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Regioni/ Cinquantamila poltrone in meno. Approvato il codice delle autonomie

Giovedí 19.11.2009 15:00

calderoli

Approvata dal Consiglio dei Ministri,
il disegno di legge di riforma degli organi e delle funzioni degli enti locali, di semplificazione e razionalizzazione dell’ordinamento e la Carta delle autonomie locali, già approvato in via preliminare nella seduta dello scorso 15 luglio.

CALDEROLI- Ad annunciarlo è il Ministro per la Semplificazione Normativa, sen. Roberto Calderoli. “Questa riforma era attesa da almeno tre legislature, ovvero dal varo della modifica del Titolo V. Con il cosiddetto Codice delle Autonomie, infatti, andiamo finalmente a definire le funzioni delle Autonomie locali, stabilendo chi fa che cosa, e ad eliminare migliaia di enti dannosi, con consistenti risparmi di spese per la macchina pubblica e un complessivo snellimento delle strutture amministrative”.

“Si tratta –prosegue il ministro- di un altro importante risultato ottenuto in tempi brevissimi da questo Governo, che alle chiacchiere preferisce i fatti. Con l’approvazione di questo fondamentale provvedimento, che razionalizza il mondo degli enti territoriali, proseguiamo così nel percorso riformista avviato con il via libera, avvenuto lo scorso aprile, del federalismo fiscale”. "In tutto - conclude soddisfatto il ministro Calderoli - quasi 50mila poltrone in meno!"

COSA CAMBIA- Il disegno di legge individua in maniera puntuale e disciplina le funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane. Razionalizza e riordina, anche al fine del contenimento della spesa pubblica e della riduzione degli assetti organizzativi delle amministrazioni statali, gli uffici periferici dello Stato e il sistema dei controlli interni. Prevede, inoltre, lo snellimento dell’apparato amministrativo locale mediante una complessiva rivisitazione dell’impianto degli enti territoriali ed una drastica riduzione che porterà al taglio di circa 34mila tra consiglieri comunali, circoscrizionali e provinciali e di circa 15 mila assessori comunali e provinciali.

50MILA POLTRONE IN MENO- “In poco più di un anno di lavoro abbiamo raggiunto un obiettivo che in molti ritenevano irrealizzabile: quello di portare il totale delle leggi in vigore, ante e post 1970, a poco più di 11 mila”. Il ministro per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli, esprime tutta la sua soddisfazione per l’importante risultato raggiunto, in termini di semplificazione, grazie all’approvazione in via definitiva, avvenuta nell’odierna seduta del Consiglio dei Ministri, del decreto legislativo c.d. “salva-leggi” di cui all’art. 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nel quale sono selezionate le circa 2.400 leggi statali pubblicate anteriormente al 1° gennaio 1970 che, attraverso il contributo delle Amministrazioni interessate, sono state individuate come leggi di cui è indispensabile la permanenza in vigore.

Questo decreto legislativo rappresenta, infatti, il terzo importante intervento di semplificazione normativa realizzato da inizio legislatura, dopo i due decreti legge n. 112 e n. 200 del 2008: interventi che, complessivamente, hanno permesso di ridurre a sole 2.400 circa il numero delle leggi vigenti anteriori al 1970. In totale questi tre interventi di semplificazione hanno permesso di abrogare, complessivamente, circa 39 mila atti normativi in poco più di un anno e di portare il totale complessivo delle leggi attualmente in vigore, ante e post 1970, a poco più di 11 mila. “Un risultato eccezionale – prosegue il ministro Calderoli – se si considera che fino a pochi anni fa non si sapeva, nemmeno in maniera orientativa, quante fossero le leggi in vigore”.

Maggiore chiarezza e trasparenza, per i cittadini e le imprese, e conseguente ingente risparmio per le tasche dei contribuenti e le casse pubbliche. “Gli oneri burocratici inutili gravanti in capo ai cittadini e alle imprese, conseguenti all’applicazione di normative oramai obsolete, rappresentano una vera e propria tassazione occulta, un freno a mano tirato per l’economia che deve camminare”, conferma il ministro Calderoli. Che aggiunge: “In un momento di crisi economica come quello che stiamo attraversando, i “soldi veri” per il rilancio del Paese non consistono solo nei contributi economici o negli sgravi fiscali, ma anche nella “liberazione” dai costi amministrativi non strettamente necessari. Con questo intervento di semplificazione abbiamo consentito ai cittadini, alle imprese e allo Stato, di risparmiare importanti risorse”.



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