Washington, manifestazione per il Sudan. George Clooney arrestato

Venerdì, 16 marzo 2012 - 16:03:00

Star dei diritti umani oltre che di Hollywood, anche se per poche ore. Il pluripremiato attore americano George Clooney e' stato fermato oggi dalla polizia di Washington, insieme al padre e ad alcuni parlamentari Usa, davanti l'ambasciata del Sudan mentre aveva inscenato una protesta contro il massacro in corso nel Sud Kordofan, regione contesa tra il Sudan e il Sud Sudan. Un arresto durato poco ma di enorme effetto mediatico dal momento che proprio mercoledi' l'attore aveva parlato di fronte al Congresso di una "campagna di morte" in corso nel Paese africano.

"Volevo attirare l'attenzione sul pericolo di un nuovo massacro in Sudan - ha detto Clooney di nuovo libero - e al momento uno dei pochi modi per farlo e' farsi arrestare". Clooney ha comunque anche ottenuto che Barack Obama faccia pressioni sul presidente cinese Hu Jintao, sostenitore del sudanese Omar el Bashir. I due leader si vedranno il 26 e il 27 marzo a Seul in Corea del Sud. Clooney, e' tornato da poco dal Sud Kordofan, una delle regioni contese tra Sudan e Sud Sudan, dove sono in corso da mesi violenti combattimenti tra le truppe di Khartoum e le forze di Juba. Il gesto di disobbedienza civile, consistente nel sostare per la protesta sul terreno dell'ambasciata, e' costato il fermo anche al padre dell'attore, il 78enne Nick Clooney, ad altri attivisti, e a quattro parlamentari: Al Green, Jim McGovern, Jim Moran and John Olve. Tutti sono stati ammanettati e portati via a bordo di un cellulare.

"Essere arrestati e' sempre umiliante, non importa cosa tu abbia fatto, ma sono contento di essere qui insieme con mio padre", ha detto l'attore secondo quanto ha riportato il twitter di Ann Curry della Nbc. George Clooney ha aggiunto: "Cerco di suscitare l'attenzione (su quanto accade in Sudan, ndr.), il Congresso deve sapere, il presidente deve sapere. Attorno alla star di Hollywood c'erano, oltre ai giornalisti, decine di attivisti che insieme a Clooney avevano ignorato gli inviti della polizia ad abbandonare il terreno. "Sudan: stop all'uso del cibo come arma", e' stato lo slogan piu' gridato, alludendo a quella parte del Sudan dove, per ordine del presidente Omar al Bashir, accusato dall'Aja di crimini contro l'umanita', non arrivano aiuti umanitari per 250.000 persone. "Gli aiuti umanitari", ha detto Clooney, rientrato di recente da una visita clandestina nella regione, "devono arrivare prima che ci si presenti la peggiore crisi umanitaria del mondo.

George Clooney arrestato pLe immagini dell'arrestoGuarda la gallery

 E, come seconda richiesta, vogliamo una cosa semplice: il governo di Khartum deve fermare gli attacchi nell'area, nei quali muoiono uomini, donne e bambini". Nel corso della sua audizione l'attore aveva raccontato al Congresso delle fughe quotidiane a cui e' costretta la popolazione civile del Kordofan, inseguita dalle bombe sganciate durante i raid aerei compiuti contro i ribelli, considerati da Khartum legati a Juba. In poco meno di nove mesi di guerra i raid aerei e gli scontri armati hanno hanno trasformato il Kordofan del Sudan in un nuovo Darfur. Da giugno 2011, quando e' scoppiata una nuova fase della guerra tra il governo del Sudan e il Movimento di Liberazione Popolare del Sudan del Nord (SPLM-N), e' stata un'escalation di violenze, che ha spinto alla fuga 1,2 milioni di persone. Nonostante il governo abbia negato l'accesso ai giornalisti stranieri e alle Ong internazionali, afferma - Italians for Darfur- le notizie riescono a filtrare. Circa 20/30mila nubiani sono riusciti a scappare a piedi per rifugiarsi a Yida dove conducono un'esistenza precaria, con penuria di cibo e carenze sanitarie 

LA SITUAZIONE IN SUDAN - Tra il 9 e il 15 gennaio 2011 nel Sud Sudan si è tenuto un referendum per la secessione dal Nord del Sudan e la creazione di uno Stato indipendente. La consultazione era già parte dell’accordo Naivasha del 2005 tra il governo di Khartoum e l'Esercito di liberazione popolare del Sudan/Movimento (SPLA/M). Un referendum simultaneo si è svolto nella provincia di Abyei, per scegliere se far parte del Sud Sudan, o se rimanere nella parte Nord. Il 7 febbraio 2011 il Presidente del Sudan, Omar Hasan Ahmad al-Bashir, ufficializzando i risultati del referendum ha proclamato la nascita dello Stato del Sud Sudan che diviene così il cinquantaquattresimo stato africano. Il 9 luglio 2011, dopo un periodo di prova, viene proclamata l'indipendenza del Sud Sudan, subito riconosciuta dal governo di Khartoum (Wikipedia).

 




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