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Cronache
L’omicidio di Desirée e la cultura africana

L’omicidio di Desirée Mariottini ha fatto fare un salto di qualità nel degrado umano nel quale ci ha gettatola sinistra con il suo buonismo. Perché questo omicidio sarà anche figlio della disgregazione famigliare di cuiè stata vittima la ragazza ma è senz’altro riduttivo e sbagliato derubricare una simile bestialità umana asemplice fatto di cronaca. Questo omicidio è frutto della demenza comunista introdotta da Prodi nel 1998 quando, caso unico in Europa, introdusse la protezione umanitaria basata su giudizi discrezionali ed in molticasi concessa solo per stato di povertà. Se poi ci mettiamo dentro anche la mentalità dell’accogliere tuttisenza se e ma della Boldrini, della Bonino, dell’ANPI, allora completiamo il quadro della volontà didegradare il Paese. Fico, vera anima comunista del M5S, ha in qualche modo scusato questi stranieri chespacciano dicendo che “la coesione sociale è il mezzo fondamentale per costruire il resto della comunitàsolidale. Anche nei momenti difficili non ci vogliono ruspe ma più amore e partecipazione. Bisogna esserecostantemente nei quartieri difficili senza lasciare mai nessuno solo”. Ma c’è dell’altro e va ricercato nelcambiamento antropologico che queste nuove subculture africane stanno portando in Italia. Avevo giàscritto riguardo gli omicidi rituali praticati in Nigeria e paesi limitrofi. Le popolazioni africane restanoancora, per certi versi e in certi contesti, civiltà tribali (intesa nel senso identitario di gruppi in lotta per ilcontrollo di risorse nei nuovi contesti contemporanei spesso segnati dalla dissoluzione di ideologie eistituzioni unificanti (E. Treccani)), lontane dalle radici culturali e civili europee, in quanto nella societàromana i cittadini non erano semplicemente coloro che erano residenti su un suolo (come volevaintrodurre la riforma della sinistra con lo ius soli) ma coloro che si guadagnavano la cittadinanza; e la siconquistava con precise azioni come aver servito a Roma per qualche anno nel corpo dei vigili; aver spesouna cospicua parte del patrimonio personale per costruire una casa a Roma; aver portato a Roma frumentoper un certo numero di anni o infine dopo aver macinato grano a Roma per anni. Dunque chi vuol stare inItalia dovrebbe conquistare il diritto di starci altrimenti, se delinque, dovrebbe essere incarcerato e, nelcaso di accordi bilaterali tra stati, espulso (dopo aver espiato la condanna). Nell’antica Roma si perdeva lacittadinanza se si commettevano reati. Stiamo parlando di migliaia di anni fa. Bene, questi africani chehanno brutalmente drogato e stuprato una ragazza minorenne erano delinquenti e irregolari: “cittadinistranieri irregolari, privi di dimora e di mezzi di sostentamento” recita la disposizione di custodia cautelate.E lo sapevano anche le forze dell’ordine ma spacciavano indisturbati. I popoli africani, avendo ritualitàtribali che risalgono alla nascita dei primi uomini, non ha la percezione della gravità di quello che vienecommesso perché nella loro cultura non esiste il senso della famiglia come lo concepiamo in occidente. Lestatistiche sulla procreazione delle popolazioni sub sahariane, da cui provengono, ci dicono che una donnapartorisce almeno 6/7 figli nella propria vita e spesso, sfiancata, muore di parto. Vige inoltre la poligamia.Pertanto non c’è una educazione alla gestione degli istinti che restano tali senza essere modificati orepressi. Il bambino africano gettato su una strada fin dalla tenera età sviluppa l’istinto di sopravvivenzache lo porta avere la meglio sugli altri se vuole sopravvivere. Per il gambiano di Ragusa che ha violentato epicchiato un’altra africana immigrata è normale non dominare gli istinti riproduttivi; è nella sua culturaatavica. L’Africa, inoltre, non avendo avuto uno sviluppo culturale poggiante sui capisaldi della civiltàoccidentale come la filosofia, il progresso scientifico (inteso come età dei lumi), l’arte e via dicendo èrimasta ferma a pratiche sociali che non pongono il valore della vita umana come caposaldo dello sviluppoe progresso di una comunità. Non a caso i conflitti tribali più sanguinosi sono in Africa dove l’odio tra popolisi esprime su basi che nulla hanno a che fare con la razionalità (se così si può dire) di una guerra. Non c’èstrategia, ricerca tecnologica, visione. C’è solo l’istinto animale. E l’istinto animale è quello che è emersonella brutalizzazione del corpo della giovane romana come era emerso nel caso dello squartamento e lascarnificazione del corpo dell’altra ragazza finita in mano ad altre “risorse” africane, Pamela Mastropietro.

Inutile inoltre cercare conforto nelle parole della Chiesa Cattolica ormai allo sbando da quando c’è questopapa. Un’istituzione travolta da scandali di pedofilia non è più credibile e non lo sarà più perché si è rivelataincapace di gestire quel modernismo introdotto con il Concilio Vaticano II che ha spazzato via il vero sensospirituale della Caritas cristiana. Un silenzio su questo omicidio veramente imbarazzante. Se questogoverno non riformerà urgentemente la giustizia e non adotterà leggi speciali per arginare questi fatti dibarbarie che si leggono solo sui giornali del quarto mondo africano penso che l’Italia precipiterà, per vastezone, nell’instabilità sociale. Sono fatti che si stanno ripetendo con troppa frequenza e vanno fermati.

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