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Cronache
Istruzione, Italia penultima nell'Ue per laureati. "Colpa della politica"

Egregio Direttore: sono Andrea Pasini un giovane imprenditore di Trezzano Sul Naviglio e non mi vergogno di dire che grazie all'incompetenza e al menefreghismo della classe politica che da decenni occupa la poltrone di Camera e Senato, l'Italia è tra i primi paesi in Europa dove i giovani abbandonano gli studi universitari. Ci auspichiamo che il nuovo governo si impegni a parlare meno il politichese e inizi a fare i fatti riguardo anche questo grave problema in continua crescita.

Il nostro Paese  si trova la maggior parte delle volte per nostro immenso dispiacere sul podio per primati negativi rispetto sia agli altri paesi europei che mondiali e si tratta quasi sempre di posizioni in classifica  che lascino sempre  dell’amaro in bocca. Anche in questo caso sul podio come secondo classificato  ci siamo saliti noi Italiani per numero di abbandoni degli studi universitari. Lo studio in oggetto è stato condotto e pubblicato dalla banca dati Eurostat di Bruxelles che parla di circa mezzo milione di giovani che, per svariati motivi, hanno abbandonato l’università. Questo dato rappresenta sicuramente una realtà che fa poco onore al nostro Paese e che sicuramente non ci fa una buona pubblicità difronte agli altri paesi europei.

Le ragioni dell’abbandono sono molteplici e degli esperti della Commissione Europea hanno cercato di individuarne le cause per poi trovare un rimedio concreto che passa far abbassare drasticamente questa grave anomalia. Le ragioni che inducono così tanti giovani ad abbandonare il sogno della laurea sono molteplici. Tra le principali motivazioni spicca il desiderio di iniziare a lavorare per potersi mantenere. Forse gli ex studenti vedono troppo lontana la laurea e di conseguenza troppo lontana la possibilità di un’indipendenza economica dalla famiglia che sempre più spesso versa in condizioni economiche critiche. Preferiscono così accontentarsi del diploma di scuola superiore per mettersi quanto prima alla ricerca di un lavoro. La seconda ragione di abbandono è  la profonda delusione circa le proposte che le l’università  offrono. Uno studente inizia il percorso universitario, ma lo studio non soddisfa ne i suoi bisogni ne i suoi interessi per cui abbandona il percorso.  Una motivazione forse anomala se pensiamo che, prima dell’iscrizione, si presume una preventiva informazione da parte delle future matricole riguardo quello che è il piano di studi della facoltà desiderata, ma purtroppo cosi è. Si aggiungono poi ragioni legate a problemi di salute, problemi famigliari o di altre imprecisate difficoltà. Poi si aggiungono i motivi economici. Se pur in una percentuale più bassa ma anche questo tipo di difficoltà incide sull’abbandono degli studi.

Qua ci sarebbe da aprire una parentesi circa il discorso delle tesse universitarie che non si sono ancora allineante agli altri paesi europei. . La percentuale di quanto costano le tasse universitarie in Italia infatti è comunque più alta rispetto alla media UE.

Tirando le somme, tutti questi dati riguardo gli abbandoni dell’università influiscono sui numeri di laureati in Italia. Purtroppo sono sempre pochi rispetto alla media europea e questo è un dato sul quale prestare molta attenzione perché un popolo di ignoranti corrisponde sempre al un popolo di schiavi e questo un paese come l’Italia non se può certo permettere.

Mi auguro con tutto il cuore che il nuovo governo, tenga in seria considerazione anche questa delicatissima problematica e cerchi con urgenza di porre un argine a questa vera e propria fuga dalle università.

E’ urgente cercare in tutti i modi di agevolare gli studi e garantite ai giovani di poter studiare il più possibile e con mezzi idonea e all’avanguardia perché questo gli permetterà di crescere professionalmente.

Occorrerebbe incentivare i giovani non solo all’iscrizione all’università ma anche durante il percorso di studi a rimanerci ed a concludere il percorso formativo di studi universitari . Sicuramente un ottimo slancio in questo senso potrebbe essere la previsione di maggiori borse di studio  per gli studenti universitari più meritevoli e un forte abbassamento della tasse scolastiche.

Andrea Pasini Trezzano Sul Naviglio

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