 2010 - 14:00:00

Di solito, quando si decide di introdursi in una foresta lo si fa per avere un contatto con la natura, per spirito d'avventura o per esplorare… a nessuno di noi verrebbe in mente di associare una foresta a un atto estremo come quello di togliersi la vita. Eppure c'è una foresta in Giappone che è divenuta famosa – anche nel resto del mondo – per i suicidi. Si chiama Aokigahara e, solo nel 2007 è stata testimone di ben 78 suicidi, con una media stimata annua di almeno 30, a partire dal 1950.

La foresta si trova alla base del Monte Fuji, il noto vulcano giapponese. Nei suoi 35 km quadrati non si può definire vasta, tuttavia la sua conformazione ne fa un'icona della tipica foresta misteriosa da racconti del brivido: grotte misteriose e inesplorate; roccia lavica insidiosa e tagliente; viscido ghiaccio per gran parte dell'anno; alberi e arbusti fitti fitti che ne rendono difficile l'attraversamento; umidità che penetra nella pelle; oscurità che ottenebra i sensi. Aokigahara d'altronde significa "Il mare di alberi"; un mare in cui in molti decidono di affogare la propria anima.


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Secondo alcune voci, in Giappone, il "mare di alberi" è già stato ribattezzato come "il posto perfetto per morire". Si pensi che la triste fama prende origini già dal XIX° secolo, epoca in cui i poveri si toglievano la vita per non pesare oltre sul bilancio famigliare e offrire una speranza in più di sopravvivenza alla prole. Mentre sono oltre 500 gli uomini d'affari che si sono inoltrati nella foresta e ne sono stati inghiottiti negli ultimi 50 anni. In diversi, cercando di dare una spiegazione al motivo per cui Aokigahara sia divenuta la foresta dei suicidi, hanno ipotizzato motivazioni mistiche legate alla sacralità del monte Fuji; per cui morire al suo cospetto aprirebbe le porte al mondo spirituale delle divinità.

Altri, dotati di più fantasia, dicono che la foresta sia abitata dagli spiriti senza pace dei suicidi. Le energie demoniache che, secondo gli spiritisti, ammorbano la foresta attirerebbero anche gli ignari passanti lungi dal volersi suicidare e li spingerebbero, loro malgrado, al gesto estremo. Altri ancora, più pratici nei giudizi, affermano che data la natura intricata della foresta molte delle morti sarebbero accidentali. Fattostà che molte morti sono state catalogate dalle Autorità come suicidio, vista la natura della morte stessa. Così, a scanso di equivoci e per scoraggiare i male intenzionati, la foresta si è ravvivata di cartelli con scritte del tipo: "La tua vita è un dono prezioso dei tuoi genitori" o "Per favore, consulta la polizia prima di decidere di morire!". Ma le leggende sono "dure a morire" e ispirano anche scrittori e registi.

Difatti Aokigahara è la protagonista di un romanzo di Seicho Matsumoto dal titolo "Kuroi Kaiju" (Mare nero di alberi) che, ovviamente, parla di due persone che si tolgono la vita nella foresta. Nel 2004 poi è uscito un film dal titolo "Jyukai - Il Mare di Alberi dietro al Monte Fuji", del regista Takimoto Tomoyuki e che ha per protagonisti quattro persone intenzionate a suicidarsi... dove? Be', provate a indovinare.

Luigi Mondo & Stefania Del Principe

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