Fao, fame da record: 1 miliardo e 20 milioni

Mercoledì, 11 novembre 2009 - 16:43:00



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Un appello per una Giornata mondiale di sciopero della fame "in solidarietà con il miliardo di affamati del pianeta". A lanciarlo è stato il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, quando mancano quattro giorni all'apertura del vertice mondiale sulla sicurezza alimentare promosso e organizzato proprio dall'agenzia dell'Onu a Roma. "Propongo che sabato o domenica", ha riferito Diouf in conferenza stampa, "tutti coloro che credono che la sicurezza alimentare debba essere una priorità dell'agenda politica internazionale facciano uno sciopero della fame solidale con i più poveri del mondo" e ha aggiunto: "Io personalmente non mi nutrirò per 24 ore a partire da sabato mattina"

DIOUF LANCIA PETIZIONE ON-LINE "ANTI-FAME" - "1, 2, 3, 4, 5, 6. E' morto un bambino. Se pensi che questa situazione sia inaccettabile fai sentire la tua voce e clicca la petizione Fao". Quando mancano quattro giorni al vertice mondiale sulla sicurezza alimentare indetto dalla Fao a Roma, il direttore generale dell'agenzia dell'Onu Jacques Diouf annuncia la nuova campagna "anti-fame" della Fao. Si tratta di una petizione on-line: l'indirizzo web è '1billionhungry.com' e nella home page Diouf conta fino a sei, l'intervallo di tempo in cui secondo le stime delle Nazioni Unite muore un bambino del pianeta, per lo piu' di fame e delle malattie ad essa correlate. "L'obiettivo e' quello di raggiungere un miliardo di clic", ha spiegato il direttore generale della Fao in conferenza stampa, "che corrisponde al miliardo di affamati del pianeta. Clic che serviranno come spinta di azione per i governi per sradicare la piaga della fame. Che non e' un'utopia ma un obiettivo che oggi possiamo raggiungere". Diouf, dicendosi convinto che la petizione sara' firmata da oltre un miliardo di cittadini globali, ha auspicato che il summit "risvegli le coscienze e dia strumenti concreti per sconfiggere la fame che derivino da volontà e responsabilità politiche chiare e determinate".

44 MDL DLR ALL'ANNO PER SCONFIGGERE LA FAME  - Più risorse per l'agricoltura: ovvero tornare a investire nel settore rurale e agricolo quel 17 per cento del totale degli Aiuti allo sviluppo (Oda) che negli anni Ottanta consentì all'India e ai Paesi dell'America Latina di risollevarsi dalla crisi alimentare con la 'rivoluzione verde'. Una percentuale che gli esperti della Fao hanno tradotto in circa 44 miliardi di dollari all'anno, cifra molto lontana dal 5 per cento delle risorse oggi destinate all'agricoltura (erano il 3,6 per cento prima del G8 dell'Aquila). E' questa la ricetta 'anti-fame' rilanciata dal direttore generale della Fao, Jacques Diouf, quando mancano quattro giorni al vertice mondiale sulla sicurezza alimentare indetto a Roma da lunedì proprio dall'agenzia delle Nazioni Unite. "Sconfiggere la fame non e' un'utopia, non e' un sogno", ha sottolineato Diouf, "perchè è già successo in passato. Ma pensare di sradicarla in questi tempi di crisi economica senza un rilancio concreto del settore agricolo e rurale e' impensabile.



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Il sostegno ai piccoli agricoltori, che rappresentano 2 miliardi di persone, ovvero un terzo della popolazione mondiale -ha avvertito il direttore generale Fao- e' la chiave per uscire dalla fame. Sono i piccoli contadini il veicolo per eliminarla e scongiurare la tragica prospettiva di disperazione, morte e malattie che si profila qualora la nostra battaglia fallisse". In un lungo discorso a braccio, spesso portato avanti in modo concitato, Diouf ha lanciato un appello ai capi di Stato e di governo e ai loro rappresentanti che convoglieranno al vertice di Roma, affinche' "si rendano conto che e' venuto il momento di un'azione immediata e decisiva per porre il tema della lotta contro la fame tra le priorita' dell'agenda politica globale". Perche', ha insistito Diouf, "oggi nel mondo ci sono oltre un miliardo di affamati e la fame genera rabbia, che e' potenziale fonte di conflitti. Ne sono dimostrazione i tumulti scoppiati di recente in 22 Paesi in via di Sviluppo a causa dell'impennata del costo delle derrate alimentari. Per non parlare dell'immigrazione forzata, che oggi tanto preoccupa i Paesi ricchi".

Per scongiurare il verificarsi di un'altra crisi alimentare, ha ammonito il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, "serve un'azione collettiva, gia' promessa ma non mantenuta perche' sfortunatamente l'interesse per la lotta contro la fame sembra scemare non appena si presenta un qualsiasi altro problema". Ma, ha avvertito Diouf, "una nuova crisi alimentare non puo' essere esclusa visto che a oggi le popolazioni di 31 Paesi in via di Sviluppo, di cui 20 solo in Africa, necessitano di aiuti alimentari d'emergenza".

E ha osservato: "Per i Paesi piu' poveri la crisi alimentare e' lungi dall'essere passata, e i leader internazionali devono sapere il perche'". E' proprio questo il ruolo principale della Fao, ha spiegato Diouf, "quello di guardare negli occhi i governanti del mondo e far loro un quadro reale della drammaticita' della situazione, cosi' da sensibilizzarli e chiedere loro interventi concreti e risolutivi. Insomma, risvegliare le coscienze. Pena, un ulteriore aumento del numero di affamati con tutte le conseguenze economiche, sociali ed etiche che ne potrebbero conseguire". Uscire dalla fame si puo', ha ribadito Diouf, e a riprova di cio' la Fao ha appena pubblicato un rapporto su 31 casi di successo in altrettanti Paesi (su 79 monitorati), grazie a investimenti nel settore agricolo e rurale. "Sono esempi positivi che ci indicano la strada da seguire: investimenti in sementi, fertilizzanti, mangimi, vaccini per gli animali, ricerche per eliminare le patologie delle piante", ha argomentato Diouf, "ma anche investimenti massicci nelle infrastrutture rurali a cominciare dalle strade per il trasporto del cibo fino alla costruzione di magazzini e silos metallici per lo stoccaggio, considerando che oggi si perde fino a un 40-60 per cento di prodotto a causa della cattiva conservazione".

E ancora: "Servono risorse per la gestione delle risorse idriche: costruire sistemi di irrigazione e drenaggio ha letteralmente salvato la vita a centinaia di persone negli ultimi anni. Ed e' quasi banale soffermarsi sul fatto che l'agricoltura con irrigazione sia molto piu' produttiva di quella pluviale". Infine, ha concluso il direttore generale della Fao, "serve che anche i governi dei paesi in via di sviluppo si assumino le proprie responsabilita' e avviino una strategia politica nazionale mirata e concreta".

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