Coppie di fatto, lo Stato le ignora... Ecco come "sopravvivere"
CERTI DIRITTI CHE LE COPPIE CONVIVENTI NON SANNO DI AVERE. Per vivere consapevolmente in coppia o in attesa di giuste nozze (112 pagine; 12 euro) Il libro si presenta come un agile manuale rivolto alle “coppie di fatto” eterosessuali o dello stesso sesso che la normativa italiana continua pervicacemente a ignorare. Anche se il loro numero continua ad aumentare, il Parlamento non le considera famiglie portatrici di diritti, i figli che ne fanno parte e che rappresentano una realtà consolidata non sono tutelati. Il libro esamina le normative italiane fornendo indicazioni indispensabili per realizzare ‘protezioni’ utili a queste coppie. Gli argomenti rispondono alle situazioni comuni che si trovano ad affrontare: dall’eredità alla casa, dalla tutela dei figli all’assistenza reciproca. Il numero delle coppie di conviventi aumenta giorno dopo giorno nel nostro Paese ma, a differenza di quello che accade in tutti i Paesi europei, i governi succedutisi in Italia continuano ottusamente a negare loro ogni riconoscimento. In Italia non esisteva, fino ad ora, un libro che rispondesse in maniera organica a tutte le domande che si pongono le “coppie di fatto” per scelta o perché, come quelle dello stesso sesso, è loro negato il diritto al matrimonio. Come un “manuale di sopravvivenza” e in assenza di una normativa specifica, il libro fornisce le risposte per ritagliarsi gli spazi in cui i fondamentali diritti di coppia possano essere riconosciuti. GLI AUTORI Bruno de Filippis, giurista, esperto di diritto di famiglia, è autore di una vastissima produzione in materia. Le sue opere, che abbracciano tutti gli aspetti del diritto di famiglia, so-no tra le più conosciute e lette dagli operatori specializzati. Gian Mario Felicetti, autore di "La famiglia fantasma", è membro del Direttivo dell’Associazione radicale “Certi Diritti”. Gabriella Friso, responsabile dell’Ufficio Diritti dell’associazione “Les Cultures” di Lecco, fa parte del gruppo IO (Immigrazione e Omosessualità) di Milano e del Direttivo dell’Associazione radicale Certi Diritti. Filomena Gallo, avvocato, è segretaria dell’associazione “Luca Coscioni” per la libertà di ricerca scientifica. |
Di Maria Carla Rota
"Coppie di fatto? In Italia il diritto di famiglia è fermo da decenni. Eppure fino agli Anni Settanta siamo stati un Paese all'avanguardia in questo campo. Poi ci siamo fermati, mentre il resto d'Europa è andato avanti con il cammino". Così Bruno De Filippis, matrimonialista ed esperto di diritto familiare, definisce la situazione normativa italiana. E' anche uno degli autori del volume "Certi diritti che le coppie conviventi non sanno di avere": una guida pratica per orientarsi conoscere gli strumenti legalmente utilizzabili per realizzare, almeno in parte, i diritti di coppia. Secondo gli ultimi dati Istat, che risalgono al 2005, nel nostro Paese ci sono almeno 500mila coppie che convivono senza essere sposate, mentre il 12% dei bambini nasce fuori da famiglie matrimoniali. Numeri che, per difetto, descrivono una realtà importante, destinata sicuramente a crescere con il censimento generale in corso.
Professore, perché questo libro?
"Il libro è uno strumento per tutte le coppie di fatto, eterosessuali e omosessuali, che non vengono riconosciute dal diritto. Se è vero che una legge in Italia non c'è, esiste però un sistema collaterale di sentenze e normative minori, nato nel corso dei decenni dai casi presentati in tribunale dai cittadini. La giustizia, in un certo senso, è costretta più volte a pronunciarsi. Questo libro aiuta a fare chiarezza, in modo molto pratico, in questo sistema collaterale di sentenze e norme minori: dalla disposizione anagrafica che consente di dichiararsi almeno 'coppia legata affettivamente' alle questioni legate all'eredità, dalla casa ai figli, dall'ospedale al carcere. Il messaggio generale è: potete difendervi in questa giungla e vivere meglio".
In quali situazioni le coppie di fatto devono scontare le maggiori discriminazioni?
"Secondo me la prima discriminazione è la mancanza di riconoscimento della dignità, quasi che quella delle copiie di fatto fosse una scelta di serie B, una situazione di ripiego. Poi i problemi sono tantissimi. A partire dal figli: in Italia, per esempio, solo se ci si ri-sposa il nuove coniuge può riconoscere i figli del compagno con la formula dell'adozione particolare. E' la figura del 'terzo genitore' esistente in Francia. In ospedale si creano situazioni delicatissime: ufficialmente il convivente non può assistere l'ammalato, quindi non gli resta che affidarsi al buon senso del personale. Nel libro, però, si spiega che ci si può 'armare' di una dichiarazione come amministratore di sostegno per ovviare a questo problema. Al momento della morte, poi, si vivono gli inconvenienti maggiori: se non si fa testamento, si rischia che parenti molto lontani sbattano il compagno o la compagna fuori di casa".
A livello normativo qual è la situazione delle coppie di fatto in Italia?
"Teoricamente il diritto dovrebbe regolare ciò che esiste, ma questo non è ancora successo nonostante le convivenze siano ormai molto numerose. Negli Anni Novanta ci furono importanti sentenze della Cassazione, che però non si sono evolute in una normativa. C'è stato un tentativo con l'ipotesi dei Dico, sull'esempio dei Pacs francesi: ma in Italia non si voleva creare un'alternativa al matrimonio, quindi la discussione è fallita. E pensare che fino al 1975 eravamo un Paese all'avanguardia rispetto all'Europa".
Quali sono i punti di maggior "arretratezza", su cui è più urgente intervenire?
"Ci sono ancora discriminazioni tra i figli nati dentro e fuori dal matrimonio, perché nessun Governo ha portato il progetto fino in fondo. Poi anche le coppie sposate in Italia sono legate a uno schema di matrimonio 'prendere o lasciare': all'estero invece si possono stipulare delle convenzioni matrimoniali: se il coniuge ex tossicodipendente, per fare un esempio, dovesse tornare a fare uso si droghe, si prevede un divorzio a determinate condizioni. La parità tra uomo e donna, poi, deve essere ancora raggiunta, per esempio nell'uso del cognome di entrambi, ma anche più in generale. Per quanto riguarda le coppie gay, c'è stata un recentissima sentenza della Cassazione che dice che la differenza di sesso tra gli sposi non è più indispendabile per l'essenza delle nozze. Ma se tutto questo non si traduce in legge, rimaniamo fermi a 30-50 anni fa".
Lei si è occupato anche del progetto di riforma del libro primo del Codice Civile. A che punto è?
"E' tutto fermo. E' stata presentata in Senato, ma non ha nemmeno cominciato l'iter. Al momento è un 'libro dei sogni'. Ma speriamo che in futuro possa essere tirata fuori dal cassetto..."


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