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Cronache
Istruzione, il ministro è senza laurea. La verità sul diploma della Fedeli

di Lorenzo Lamperti

twitter11@LorenzoLamperti

Il neo ministro dell'Istruzione? Non è laureata. Gli studi di Valeria Fedeli, che nel neonato governo Gentiloni ha preso il posto di Stefania Giannini, sono un caso. Sui social network c'è anche chi chiede le dimissioni del ministro, senza neppure lasciarle il tempo di prendere effettivamente possesso del suo incarico. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, il titolo di studio della Fedeli non è equivalente a una laurea. Il neo ministro ha infatti conseguito un diploma presso la scuola per assistenti sociali UNSAS di Milano. C'è però un "ma", ed è un "ma" importante: nel momento del conseguimento del titolo da parte della Fedeli, all'inizio degli anni '70, la scuola rilasciava quello che effettivamente era denominato "diploma di laurea". E bisogna anche ricordare che, anche se si può ritenerla una cosa discutibile, la laurea non è un requisito obbligatorio per diventare ministro dell'Istruzione. Proviamo a entrare un po' meglio nel merito della vicenda.

 

GLI INSEGNANTI FIDUCIOSI: "CON LEI CI SARA' DIALOGO. DIA DISCONTINUITA' AI DISASTRI DELLA GIANNINI"

Nel frattempo si respira fiducia tra gli insegnanti per la nomina di Valeria Fedeli a ministro dell'Istruzione. Anche grazie al suo importante passato nel sindacato in molti sono convinti che saprà instaurare un dialogo proficuo tra governo e lavoratori. “Al neo ministro Valeria Fedeli rivolgiamo i nostri migliori auguri di buon lavoro auspicando che la sua esperienza nell’ambiente sindacale la renda sensibile a un maggiore ascolto delle parti sociali rispetto a chi l’ha preceduta a viale Trastevere”, dichiara Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti. “Ci auguriamo che Fedeli voglia dare un forte segnale di discontinuità considerato l’esito disastroso della riforma Renzi-Giannini che ha scontentato tutto il mondo della scuola”.

L'ACCUSA: "FEDELI MENTE SULLA LAUREA"

 

Il primo a lanciare il sasso è stato Mario Adinolfi: "Valeria Fedeli  mente sul proprio titolo di studio", scrive Adinolfi sulla sua pagina Facebook. " Dichiara di essere laureata in Scienze Sociali, in realtà ha solo ottenuto il diploma alla Scuola per Assistenti sociali Unsas di Milano". L'accusa è rimbalzata sui social e in tanti si sono scagliati contro la Fedeli. L'opposizione, in particolare la Lega Nord, è in prima linea. "Il governo Gentiloni non è nemmeno stato in grado di trovare un ministro dell'Istruzione laureato", afferma ad Affaritaliani.it il capogruppo del Carroccio al Senato, Gianmarco Centinaio. "Mandano via la Giannini che comunque è stata un rettore universitario e scelgono una persona non laureata? E la Fedeli dovrà rapportarsi con ricercatori e insegnanti precari che magari hanno due lauree. Mi sembra la prova che questo governo ha iniziato con il piede sbagliato", dice ancora Centinaio.

 

DIPLOMA O LAUREA? LA VERITA' SUGLI STUDI DEL MINISTRO

 

Ma qual è la verità sugli studi del neo ministro Fedeli? Fonti del ministero confermano ad Affaritaliani.it che il titolo di studio non è equivalente a una laurea. Ed è vero che la laurea in Scienze sociali è stata istituita solamente nel 1999. Ma scrivere, come fa la Fedeli sul suo sito, di essere in possesso di "un diploma di laurea  in Scienze sociali, presso UNSAS" non è una menzogna. La denominazione del titolo negli anni '70 e comunque prima dell'istituzione del corso di laurea in Scienze sociali era effettivamente quella. Dal ministero fanno notare che le informazioni riportate in tutte le biografie, compresa l'indicazione della scuola presso la quale è stato conseguito il titolo di studio, sono corrette ed esaustive. Ed effettivamente non si può dire il contrario, almeno per quanto riguarda comunicati e informazioni sul sito della Fedeli. Ma su un curriculum presente sullo stesso sito si trova scritto "laureata in Servizi sociali (attuale Scienze sociali)". Quello che si può dire è che certamente le denominazioni dei titoli di studio in Italia sono spesso oscure e fraintendibili. Leggere "diploma di laurea" senza approfondire con la girandola di denominazioni e titoli di studio succedutisi nel corso degli anni può generare dubbi legittimi. E resta il fatto che il ministro dell'Istruzione, seppure non sia un suo obbligo, non è laureata.

 

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