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Cronache
Ex Ilva, Cassese (M5S): "Obiettivo Taranto città verde capitale del cleantech"

 

D – Ieri lei ha partecipato al Tavolo istituzionale permanente su Taranto, presieduto dal premier Di Maio. Che impressione ha avuto e quali le novità?

R- I lavori del tavolo che si è appena concluso a mio parere sono stati molto positivi e offrono buone ragioni per credere che riusciremo ad arrivare a risultati concreti per riqualificare il nostro territorio. Mai in passato i problemi di una singola area hanno mobilitato una intera squadra di Governo, ed oggi vedere a discutere ben 6 Ministri del M5S attorno a un tavolo per trovare soluzioni percorribili, mettere a disposizione documenti, raccogliere idee e avanzare proposte sulla riconversione economica del territorio, mi ha dato la percezione concreta che ce la possiamo fare. Che Taranto non è più sola.

D - I lavori sono dunque avviati. Prevedete obbiettivi anche a breve scadenza?

R - Insomma, il cantiere è partito, ora bisogna essere tenaci, studiare molto, procedere in modo puntuale e per step, sapendo, come ci ha ricordato lo stesso Di Maio, che abbiamo un traguardo a lungo termine, ma anche obiettivi a breve termine, e che sarà fondamentale percepire e far percepire il raggiungimento di ogni risultato ottenuto. Perché ciò avvenga probabilmente dobbiamo liberarci dal pessimismo ed il senso di impotenza accumulati negli anni e guardare con un nuovo sguardo al futuro.

D – Un nuovo sguardo che dovrebbe avere però soprattutto la politica, non crede?

R - Un nuovo sguardo sul futuro è già in atto tra i nostri ministri, basti pensare al progetto ambizioso presentato dal vice ministro Fioramonti sul Tecnopolo del Mediterraneo, che si è voluto avesse sede proprio a Taranto, il cui statuto attende solo la firma del Ministro del MEF e quella del Presidente della Repubblica. Dietro questo grande progetto, come ha ribadito Di Maio, c’è l’idea di una città che si libera dalla dipendenza dall’industria pesante e che diventa luogo di sperimentazione di innovazione sulle energie rinnovabili. Taranto città verde capitale del cleantech, questo abbiamo in testa come orizzonte per orientare la nostra azione odierna. E’ una chimera? Noi pensiamo di no.

D- Vuole parlare di qualche decisione assunta oggi?

R – Voglio premettere che si esce dallo stato di minorità in cui ci hanno condannato le politiche scellerate precedenti solo in un modo: avendo un orizzonte alternativo in mente e puntando su una progettualità diversa ed ambiziosa, come quella di mettere finalmente a valore l’enorme potenziale di questo territorio affinchè gli investitori ne siano attratti. A tal proposito è stato oggi deciso che verrà organizzata prossimamente una Conferenza ad hoc dei portatori di interesse, in cui presentare tutte le opportunità che la città è in grado di offrire. Gli investimenti, quelli etici naturalmente, sono vitali per il territorio. Una diversa progettualità però non riguarda solo i contenuti ma anche il metodo di lavoro ed oggi è stata proposto, per sopperire a lentezze che non ci possiamo permettere, un tavolo specifico che si occuperà delle bonifiche, tra cui al centro quella che riguarda le collinette. Su questo tema di cruciale importanza infatti è stata evidenziata la necessità di un maggiore coordinamento e lavoro unitario da parte di tutti i soggetti che se ne stanno già occupando.

D – Altri provvedimenti di rilievo? Perché come sa c’è chi vi critica di fare tante parole e pochi fatti.

R – Invece abbiamo messo in moto un percorso molto promettente, che guarda alla tutela ambientale, alla difesa dei posti di lavoro – compresi i 1300 dipendenti della acciaieria su cui pende l’annunciata cassa integrazione da parte dell’azienda - alla difesa del diritto alla salute. Circa quest’ ultimo punto nulla è più esaustivo, per chiarire quanto siamo concreti, del decreto interministeriale sulla Valutazione del Danno Sanitario preventiva, che varrà ovviamente per tutto il territorio nazionale, andrà quindi a tutelare il diritto dei cittadini di conoscere in anticipo l’impatto degli impianti degli stabilimenti produttivi sulla salute, anche a conclusione di tutte le prescrizioni ambientali imposte, in modo da capire se esse siano sufficienti oppure vadano rafforzate. E’ un DM che verrà firmato nei prossimi giorni dopo il parere del Consiglio Superiore di Sanità, come ci ha ricordato la ministra Grillo, e che andrà a superare il decreto del 2013 Balduzzi Clini, il quale tra l’altro non prevedeva una reale valutazione del danno sanitario, fermandosi solo alla verifica del mancato superamento delle soglie di legge, senza considerare alcuni inquinanti che invece danneggiano sia l’ambiente che la salute dei cittadini. Non solo per valutare il danno si interverrà ex ante e non ex post, ma verrà inaugurata contestualmente una ipotesi del tutto nuova di Aia, basata su una visione dinamica in modo da intervenire in itinere sull’eventuale rischio sanitario. Le ho fatto un esempio molto concreto di una delle iniziative prese, sicuramente tra le più attese dalla comunità tarantina.

D – Riguardo gli investimenti quale è il quadro?

R – Basta considerare che del miliardo di euro di investimenti per Taranto solamente 300 milioni di euro erano stati impegnati. Oggi grazie al nostro lavoro ne sono impegnati 700 milioni e nel prossimo Tavolo in settembre avremo la possibilità di vedere 500 milioni di euro in fase di esecuzione, cioè assegnati ai progetti.

D – Che cosa si augura nel brevissimo tempo?

R – In questo momento è fondamentale che ciascuno faccia la propria parte per facilitare la realizzazione dei progetti messi in campo affinchè vedano una concretezza nel più breve tempo possibile. Come deputati del M5S dell’area ionica abbiamo messo il massimo impegno perché si arrivasse nel punto in cui siamo e proseguiremo in tale direzione. La prima cosa che mi auguro è che la stessa dedizione venga anche dalle altre forze politiche.

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