Ci sono i primi sei indagati per la morte di Stefano Cucchi. Omicidio preterintenzionale è l’accusa ipotizzata dai pm della procura di Roma, Vincenzo Barba e Francesca Loy. Sono tre agenti della polizia penitenziaria e tre detenuti che il 16 ottobre scorso si trovavano con lui a piazzale Clodio, nelle camere di sicurezza del tribunale, subito dopo l’udienza di convalida dell’arresto. E spunta un testimone, che avrebbe raccontato a chi indaga di aver "sentito rumori" e aver visto, parzialmente, "Cucchi aggredito in cella", dopo lo scoppio di un parapiglia per futili motivi. Secondo la testimonianza il ragazzo avrebbe chiesto di andare in bagno.
BUFERA PER GIOVANARDI - E intanto è polemica dopo le parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del ministri Carlo Giovanardi: "Stefano Cucchi era in carcere perchè era uno spacciatore abituale. Poveretto è morto, e la verità verrà fuori come, soprattutto perchè era 42 chili". Non ci sono secondo Giovanardi responsabilità umane nella morte Stefano Cucchi.

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"La droga ha devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente, poi il fatto che in cinque giorni sia peggiorato, certo bisogna vedere come i medici l'hanno curato. Ma sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: è la droga che li riduce così" taglia corto Giovanardi.
SCONTRO CON LA FAMIGLIA - "A Giovanardi che fa queste dichiarazioni a titolo gratuito, rispondo semplicemente che il fatto che Stefano avesse problemi di droga, noi non l'abbiamo mai negato, ma questo non giustifica il modo in cui è morto". Così ai microfoni di CNR media, Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, replica alle affermazioni del sottosegretario Carlo Giovanardi. Poi conclude: "Non voglio aggiungere altro, la cosa che ha detto si commenta da sola".