A- A+
Cronache
Lubitz e Breivik, 2 stragi a confronto. "Il copilota? Schizofrenico, non depresso"

Di Carlo Patrignani

Far diagnosi a distanza può esser difficile ma non è impossibile almeno per chi ha dimestichezza come lo psichiatra romano Martino Riggio con il malato mentale e la malattia mentale, non solo quella grossolana, manifesta e evidente, ma anche quella subdola e invisibile che sta nella normalità, nel normale, e che dovrebbe esser riconosciuta da piccoli segni, da una certa espressione del volto, da un certo modo di parlare, da una certa postura.

Come nel caso di Andreas Lubitz, il co-pilota dell'Airbus 320 della Germawings che, per gli inquirenti, ha volontariamente e in stato di piena coscienza, diretto il volo Barcellona-Dusseldorf, che stava sorvolando le Alpi, a schiantarsi contro le montagne vicino a Barcellonette, provocando la morte dei 150 passeggeri a bordo. Non solo, ma la Procura di Dusseldorf ha ritrovato il tablet di Lubitz da cui è emerso che nei giorni precedenti al disastro, il co-pilota si è, sui motori di ricerca, informato sui metodi di come suicidarsi e sulle porte del cockpit e le loro misure di sicurezza: si profila insomma un'azione premeditata.

Da quanto emerso finora non è affatto un caso di depressione quanto di schizofrenia con tanto di delirio di onnipotenza, io sono Dio! Il depresso si ammazza e spesso in silenzio o al più ammazza a scopo salvifico altre persone ma a lui prossime, la moglie, i figli. Lo schizofrenico lucido e freddo, preciso e razionale, sin troppo, calcola e programma tutto nei minimi dettagli, poi aspetta il momento giusto per uccidere così per niente, senza motivo, come ha fatto Lubitz”, spiega lo psichiatra e psicoterapeuta Martino Riggio.

Una brevissima pausa, poi soppesando le parole, lo psichiatra e psicoterapeuta romano affonda la sua riflessione critica e per certi versi sconcertante.

Quel che spaventa è la sottovalutazione culturale della malattia mentale per cui nessuno - familiari, colleghi, medici - si è accorto mai di nulla, da una parte, e, dall'altra, questo dire della malattia mentale come di un modo di essere, della libertà di esser malati. E, ancora, che quello che ha fatto Lubitz lo può fare chiunque, divenuto pensiero comune, osserva lo psichiatra e psicoterapeuta.

Un aereo con 150 persone a bordo fra cui una scolaresca, in nove minuti perde quota lentamente fino a schiantarsi contro la montagna: e Lubitz alla guida dell'Airbus, dopo aver bloccato la porta blindata della cabina, innesca la discesa fino allo schianto senza titubanze e senza rispondere agli allarmi dalle torri di controllo.

Siamo davanti a una strage di inaudita, spietata violenza: diversamente da Anders Breivik che aveva un motivo delirante e non politico come disse Peppe Dell'Acqua per uccidere 77 persone, doveva fermare la decostruzione della cultura norvegese causata dall'immigrazione in massa dei musulmani, Lubitz ha distrutto la vita di 150 persone senza motivo, per niente; una compagnia aerea portandola probabilmente alla bancarotta e l'immagine di un paese, la Germania, efficientissimo e dove tutto funziona alla perfezione.

Se fosse stato davvero un depresso perchè non si è suicidato da solo e in silenzio ma ha coinvolto tante persone rendendo così il suo gesto eclatante come aveva detto alla fidanzata?, si domanda lo psichiatra e subito dopo chiarisce: secondo me è probabile che, come spesso si ritrova negli schizofrenici con delirio di onnipotenza, abbia tentato di creare il nulla.

Eppure sono fioccate sui media parole come depressione, narcisismo, suicidio etico, fino a evocare l'irreale, il demonio, o il solito refrain: puo' succedere a tutti gli esseri umani.

No, non è assolutamente vero: succede a chi, pur mantenendo l'efficienza fisica, la capacità razionale, la lucidità del comportamento, ha pero' perso la propria realtà interna, gli affetti, la sensibilità, per cui la vita propria e quella degli altri non ha più alcun valore e senso. Per me, la libertà di essere malati, come una certa cultura esistenzialista teorizza dal '68, in medicina non esiste, conclude Riggio.

Per la psichiatria, ancella povera della medicina, tuttora prigioniera di una cultura esistenzialista, derivata dal filosofo nazista Martin Heidegger, che recita il mantra la malattia mentale è un modo di essere, di esser liberi di esser malati si sarebbe all'anno zero e neanche l'incremento degli psicofarmaci sembrerebbe intaccare la credenza religiosa della malattia mentale come malattia organica o genetica, mentre è alquanto notorio che la malattia mentale è malattia del pensiero e del pensiero non cosciente.

Tags:
lubitzgermanwingslufthansafranciaairbus
Loading...
in vetrina
Neve in pianura confermata! Neve a Milano (e non solo), ecco quando. Neve in città: ecco dove e quando. Meteo neve

Neve in pianura confermata! Neve a Milano (e non solo), ecco quando. Neve in città: ecco dove e quando. Meteo neve

i più visti
in evidenza
FERRAGNI, MANI SUL REGGISENO "COSI' DIMOSTRO CHE HO LE..."

Katy Perry, sauna bollente

FERRAGNI, MANI SUL REGGISENO
"COSI' DIMOSTRO CHE HO LE..."


Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

casa, immobiliare
motori
LEAF si trasforma in TREE per elettrizzare il Natale

LEAF si trasforma in TREE per elettrizzare il Natale


RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2019 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.