Roma/ L'ad Moretti sindaco del paese senza ferrovia

Prima macchinista, poi segretario nazionale della Cgil Trasporti; quindi amministratore delegato della società dell’infrastruttursa Rfi e ora addirittura ad della capogruppo Ferrovie dello Stato. Ora Mauro Moretti è anche primo cittadino di Mompeo, un paese alle porte di Roma. Che per ironia della sorte è senza ferrovia. Lui, sindaco per hobby gli ordini li impartisce al telefono. Il vicesindaco Cristina Biccellari ad Affari: "è sempre presente". Ma i cittadini in rivolta silenziosa: " Siamo stufi di non avere un sindaco"

Martedì, 29 dicembre 2009 - 07:30:00

Prima macchinista, poi segretario nazionale della Cgil Trasporti; quindi amministratore delegato della società dell’infrastruttursa Rfi e ora addirittura ad della capogruppo Ferrovie dello Stato. Chissà se Mauro Moretti da Rimini, classe 1953, consiglia anche ai suoi concittadini pendolari di armarsi di panino e coperta in questi giorni di “inverno invernale”. Già, perché il capo di tutti i ferrovieri italiani, poltronissima alle Ferrovie Europee, al vertice del Collegio degli Ingeneri Ferroviari, pluriepremiato nel 2008 come manager dell’anno, nel tempo libero fa il sindaco. Gli umani vanno a pesca, leggono, studiano, poltriscono, lui no.

SINDACO MORETTI - Mr. Moretti è il primo cittadino di Mompeo, comune senza ferrovia nella zona della Sabina, quella provincia che ogni giorno si sposta per andare a Roma o a Rieti. E alla sera ritorna. Solo che il Lazio non è la Lombardia. Qui i pendolari, lo sono davvero, perché per arrivare alla stazione di Fara Sabina è già una piccola impresa, condita di curve e saliscendi per almemo 19 chilometri. Poi c’è il treno e qui si entra nel magico mondo dei “prigionieri dei binari”. Ma questa è un’altra storia, una favola il cui racconto si mescola a leggenda. Affaritaliani ha visitato Mompeo e ha scoperto che, “una volta ogni sette giorni”, giurano in paese, Mr. Moretti smette i panni del supermanager e diventa minimanager. C’è da dare un senso ad un Comune dove l’unica nata nel 2009 è una bimba extracomunitaria e dove il saldo nati/morti pesa come un macigno in favore degli ultimi, per un totale stimato prima di Natale 2009 in 563 anime, il 73 per cento delle quali ha già spento 60 candeline.

Da conto va tolto il sindaco, che a Mompeo ha una casetta per volere della figlia minore, innamorata della tranquillità e del silenzio delle colline sabine, ma non è residente. È un forestiero che per hobby si diverte ad amministrare. Ovvio che ha rinunciato all’indennità: pochi spiccioli in confronto a ciò che percepisce alla testa delle scassatissime ferrovie del Sud Europa. Quelle che quando nevica si fermano.
Ora, il paese è grazioso, dignitoso e ben amministrato, considerando che il bilancio di circa 1 milione e 100 mila euro viene utilizzato per la spesa corrente e quel che resta per le opere pubbliche. Ad esempio le strade, tra le quali brilla la piccola tangenziale di 800 metri di lunghezza che abbraccia l’intero centro storico. C’è poi il castello trasformato sempre per volere del sindaco in sede del Comune, bliblioteca e un piccolo bar, per il quale si è reso necessario un bando pubblico di concessione al quale ha risposto un solo coraggioso imprenditore. Ovvio non di Mompeo.

Mr Moretti, va a Mompeo con la frequenza di un tradotta militare. Dà ordini per telefono, “ma è come se fosse sempre presente”, dicono i paesani e gli assessori. E giù lodi sperticate al suo impegno che si riduce alla firma di poche ordinanze e, se c’è tempo anche alle riunioni di giunta e ai rari consigli comunali. “Mauro”, lo chiama così anche il gestore del ristorante da Ciccio, la politica non la fa più. Ha smesso con la Cgil e ha lasciato anche a Mompeo dove al secondo mandato consecutivo è riuscito a mettere tutti d’accordo. L’opposizione infatti ha scelto la via del potere e una consigliera della lista contraria – sempre civica – ha fatto il salto della barricata e si è gettata col capo dei ferrovieri. Resta l’ex leader della lista perdente, il generale Alberto Signoretti che la sua vittoria l’ha già portata a casa: una serie di ragazzi ha trovato la giusta strada tra le fila dei militari.

PAESE IN RIVOLTA- Ma nel cuore di Mompeo, tra un camino e un soggiorno cova la rivolta: “Siamo stufi del sindaco che non c’è -  sussurrano – due cugini di secondo grado di un candidato della lista perdente. Avere l’ingegnere come sindaco è come non averlo”. Poi il silenzio, perché il paese è piccolo e la gente mormora e racconta. Anche la faciltà con la quale il piccolo Comune di Mompeo tiene i rapporti con l’Amministrazione Provinciale di Rieti e la Regione Lazio per le richieste di finanziamento dei progetti. Gli stessi interlocutori con i quali Mr. Moretti sigla su altri tavoli i contratti di servizio per i pendolari. Chissà se anche gli enti locali presentano al sindaco di Mompeo il catalogo dei servizi. Di solito le Fs con le Regioni lo fanno.

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