"Riina non ha che una strada se vuole dire davvero qualcosa sulla strage di via D'Amelio: collabori con la giustizia. E' chiaro che il suo messaggio era rivolto a noi. Se ha qualcosa da dire siamo pronti ad ascoltarlo". Il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari torna sulle dichiarazioni di Toto' Riina rilasciate attraverso il suo avvocato e nelle quali si dice stanco di fare "da parafulmine" e indica gli apparati dello Stato come i veri responsabili della morte di Paolo Borsellino.
Proprio la procura di Caltanissetta è titolare delle indagini ancora aperte sull'attentato dell'Addaura contro Giovanni Falcone e sulle stragi di Capaci e via D'Amelio. Lari si dice poi pessimista sulla possibilità di ritrovare l'agenda rossa nella quale Borsellino annotava le sue intuizioni e acquisizioni investigative e probabilmente anche riferimenti sulla presunta trattativa tra Cosa nostra e pezzi dello Stato: "Chi ne è entrato in possesso avrà fatto di tutto perché non venga mai trovata".
Poi il riferimento alle poche forze di cui dispone la sua Procura, nonostante si occupi di indagini cruciali, non solo relative alle stragi e alla trattativa per fermarle, ma anche alle cosche nissene ed ennesi: "Indagini - sottolinea - condotte da me, da due aggiunti e da due sostituti, cinque sulle sette unità previste, mi sarei atteso dallo Stato più mezzi e uomini".
LE REAZIONI/ Nel diciassettesimo anniversario dell'attentato a Paolo Borsellino, Fabrizio Cicchitto ha rinnovato la solidarieta' alla famiglia del giudice e invitato a non dare troppo credito alle rivelazioni sui rapporti tra mafia e politica. "Nell'anniversario dell'assassinio di Paolo Borsellino, che lo accomuna a Giovanni Falcone, riconfermiamo la nostra solidarieta' alla moglie, ai figli, al fratello, alla sorella e ai familiari degli agenti della scorta", ha dichiarato il presidente dei deputati del Pdl in una nota. "In vita, sia Paolo Borsellino sia Giovanni Falcone, ebbero solidarieta' e contrasti del tutto al di fuori degli schemi correnti e delle divisioni politiche tradizionali", ha ricordato, "sul terreno della lotta reale alla mafia gli schieramenti erano del tutto trasversali in ogni settore, nella politica cosi' come nella magistratura, cosi' come nei corpi dello Stato. Chi fornisce versioni diverse opera una manipolazione propagandistica della realta'". Adesso, ha insistito, "si parla di nuove possibilita' di far luce completa su quei crimini, compresi gli eventuali mandanti. Le indagini sono nel loro corso e ci auguriamo che raggiungano risultati incontrovertibili". Tuttavia, ha aggiunto, "rispetto a cio' che emerge in questi giorni ci permettiamo di fare una sola osservazione: ci auguriamo che, quali che siano le loro cosiddette rivelazioni, nessuno prendera' per oro colato cio' che dicono o diranno personaggi come Toto' Riina e come il figlio di Ciancimino. E' pleonastico dirlo, ma comunque riteniamo che vada detto che si tratta di individui cosi' inquietanti che solo riscontri solidissimi potranno confermare eventuali rivelazioni, quali che esse siano".
LUMIA- È vero, l'agenda rossa è un punto di snodo per entrare nel sistema delle collusioni tra cosa nostra e pezzi deviati dello Stato. Si deve fare di tutto per recuperarla». Lo ha detto Giuseppe Lumia (Pd), che partecipa alla manifestazione davanti al Palazzo di Giustizia con decine di persone con in mano un'agenda rossa per chiedere «giustizia per Paolo Borsellino». «Bisogna adoperarsi con strumenti e mezzi che non si devono fermare di fronte a nessuna porta -ha aggiunto Lumia- neanche di fronte agli archivi e ai segretri di Stato. Certo, sarebbe il caso che chi sa venisse allo scoperto».