Immigrati, Malta soccorre in mare 100 somali

Mercoledì, 2 settembre 2009 - 15:30:00

LA CRONACA - Decine di migranti somali sono stati soccorsi nelle prime ore di oggi da un'unità maltese di pattugliamento d'altura, mentre erano alla deriva nel Canale di Sicilia: lo hanno annunciato tramite un comunicato fonti della Marina Militare della Valletta, secondo cui si tratta in tutto di 96 persone, compresi due bambini e 26 donne, quattro delle quali incinte.

I migranti si trovavano a bordo di un gommone di una decina di metri di lunghezza, privi di giubbotti salvagente. Al momento del salvataggio, stando sempre alla nota, il mare era in tempesta e, mentre le condizioni meteorologiche stavano ancora peggiorando, il natante aveva cominciato a imbarcare rapidamente acqua. Dopo che una ricognizione aerea non aveva permesso di individuare il gommone, è stata inviata l'unità navale che lo ha infine localizzato circa 75 miglia nautiche al largo di Lampedusa. In base alle prime informazioni disponibili, nel complesso le condizioni di salute dei somali sarebbero buone.

Il loro arrivo a Malta sotto scorta è previsto per la stessa giornata odierna. La presenza dei 96 migranti in alto mare era stata segnalata gia' ieri attraverso una comunicazione via telefono satellitare, partita da bordo del medesimo gommone e raccolta da un connazionale dei migranti presente a Malta, attraverso il quale cui la notizia era pervenuta a una Ong assistenziale dell'Ordine dei Gesuiti, e quindi all'ufficio locale dell'Unhcr, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, che avevano allertato le autorita'.

Berlusconi Barroso
Berlusconi e Barroso
IL CASO POLITICO -

Il contenzioso aperto ieri dalle parole del premier Berlusconi sulla politica di comunicazione
della Commissione europea sembra ridimensionarsi. "La questione è chiusa", dice il portavoce della Commissione Europea Johannes Laitenberger, rispondendo ad una pioggia di domande in sala stampa, e parlando di "un malinteso alla base del tutto, nato su alcune dichiarazioni e poi chiarito". Il portavoce ne ha approfittato per lanciare un appello alla calma: "non è necessario gonfiare queste polemiche - ha detto tra l'altro - ed il presidente Barroso è un diefnsore dei poteri della Commissione Europea come è riconosciuto da tutti in Europa".

A quanto pare la lettera con la richiesta di chiarimenti inviata al Governo italiano è stata presa come una critica mentre è qualcosa di normale, che non pregiudica l'analisi definitiva", ha spiegato ancora il portavoce, ricordando ancora una volta che in base ai trattati "la Commissione è un organo collegiale e ha una responsabilità collettiva, comunica in maniera collegiale. E noi portavoci siamo dei microfoni, degli altoparlanti". Anche in questo caso, Laitenberger ritiene chiuse le polemiche del premier italiano nei confronti della politica di comunicazione della Commissione Europea: "visti i chiarimenti, si accetta il fatto che non è necessario portare ancora avanti le polemiche e si ritiene la questione chiusa". Rispondendo a precisa domanda, il portavoce ha spiegato che la questione non è stata evocata nella riunione settimanale della Commissione europea oggi a Bruxelles, ne' è stata oggetto di una telefonata tra il premier Berlusconi e il presidente il Barroso.

BARROT - "Nulla si oppone al respingimenti degli immigrati irregolari, nella misura in cui ci sono degli accordi di riammissione con i Paesi di origine". E' chiaro, secondo il vicepresidente della Commissione europea Jacques Barrot, "che non possono essere fatti mettendo a rischio la vita degli immigrati".

Diversa è la situazione dei rifugiati. In effetti, i chiarimenti chiesti all'Italia riguardavano "la loro possibilità di rispondere alle richieste di asilo". Il commissario ha precisato che l'Italia dovrà rispondere "entro un termine di due mesi, e che lui stesso non fara' nessun commento prima di aver avuto questa risposta". Nel presentare in sala stampa una comunicazione sui rifugiati, Barrot ha tuttavia sottolineato "tutte le difficolta' di far fronte a dei flussi misti, di immigrati irregolari, e di immigrati che intendono invocare il diritto d'asilo. Proprio per questo, mi preparo a partire per la Libia e la Turchia dove intendiamo istituire dei centri di accoglienza per i rifugiati che, per reclamare il loro diritto, devono attualmente rischiare la vita su questi barconi, e pagare chi li trasporta".

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