Il boom in Italia c'è stato qualche mese fa, subito prima dell'estate. Esploso quando a settembre i lavoratori sono tornati in ufficio dopo le ferie
. "Sei su Facebook?", "Ok, ci vediamo su Facebook". "Ma le hai viste le quelle fotografie?". In ufficio, a casa, sul blackberry, sul portatile, la febbre di Facebook ha contagiato grandi e piccoli, mamme e papà, manager in carriera e casalinghe. Ma ora le aziende non ne posso più.
E' iniziata la guerra al Social Network più famoso del mondo. Distrae, deconcentra. In pratica, non fa lavorare. Pensate che al gruppo "Cazzeggio al lavoro su Facebook" si sono iscritti quasi cinquemila utenti, e dall'ufficio si collegano dall'ufficio sono centinaia di migliaia.
Ma le aziende non stanno perdendo tempo. E molte hanno già oscurato in alcuni uffici perché distrae i dipendenti. Prima fra tutte Poste Italiane, che ha negato completamente l'accesso al sito. Regione Lombardia e Veneto meditano interventi simili, al Comune di Napoli invece il portale può essere visitato soltanto un'ora al giorno, suddivisa in frazioni di dieci minuti l'una. Ma tantissime altre aziende stanno pensando di adottare misure simili. Un dato preciso sul numero degli utenti che si collega dall'ufficio, sottraendo tempo al lavoro, al momento non esiste, ma gli iscritti italiani di Facebook sono almeno 4 milioni. Per alcuni di loro è un passatempo, ma per molti altri è diventata una vera e propria mania, con pesanti ripercussioni sulla produttività dietro la scrivania.
Per evitare le distrazioni di Facebook, le aziende hanno fatto installare dei filtri in grado di bloccare l'accesso al social network e di evitare ogni interazione con gli altri utenti presenti sul portale. Dopo essersi collegati è difficile per molti, anche dal posto di lavoro, resistere alla tentazione di cercare vecchi amici delle scuole elementari o medie o amori passati e di sapere che fine hanno fatto.
Farsi prendere dal "gioco" è molto semplice. I minuti collegati a Facebook poi diventano ore, e tutto a discapito dell'attenzione e della produttività in azienda. Ma ora i responsabili iniziano a dire basta e di oscurare l'accesso al portale. Un po' come Messanger, il cui accesso è già vietato in molte aziende. Così come i siti a luci rosse, in molti uffici non si può accedere infatti anche ai portali dedicati al gioco d'azzardo e ad alcuni blog molto affollati, come quello di Beppe Grillo.
I NUMERI - Un dato preciso sul numero degli utenti che si collega dall'ufficio, sottraendo tempo al lavoro, al momento non esiste, ma gli iscritti italiani di Facebook sono almeno 4 milioni. Per alcuni di loro è un passatempo, ma per molti altri è diventata una vera e propria mania, con pesanti ripercussioni sulla produttività dietro la scrivania.
GLI ALTRI PAESI - In Gran Bretagna, secondo quanto riferisce Business Week, i due terzi delle aziende blocca l'accesso ai diversi siti di social networking. Negli Stati Uniti invece il 50% delle società oscura siti simili, ma per Facebook il dato non va oltre il 26%. Più rigidi invece gli uffici pubblici Canadesi, dove i social network sono stati blindati perché "bruciano il tempo del lavoro"