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Cronache
M5s, congiure, pistole, no vax: benvenuti alla fiera delle assurdità grilline
Francesca Benevento

Il m5s non finisce mai di far parlare di sé e di sfornare fenomeni sempre nuovi. Chi pensava che, in corsa verso il Governo, i grillini si fossero lasciati alle spalle scie chimiche e microchip e avessero messo la testa a posto, si sbaglia di grosso. Ogni giorno, infatti, spunta una nuova assurdità o stramberia da parte di qualche esponente del M5s.

Di questi giorni è la vicenda della pentastellata Patrizia Cadau, candidata sindaco di Oristano grazie a "ben" trentuno click, che ha fatto scalpore per una foto in cui, fasciata in una canotta di paillettes, sfoggia tanto di pistola. Si difende la Cadau dall'attacco mediatico, sostenendo che l'arma era una provocazione, essendo stata soprannominata "Colt" per la sua prontezza di risposta. Ma il fatto che sulla sua bacheca facebook consideri  addirittura "straordinario" (cit.) il risultato personale di trentuno preferenze lascia già intendere che la signora darà grandissime soddisfazioni alla stampa nel prossimo futuro, viste anche le sue spregiudicate ed esplicite dichiarazioni sulle donne e il sesso orale affidate ai social qualche tempo fa e già diventate virali.

Tra i fenomeni grillini non possiamo non citare Luigi Di Maio e le sue clamorose sgrammaticature ormai divenute celebri. Il problema tuttavia è quando, dai congiuntivi traballanti, passa a dichiarazioni sconcertanti quali l'ultimissima sui barconi di migranti da lui definiti "taxi del Mediterraneo". Un ritratto piuttosto offensivo e tragicamente irrispettoso verso quegli uomini, quelle donne e quei bambini che, su quei "taxi" soffrono le pene dell'inferno e che spesso trovano la morte. 

Di questi giorni anche l'abominevole congiura del lobbista misterioso per la diffusione dei vaccini. E' la consigliera del XII municipio di Roma Francesca Benevento ad affidare a facebook, per poi cancellarlo dopo una valanga di insulti e improperi da parte della rete, un post in cui la bella pentastellata racconta di aver qualche anno fa captato accidentalmente una conversazione segretissima all'aeroporto di Bruxelles tra un non meglio precisato "ex candidato sindaco di SuRmona (cit.) poi diventato lobbista" (ovviamente del Pd) e un parlamentare europeo. Tra vari forse, presumo, chissà, riferimenti assurdi al papilloma virus per i gay, nome di Pasteur stravolto in Paster, e così via, la consigliera Benevento ha imbastito una "spy-story de periferia" sperando di far scoprire chissà quale misterioso complotto di "Big Pharma", ma riuscendo solo ahilei (e ahinoi) a farsi un'epica figuraccia.

Figuraccia acuita poi dalla smentita personale di Antonio Iannamorelli, che si è riconosciuto nel post della consigliera e che ha affidato a nextquotidiano un'intervista chiarificatrice, rivelando che lobbista (per Reti) lo era già prima di presentarsi alle elezioni e che ha continuato a farlo (e alla luce del sole, peraltro, grazie a giornate di "open lobbying" organizzate dalla sua azienda). E che soprattutto la conversazione segretissima era in realtà una chiacchierata informale che non aveva minimamente lo scopo di promuovere l'acquisto di vaccini tramite un intrigo internazionale. Se la Benevento voleva delineare una sorta di cospirazione mondiale alla James Bond, è  invece certo che il suo bizzarro post - poi cancellato, vista la malaparata - ricordava di più "Le spie che vengono dal semifreddo" di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.

Per chiudere questa carrellata - ma si potrebbero citare una miriade di altri esempi - come non parlare della mitica assessora romana all'Ambiente, Pinuccia Montanari, che in un accorato discorso ha sostenuto a spada tratta che, malgrado la sua attività indefessa di "sopralluoghista", "a Roma non ha mai visto un topo"? La dichiarazione ha scatenato, com'è ovvio, un putiferio di critiche e ilarità, visto che a Villa Gordiani qualche giorno fa un bambino è stato addirittura morso da un topo; che ogni giorno sui social vengano diffusi video con protagoniste colonie di topi che scorrazzano indisturbati per le strade; che l'emergenza roditori nella Capitale sia un fenomeno noto e arcinoto che inizia a creare serissimi problemi. Tanto che sono molti a sostenere che ormai nell'Urbe vi siano più topi che romani. 

Ma nel meraviglioso mondo di Gaia, evidentemente, le sirene sono all'ordine del giorno mentre i topi sono  amene creature mitologiche. Un po' come i grillini, insomma. Amene creature mitologiche cui, ahinoi, paghiamo fior di stipendi nelle istituzioni. 

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