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Cronache
Ko la municipalizzata a trazione Pd. No a discarica Hera, vincono i cittadini

Mission impossible! Ma a volte si può vincere contro un mega colosso parapubblico dell'energia a trazione partito democratico. Sembra una piccola storia ma non lo è. 

 

Se per 10 anni vi aprissero una discarica sotto casa. E dopo che l'hanno riempita qualcuno ne chiedesse l'ampliamento. Di costruirne un'altra, di fatto, di “rifiuti speciali non pericolosi” tra cui anche amianto trattato. Con 35 camion che arrivano ogni giorno a depositarli. Voi che fareste? E in zona ci sono altri inquinanti, un potente inceneritore, le deiezioni industriali delle porcilaie e i maceri delle barbabietole, più altri rifiuti asfissianti depositati sui terreni. Certo, queste strutture da qualche parte bisogna pur farle, prima che si passi ad una società più evoluta e a rifiuti zero o totalmente riciclati. Ma perché sempre sotto casa mia?

 

E' la situazione in cui si sono trovati gli abitanti di Comune di Baricella (provincia di Bologna), 7000 anime, quando nel 2017 il colosso dell'energia, la municipalizzata Hera di Bologna, a storica guida dei Comuni di centro sinistra, ha proposto la nuova discarica per accogliere quasi 2 milioni di tonnellate di rifiuti, anche il 65% degli scarti del vicino inceneritore del Frullo (quello a ridosso di Fico di Oscar Farinetti e Coop Adriatica). Proposto però non è il termine giusto, perché in Emilia quando un colosso come Hera “propone” qualcosa poi quel qualcosa al 99% si realizza. Tanto più perché la “proposta” Hera l'ha fatta su un terreno di  proprietà.

 

Non so cosa avreste fatto voi ma i cittadini di Baricella si sono incazzati ed hanno pensato di poter cambiare le cose. Si sono costituiti in comitato, organizzando iniziative a tamburo battente, con comunicazioni ai media quasi giornaliere. A latere del comitato c'è anche un consigliere comunale della Lega, Mirko Lazzari, che in pratica bombarda di messaggi i giornalisti tutti i giorni da 6 mesi a questa parte. Implacabile come una goccia cinese.

 

Dopo assemblee infuocate, manifestazioni di piazza, quasi assalti al consiglio comunale, presidi, convegni che entravano nel merito tecnico dei pericoli corsi, interpellanze regionali e ogni sorta di contestazione, Herambiente ha deciso di ritirare il progetto. E lo ha fatto il giorno prima che in Regione Emilia Romagna si svolgesse la Conferenza dei Servizi che doveva dare il parere definitivo all'opera. Che qualcuno abbia saputo prima delle intenzioni non del tutto positive dell'ente regionale? Non lo sapremo mai. Anche il piccolo Comune, a guida Pd, mai in contrasto con la scelte di Hera, alla fine ha dovuto capitolare, accettando le rimostranze dei cittadini e presentando un parere sfavorevole all'opera. “E' il coronamento degli sforzi dei cittadini che hanno cambiato una decisione che sembrava inevitabile. Abbiamo combattuto contro la mancanza di informazioni e di collaborazione anche delle istituzioni”, ha detto il presidente del comitato Ombretta Martelli, medico di radioterapia oncologica a Bologna. Durante i mesi di protesta le minacce di querela sono fioccate come grandine.

 

“Ora dobbiamo fare in modo che questa decisione sia irreversibile”, ha commentato Martelli ad Affaritaliani.

 

Infatti a pendere sulla testa degli abitanti vi sarebbe la possibile fusione del Comune con le cittadine vicine, Malalbergo e Minerbio. Diventa così importante perché uno dei tre Comuni, Malalbergo, sarebbe gravato da debiti non irrilevanti (6,2 milioni di euro secondo il Comune di Minerbio, 5,1 milioni secondo quello di Malalbergo stesso). In caso di fusione i debiti di Malalbergo graverebbero sulla compagine. Sembra sia stato questo il motivo che ha indotto il sindaco di Minerbio, Lorenzo Minganti, sempre del Pd, ad uscire pochi giorni fa dal processo di accorpamento. Nel caso di fusione i milioni di debito potrebbe appianarli Hera che con la discarica, si sa, apporta al territorio interessato anche delle compensazioni economiche.

 

Ecco quanto scrive, appreso della retromarcia di Hera il sindaco Pd di Minerbio Minganti: “Gli unici che possono ascriversi ed esultare per la mancata realizzazione della discarica di Baricella sono gli esponenti del relativo Comitato che hanno mobilitato migliaia di cittadini ed in parte il consigliere Lazzari (persona certo a me non vicina)... Leggo commenti di giubilo di amministratori che avevano espressamente chiesto che la discarica fosse realizzata o che volevano querelare esponenti del Comitato, e di forze politiche che fino all'altro giorno non sapevano nemmeno se Baricella fosse in collina. Se Voltaire avesse ragione la politica imparerebbe tanto da questa vicenda. Ma ormai ho un'età in cui si smarrisce l'ottimismo giovanile, e temo che la politica continuerà nella sua arroganza a trattare i cittadini dissenzienti come dei nemici, salvo poi accodarsi con ipocrite capriole mortali.”

Tags:
heradiscarica di baricellaprotesta cittadiniprotesta contro pd

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