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Cronache
Clima, attenzione: le manifestazioni pretesto per iniziative in realtà dannose
Foto: LaPresse

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata al direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino dopo il suo intervento stamattina a "Omnibus" su La7

Gentili prof. Fortuna, dr. Perrino e dr. Gulotta,

stamane ho sentito con piacere i Vostri interventi a Omnibus; e poichè da 30 anni mi occupo di Energia ed Ambiente come giornalista specializzato, a proposito delle recenti manifestazioni in difesa del Clima, mi permetto di esporVi alcune considerazioni.

L'inquinamento atmosferico è stato preso a pretesto - negli ultimi almeno vent'anni ed in 8 dei 28 Paesi UE, Italia compresa - per una colossale operazione commerciale che è andata a beneficio delle Case Auto (le quali l'avevano richiesta !), ma ha avuto scarsi se non nulli effetti sulla qualità dell'aria ed ha nuociuto gravemente al Clima. I come ed i perchè sono esposti in un mio memoriale, da leggersi un poco alla volta (è lungo) e magari bevendo molta camomilla (*) .

Bisognerebbe perciò evitare che le pur lodevoli manifestazioni mondiali a difesa del Clima siano prese a pretesto per iniziative che il Clima invece lo danneggiano, continuando nel forzato rinnovo del parco circolante privato, questa volta verso le auto a propulsione elettrica.

Per esempio, l'Ecotassa-Ecobonus governativa e la nuova ZTL di Milano hanno lo scopo dichiarato di far ridurre le emissioni di CO2, ma invece le moltiplicheranno e faranno riversare nell'Ambiente "rifiuti speciali inquinanti" (tali sono le auto rottamate), oltre a nuocere economicamente ai settori produttivi e commerciali diversi dall' "automotive" con l'accaparramento a suo favore della capacità di spesa di famiglie e piccole imprese (p.es., ben 67 miliardi spesi in acquisti di  nuove automobili, nella sola Italia, nei soli anni 2015 e 2016).  

La differenza in emissioni di CO2 per km fra un'auto termica e una elettrica (zero) può essere infattI, al massimo, di 300 grammi, emessi dalla prima in ogni km percorso durante molti anni di uso; mentre produrre una auto  "costa" circa 30.000 kWh (10 anni di consumi elettrici di una famiglia media europea ) ; e poichè in media mondiale si emettono circa 0,5 kg di CO2 per ogni kWh prodotto , è di circa 15 tonnellate la quantita di CO2 che la produzione di ogni auto nuova fa emettere, in pochi giorni. Come dire che solo dopo aver percorso almeno 50.000 km l'auto elettrica avrà compensato, sul piano quantitativo, ma non su quello temporale - che ha una certa importanza - la CO2 fatta emettere dalla sua produzione. 

A ciò si aggiunga lo spreco del "costo energetico" non ancora ammortizzato delle auto rottamate; cioè di quelle che non avessero percorso almeno 250.000 km . 

Vi ringrazio per l'attenzione, rimango a Vostra disposizione per ogni ulteriore chiarimento e Vi porgo cordiali saluti.

Leonardo Libero

(*) MEMORIALE

Da oltre 20 anni i cittadini di 8 dei 28 Paesi UE, il nostro compreso, sono vittime del continuo e forzato rinnovo del parco auto privato. Una  operazione che è stata spacciata per "ambientale", ma ha avuto invece una parte determinante, ad esempio, nel nuocere al Clima facendo emettere nell’atmosfera mondiale circa 51 milioni di tonnellate di CO2 per la produzione delle ben 3.399.840 nuove autovetture acquistate, nella sola Italia, nei soli anni 2015 e 2016. Operazione che, a volerla definire con un termine moderato, si deve quindi considerare almeno "ingannevole".

Alcuni dei motivi tecnici, economici ed AMBIENTALI per cui essa è assurda e contraddice i principii dell'Economia Circolare, sono esposti in questo articolo , in quest'altro  ed in questa petizione, di cui questa è una copia quasi identica, ma meglio leggibile di quella pubblicata da Change.org. : . 

Tale petizione ha avuto 391 adesioni, in gran parte arrivate da esperti qualificati, fra i quali i professori Claudio Della Volpe e Vincenzo Balzani, docenti universitari di Chimica, la principale materia scientifica su cui essa si basa.

Inoltre lo stesso prof. Balzani - che è il Chimico italiano più citato al mondo in lavori scientifici, nonchè membro dell'Accademia dei Lincei - ha confermato come quel forzato rinnovo, lungi dal giovare all'Ambiente, sia invece nocivo per il Clima, in una lunga intervista, concessa alla Radio Vaticana e della quale questo è un breve stralcio:

Domanda: " Lei .........  si sentirebbe di consigliare a qualcuno di rottamare, ad esempio, un'auto diesel o a benzina, ancora nel pieno della sua vita utile, che è già stata prodotta e quindi ha già avuto un impatto, con una nuova auto elettrica che deve essere prodotta con tutta la sua impronta ambientale ?";

Risposta:  "Io non mi sento affatto di rottamare......... rottamare è un errore: una macchina bisogna tirarla avanti. Produrre ogni macchina nuova, sia che vada a combustibile, sia elettrica, vuol dire produrre una grande quantità di anidride carbonica: si stimano circa 15 tonnellate di anidride carbonica per fare una macchina nuova. ......... Si aggiunga anche che le auto cosiddette “rottamate” non è che scompaiano improvvisamente: dall'Italia: vanno a finire in Africa, nei paesi dei Balcani, dove hanno meno controlli. queste auto continuano a produrre inquinamento e CO2".

Ulteriori motivi per cui quella operazione è probabilmente anche illegale  e sono infondati i pretesti "ambientali" invocati per giustificarla:

A)- Il forzato rinnovo del parco auto privato, ottenuto con i blocchi dei veicoli ritenuti inquinanti, è probabilmente illegittimo, per almeno due motivi: a)- perchè in contrasto con lo spirito, se non anche con la lettera, dell'articolo 25, comma 2, della Costituzionre: "Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso." (quando le auto oggi bloccate erano state acquistate, nessuna legge  lo vietava e le diesel erano anzi consigliate); b)- l'articolo 24  del CODICE DEL CONSUMO descrive così le pratiche commerciali aggressive, che sono vietate: "E’ considerata aggressiva una pratica commerciale che, nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, mediante molestie, coercizione, compreso il ricorso alla forza fisica o indebito condizionamento, limita o e’ idonea a limitare considerevolmente la liberta’ di scelta o di comportamento del consumatore medio in relazione al prodotto e, pertanto, lo induce o e’ idonea ad indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso " ed il forzato rinnovo del parco auto privato ci rientra per più aspetti

B)- Secondo l'INAIL e la Società Italiana di Medicina Ambientale, nelle nostre case sono presenti inquinanti in quantità tali da rendere, complice la scarsa ventilazione, l'aria indoor addirittura più inquinata di quella esterna

http://www.ilcambiamento.it/articoli/cambiamo-aria-nelle-nostre-case-respiriamo-troppi-inquinanti?idn=18&idx=9310&idlink=3

C)- Infatti il compianto prof. Umberto Veronesi riteneva che a innescare il tumore sono nel 35% dei casi le cattive abitudini alimentari, il tabacco  nel 30%, le infezioni virali nel 10%, i fattori riproduttivi nel 7% e solo nel 4% dei casi, insieme, l'inquinamento e l'attività lavorativa

https://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2011/03/02/news/tumori_alimentazione_peggio_del_fumo-13094322/

D) Che il forzato rinnovo del parco circolante privato sia stato richiesto più volte esplicitamente dalle Case - e che il Governo italiano lo stia attuando (anche incentivandolo con danaro pubblico) - risulta da questa relazione dell’Unione Rappresentanti Autoveicoli Esteri

http://www.unrae.it/sala-stampa/autovetture/3329/lauto-nel-2015-ha-accentuato-linversione-del-trend-1574872-veicoli-immatricolati-158-rispetto-al-2014-irrisolto-il-problema-del-parco-anziano   

nella quale si legge:

  “Quello che UNRAE va dichiarando da due anni, e cioè il bisogno di intervenire sul rinnovo del parco circolante più anziano, è tornato di grande attualità come opportunità per contribuire più incisivamente - insieme agli altri provvedimenti determinanti previsti dal Ministero dell’Ambiente - ad evitare che lo smog prevalga sulla nostra vita quotidiana”

 “Ribadiamo perciò con forza - prosegue il Presidente - il bisogno di interventi strutturali non occasionali ma di lungo periodo, auspicando una rapida e concreta attuazione di quanto previsto in tal senso dal recente Piano antismog, sottoscritto dal Ministro dell’Ambiente e dai Presidenti di ANCI e Conferenza Stato-Regioni che prevede esplicitamente lo studio di misure volte al rinnovo del parco circolante ed, in proposito, ricordiamo la proposta che UNRAE sta indicando da due anni di defiscalizzare le auto acquistate dalle famiglie attraverso la detraibilità di parte dei costi di acquisto di un’auto nuova a fronte dell’alienazione di una vecchia”.

E)- Che i blocchi del traffico siano praticamente inutili e quindi anche lo scopo a cui tendono; e che bisognerebbe accertare meglio la nocività o meno di certe particelle lo sostiene il prof Gilli, docente universitario di Igiene dell'Aria e dell'Acqua :  http://www.lastampa.it/2017/12/27/italia/fermare-il-traffico-poco-efficace-non-tutte-le-polveri-sono-dannose-V2f6XOxsQz9dt8G4WKU8XO/pagina.html  ;

F)- Che gli NOx - dei quali sono incolpati i diesel - non siano cancerogeni lo sostiene l'ARPA del Lazio : http://www.arpalazio.net/main/aria/doc/salute/NOX.php  , la quale scrive: "Gli effetti a lungo termine includono alterazioni polmonari a livello cellulare e tessutale, e aumento della suscettibilità alle infezioni polmonari batteriche e virali. Non si hanno invece evidenze di associazione con tumori maligni...";

G)- Che talvolta " le concentrazioni di alcuni inquinanti rilevate in città, ...... risultino uguali o addirittura minori di quelle rilevate in campagna" lo dice e lo spiega  l'ARPA dell'Emilia-Romagna : https://www.arpae.it/dettaglio_notizia.asp?id=9166&idlivello=1504   ;

 H)- Che non necessariamente un motore diesel sia più inquinante di un motore a benzina (dipende dall'inquinante considerato) e che fra i + 22 ed i -7 gradi Celsius di temperatura ambiente i motori a benzina più recenti siano molte volte più inquinanti dei diesel più recenti risulta da questo articolo pubblicato dall'autorevole rivista scientifica Nature : https://www.nature.com/articles/s41598-017-03714-9  ;

I)- Secondo la Ricerca Sistemi Energetici spa, società controllata dal Ministero dell'Economia : http://www.rse-web.it/focus/Inquinamento-particolato-fine-area-padana.page  , "L’intero comparto “trasporto su auto” privato contribuisce per il 14% delle concentrazioni di PM2.5 medie annue nella città di Milano ed è determinato sia da emissioni dirette, sia dalla trasformazione dei precursori gassosi, sempre emessi dai veicoli. L’8% di questo dato è provocato dalle auto in circolazione a Milano. Il resto, 6%, da contributi che si generano fuori dalla città e che ricadono sull’ambito urbano: 2% da auto che circolano in Provincia di Milano, 3% da auto che circolano nel resto della Lombardia, 1% o poco più, dalle auto che circolano fuori Lombardia. Ciò significa che riduzioni anche drastiche del trasporto su auto, ma circoscritte alla sola area urbana di Milano (estensione AREA C, limitazioni veicoli diesel) porterebbero a una discesa della concentrazione media di annua di PM2.5 limitata a pochi punti percentuali." ;

L)- Secondo la BOSCH, i motori a benzina sono, da sempre, più nocivi dei diesel perchè emettono benzene - cancerogeno - e sono "autorizzati" a farlo : http://www.greenstart.it/inquinamento-bando-ai-diesel-ma-siamo-sicuri-che-i-benzina-siano-cosi-verdi-12030  .

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