Lo studio: "In Italia 4 milioni di uomini subiscono violenze". La risposta: "Errati i criteri di ricerca"

Gentile redazione, mi preme sottoporre alla vostra attenzione le inesattezze e i gravissimi errori contenuti nell’articolo “In Italia 4 milioni di uomini stuprati. Anche le donne sono violente” da voi pubblicato in data 14 novembre 2012, indotti senza dubbio da un altro articolo dal titolo “Indagine conoscitiva sulla violenza verso il maschile” (Pasquale Giuseppe Macrì, Yasmin Abo Loha, Giorgio Gallino, Santiago Gascò, Claudio Manzari, Vincenzo Mastriani, Fabio Nestola, Sara Pezzuolo, Giacomo Rotoli) pubblicato in Rivista di Criminologia, Vittimologia e Sicurezza – Vol. VI – N. 3 – Settembre-Dicembre 2012, reperibile sul sito http://www.vittimologia.it/rivista/articolo_macri_et_al_2012-03.pdf. Intanto cominciamo col dire che lo studio non ha alcuna valenza scientifica. Si afferma nell’articolo: "La raccolta di dati e dichiarazioni attraverso un campione spontaneo ha avuto come limite il problema della rappresentatività del campione".

Tale affermazione rende statisticamente errato proiettare i dati dello studio su scala nazionale e sconfessa in modo categorico quanto indicato poi nel vostro articolo "Uno studio pubblicato sulla Rivista di vittimologia e criminologia di Bologna e presentato il 13 novembre a Roma, dimostra che in Italia più di 5 milioni di uomini sono vittima di violenza da parte delle donne e 3, 8 milioni hanno subito uno stupro". e ancora "Proiettando i dati su scala nazionale lo studio ha individuato che in Italia ci sono cinque milioni di uomini vittime di violenza fisica, 6 milioni vittima di violenza psicologica, oltre 3,8 milioni di violenza sessuale e 2,5 milioni di atti persecutori da parte delle donne". Pertanto non si può neanche sostenere che "I dati sono perfettamente sovrapponibili a quelli della violenza sulle donne (Yasmin Abo Loha)".

Il percorso logico dell'inferenza statistica si svolge secondo fasi prefissate essenziali per la costruzione dell’evidenza scientifica. In primis, il carattere scientifico della ricerca dipende proprio dalla effettiva idoneità del campione estratto dall'universo di riferimento ed effettivamente interrogato a rappresentare statisticamente l'universo, cioè a costituirne una fedele riproduzione, sia pure in miniatura. Insomma, il campione, deve essere individuato in modo da consentire, con un rischio definito di errore, la generalizzazione all'intera popolazione: criterio non seguito in questo studio. E’ anche però possibile selezionare il campione secondo criteri che lo rendano, se non statisticamente rappresentativo, quanto meno significativo e capace di produrre informazioni interessanti: criterio anche questo non seguito in questo studio. Si evidenzia, come sempre dallo stesso articolo su Rivista di Criminologia, che "I questionari, in forma anonima, prevedevano la compilazione in versione cartacea o elettronica. I questionari compilati via web sono stati raccolti ed archiviati tramite un software che impedisce l’invio multiplo dallo stesso ID, per ridurre la possibilità che un singolo soggetto potesse compilare più questionari". A riguardo va osservato che non può essere neanche esclusa a priori la possibilità che uno stesso soggetto abbia potuto compilare più questionari con ID diversi. Infine, di non secondaria importanza anche il fatto, come loro stessi affermano, che "La fondatezza delle dichiarazioni non può pertanto essere testata, esattamente come accade per interviste telefoniche e sondaggi face-to-face."

La statistica non è una opinione ma una scienza impostata su dei criteri scientifici che vanno seguiti e rispettati se si vuole ottenere un campione rappresentativo o quantomeno significativo. E allora, si vuole forse sovradimensionare a livello mediatico un fenomeno che a conti fatti questo studio non riesce a definire quantitativamente e qualitativamente in modo corretto e credibile? Se così fosse ritengo vada a discapito di una veritiera e corretta informazione.

Giuliana Olzai

Dr.ssa in Statistica per le Analisi Demografiche e Sociali. Università degli studi “La Sapienza” Roma

Laurea Specialistica in Metodi e Tecniche per la Ricerca Sociale. Università degli studi “La Sapienza” Roma


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