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Cronache
Weinstein, la Boldrini difende Asia Argento "Cara Asia ti scrivo"...

La Presidente della Camera Laura Boldrini è intervenuta dagli Usa con la solita irruenza sul caso del produttore Weinstein.

La Boldrini ha compiuto un endorsement totale -come era prevedibile- sul caso di Asia Argento e delle molestie che avrebbe subito da quello che fino a pochi giorni fa era l’Imperatore di Hollywood ed ora è circondato solo dai classici amici in fuga, come l’ex coppia presidenziale degli Obama’s.

La Presidente ha detto: “Cara sia, resta in Italia la gente è con te”, una specie di giaculatoria che assomiglia ad una preghiera religiosa che però sembra non trovare molta conferma proprio tra la gente.

Premesso che la molestia e soprattutto la violenza sessuale devono sempre essere perseguite “senza se e senza ma”, il caso della Argento presenta indubbiamente particolarità che hanno diviso la Rete e anche i media.

Intanto Asia Argento ha denunciato la cosa dopo venti anni ed ha continuato a fare film con il “produttore (p)orco”, anzi compare spesso nelle foto successive sorridente ed abbracciata a lui.

Vittorio Sgarbi ha riferito qualche giorno fa alla Zanzara che l’ex marito della Argento, Morgan, gli aveva detto che l’Argento avesse ottimi rapporti con il produttore-violentatore che la cercava a Roma con mazzi di fiori ed altre delicatezze, usando addirittura un elicottero per raggiungerla.

Una storia strana dicevamo condita anche dalla particolarità della violenza, “orale passiva”, ha prodotto parecchia ironia in Rete e qualcuno si è spinto a dire che il molestato, semmai, sarebbe stato proprio il produttore, nel caso.

Ci sono state diverse donne come Marina Ripa di Meana e Barbara D’Urso che hanno bacchettato l’Argento; il sospetto è che più che di vera violenza si sia trattato di un rapporto di reciprocità, un “do ut des”, ammantato più dai crismi della convenienza reciproca che della violenza il cui termine dovrebbe essere dedicato ai purtroppo tanti casi tragici come e quello di questa estate a Rimini che ha visto una ragazza violentata (veramente) sotto gli occhi del compagno sulla spiaggia.

Anche Vladimir Luxuria si è schierato contro l’attrice romana, accusandola di piagnistei ritardati dalla convenienza.

Interessante la campagna che sta facendo la giornalista  de Il Giornale, Laura Tecce, che ha attaccato Asia Argento e Laura Boldrini proprio dalla prospettiva delle donne e questo dimostra che la reazione non si è avuta solo da maschi miogeni e repressi, ma anche da molte donne libere e intelligenti che hanno ribadito che si deve dire semplicemente “no” e denunciare subito quanto accaduto senza far trascorrere decenni che lasciano aperta la porta ad altre interpretazioni.

Ne gioca a favore della Argento l’aver detto di esser estata violentata altre volte di cui una volta a 16 anni da un noto regista -guardandosi bene dal fare il nome- il che apre la strada, anche in questo caso, a interpretazioni imbarazzanti e controproducenti per lei.

Vittorio Feltri, direttore di Libero, è stato come suo stile molto diretto, come del resto Renato Farina che hanno detto, in buona sostanza, che darla per fare carriera è prostituzione.

Laura Boldrini, del resto, non è nuova a battaglie che se hanno idealmente un fondamento di verità ed importanza sociale finiscono poi contaminate e rese inutili da una alta carica ideologica in salsa acida femminista che vede negli uomini sempre e comunque dei nemici da combattere senza quartiere e questo non aiuta certo a quel giusto ed auspicabile processo di parità e nella giustissima lotta alla (vera) violenza.

La Boldrini ha fatto riferimento a crociate che negli Usa vanno sotto il nome del politically correct e che vedono il proprio alfiere in una testata storica americana, il New York Times, (ed in questo caso anche dal New Yorker) che però ha negli anni perso la sua credibilità appunto in battaglie ideologiche e radical chic che hanno per reazione prodotto l’”effetto Trump”.

Dalla Presidente della Camera vorremmo invece un comportamento non ideologico, dato il suo alto ruolo istituzionale, super partes, ricordandole che è la Presidente di tutti gli italiani, di tutti quegli uomini e di quelle donne (e sono la maggioranza) che vogliono una vera parità e rispetto reciproco, che combattono (veramente) la violenza e desiderano una società migliore e che, nel caso, non cedono ai ricatti dei datori di lavoro e che li denunciano subito e non dopo 20 anni.

 

 

 

 

Tags:
laura boldriniasia argentoweinsteinvittorio feltribarbara d'ursomorgan

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