Maltempo/ Nubifragi, colpa dell'inverno in ritardo

Le previsioni per Affaritaliani.it del colonnello Mario Giuliacci

Giovedì, 29 novembre 2012 - 08:36:00

 

 
giuliacci b

"MARI ITALIANI TROPPO CALDI. ASPETTIAMOCI ALTRE ALLUVIONI"

 

"Nubifragi, trombe d'aria, grandine. Il maltempo si abbatte con violenza sull'Italia. "Una conseguenza dell'estate da record che abbiamo avuto quest'anno: aspettiamoci una stagione autunnale ancora più violenta di quella del 2011. E poi un inverno con freddo record". Lo spiega ad Affaritaliani.it il colonnello Mario Giuliacci. "Una premessa: l'autunno è da sempre la stagione più piovosa dell'anno, perché le perturbazioni atlantiche arrivano sul Mediterraneo, che è più caldo di 2-3 gradi rispetto all'oceano. Così queste masse d'aria si umidificano dal basso e diventano foriere di nubi piovose e temporalesche".

A che cosa sono dovuti questi eventi così violenti rispetto al passato?
"Negli ultimi 20 anni il Mediterraneo è diventato più caldo di un grado e mezzo, quindi le perturbazioni atlantiche assorbono ancora più calore e più vapore. A questo si aggiunge un'estate di tempo sereno durata quasi tre mesi, la stagione più calda degli ultimi 15 anni. Il mare si è surriscaldato ulteriormente, siamo quasi due gradi sopra la media di novembre. Quindi il fenomeno dei temporali si moltiplica all'ennesima potenza".

Perché alcune zone sono più flagellate?
"Le prime regioni che le perturbazioni atlantiche incontrano sono quelle tirreniche, la Liguria e il Nord-Ovest".

E la tromba d'aria a Taranto allora?
"Lì siamo sullo Jonio, che è il più caldo tra tutti i mari italiani: due gradi in più rispetto agli altri. Ecco perché aumenta la probabilità di tromba d'aria".

Perché i meteorologi non hanno previsto?
"I modelli fisico-matematici non riescono ancora a individuare con precisione i luoghi dove si abbatteranno i nubifragi. Possiamo individuare le macro-regioni, come Alta Toscana, Basso Piemonte piuttosto che Riviera di Levante o di Ponente. E così abbiamo fatto. Nel caso di forti temporali in arrivo riusciamo a prevederlo anche 4-5 giorni prima, ma la Protezione Civile dovrebbe stare sempre pronta. Bastano 24 ore per intervenire".

Come sarà l'inverno? Nel rapporto annuale dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale il 2012 si è rivelato l'anno dei fenomeni meteorologici estremi, soprattutto nell'emisfero settentrionale: caldo record alternato a periodi di freddo estremo, scioglimento senza precedenti della banchisa artica.
"Sarà un inverno più freddo del normale e anche con più precipitazioni nevose. Questo per diverse anomalie e fenomeni in corso. Oltre al surriscaldamento globale, ci sono i venti sulla verticale equatoriale, che quest'anno gireranno da est verso ovest agevolando la discesa di aria fredda dal polo verso le basse latitudini. Anche il fatto che i ghiacci polari siano alla minima estensione gioca a favore della discesa di aria fredda, come dimostra anche il maggiore innevamento delle terre nell'emisfero settentrionale: segno che l'aria fredda esce al di fuori del circolo polare. Infine, quest'anno registriamo un sole decisamente pigro, con un numero di mcchie solari mai così basso negli ultimi cento anni".

Le cronache, nelle ultime ore, ci hanno riferito delle conseguenze della forte ondata di maltempo che ha colpito nella giornata di ieri una buona parte della nostra penisola, portando piogge forti anche a carattere di nubifragio che hanno particolarmente colpito il Nord-Est, le regioni tirreniche e la Puglia, dove si è verificata una tromba d'aria nella provincia di Taranto. Ancora una volta, l'atmosfera ci propone eventi estremi che si ripetono a breve distanza uno dall'altro, specie se facciamo riferimento alla recente alluvione che ha colpito la Toscana qualche settimana fa. C'è un motivo che spiega perché, ancora una volta, siamo stati interessati da fenomeni così particolarmente intensi? Sì... e questa ragione va cercata negli accesi contrasti che si sono avuti proprio sul Mediterraneo nelle ultime 24-48 ore.

satellite 28nov

 

La perturbazione n.8 di novembre, come previsto dal Centro www.meteogiuliacci.it, si è infatti formata dallo scontro tra due masse d'aria dalle caratteristiche molto diverse, come si può osservare dall'elaborazione sull'immagine dal satellite: una fredda che è arrivata direttamente dal circolo polare muovendosi lungo il bordo orientale dell'Anticiclone delle Azzorre che si è esteso fino al Nord Atlantico e l'altra più calda ed umida che si è invece sollevata dal Nord Africa e si è mossa verso le nostre regioni. Queste due masse d'aria hanno poi disegnato un vortice di bassa pressione che dalle Isole Baleari si è mosso verso il Golfo Ligure.

Ebbene... quando ciò accade, l'Italia entra in una fase di forte maltempo! Ed è proprio da questa interazione di masse d'aria così diverse che si arriva all'accentuazione dei contrasti termici: come è noto, più in atmosfera i contrasti sono accesi e maggiore è la probabilità che i fenomeni diventino violenti. Di solito questo tipo di eventi sono più comuni tra settembre ed ottobre, quando si aggiunge come aggravante anche una superficie marina ancora calda, per via del calore accumulato durante l'estate. Quest'anno, invece, abbiamo ripetuto lo stesso quadro anche a fine novembre, come se fossimo un mese in ritardo sulla tabella di marcia.

 

LA CRONACA

A PADOVA UN ANZIANO DISPERSO - "Vado al fiume". Così ha detto alla moglie, uscendo di casa, un pensionato di 64 anni di Borgoricco, in provincia  di Padova, disperso da mercoledì sera. Voleva sincerarsi delle condizioni della piena del fiume Muson dei Sassi. L'uomo non ha più fatto ritorno a casa, la sua bici è stata ritrovata poco distante dal fiume

MALTEMPO: ANAS, RIAPERTO TRATTO AURELIA TRA TOSCANA E LIGURIA - E' tornata regolare la circolazione lungo la strada statale 1 Aurelia, al confine tra la Liguria e la Toscana, dove e' stato riaperto al traffico il tratto di strada tra il km 389,000 e il km 390,000, chiuso ieri per dell'esondazione del torrente in localita' Sarzana. Lo riferisce l'Anas in una nota. Riaperto anche il tratto toscano compreso dal km 388,600 al km 388,900, nei pressi del Bivio per 'Ortonovo', in provincia di Massa Carrara. Nella mattinata nelle Marche e' stata chiusa per allagamento la strada statale 76 'della val d'Esino', al km 9 in direzione Ancona. Uscita obbligatoria a Fabriano ovest e proseguimento su ex statale 76.

COLDIRETTI, IL PO E' SALITO DI 3 METRI IN UN GIORNO - Il livello idrometrico del fiume Po e' gia' salito di quasi 3 metri in sole ventiquattro ore per effetto delle intense precipitazioni che hanno provocato la piena di molti fiumi. E' quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti, a Ponte della Becca a meta' giornata, che evidenzia come lo stato del principale fiume italiano sia significativo delle difficolta' negli altri corsi d'acqua in una situazione in cui la piena dei fiumi minaccia ed ha gia' provocato allagamenti nelle campagne dove si registrano anche frane e smottamenti. L'Italia - sostiene la Coldiretti - paga il prezzo della mancanza di una politica territoriale che ha favorito l'abbandono dell'agricoltura nelle zone difficili e la cementificazione in quelle piu' ricche con il risultato che a livello nazionale ci sono - sottolinea la Coldiretti - 6633 i comuni complessivamente a rischio, l'82 per cento del totale. Con gli ultimi nubifragi autunnali che si sono abbattuti i danni diretti e indiretti provocati all'agricoltura dagli eventi estremi nel 2012 - conclude la Coldiretti - hanno superato i 3 miliardi i euro, con neve e ghiaccio che hanno bloccato l'Italia durante l'inverno e poi da caldo e siccita' estivi che hanno bruciato i raccolti.

VENEZIA, IERI SERA PICCO 'ACQUA ALTA' A 127 CM - L'Istituzione Centro Previsioni e Segnalazioni Maree ha registrato ieri sera, alle ore 22.20, al mareografo di Punta della Salute, una punta massima di marea di 127 cm sullo zero mareografico. All'origine del fenomeno, il transito di una perturbazione con un vortice di bassa pressione sull'Alto Tirreno, che ha provocato maltempo su tutta l'Italia, e ha suscitato venti di scirocco su tutto l'Adriatico. Il direttore dell'Istituzione, Paolo Canestrelli, risponde cosi' alle polemiche per le previsioni non sempre esatte. "La situazione generale, con perturbazioni molto estese e molto intense e di rilevante variabilita' (soprattutto per quanto riguarda i tempi di arrivo), rende difficoltose - spiega Canestrelli - le previsioni meteorologiche anche degli enti piu' qualificati, e di conseguenza anche le previsioni di marea elaborate dai 19 modelli matematici del Centro Maree, in gran parte basate su quelle previsioni meteo. A fronte di eventi estremi e talora con aspetti anomali, come quelli di questi giorni, il Centro Maree lavora per monitorare costantemente la situazione e quindi, se del caso, modificare costantemente le previsioni, la cui esattezza, ovviamente, aumenta con l'avvicinarsi dei fenomeni: di qui, da parte dei cittadini, la necessita' di seguire le modifiche sui vari mezzi a disposizione, dalla segreteria telefonica ai servizi in Internet del Comune e del Centro Maree, dai bollettini via e-mail agli sms, da Twitter a Facebook", ha spiegato. La massima di marea ha toccato stamattina gli 85 centimetri attorno alle 11, mentre, per stasera, poco prima della mezzanotte, e' prevista a 105 centimetri.

PROTEZIONE CIVILE ROMA, TEVERE A 8,90 METRI A RIPETTA - Il Tevere ha raggiunto un'altezza di 8,90 metri nel tratto di Ripetta, nella Capitale. Lo comunica la protezione civile del Campidoglio. "Sono stati attivati i presidi di monitoraggio del Tevere - spiega una nota -a causa delle forti precipitazioni che da ieri stanno interessando l'alto Lazio e tutto il bacino del Tevere. Si registra un innalzamento idrometrico anche nel tratto del fiume che attraversa la citta' e secondo le rilevazioni dell Ufficio mareografico e idrografico della Regione Lazio, la soglia delle banchine e' stata superata questa notte intorno all'una mentre alle ore 11.30 il Tevere ha raggiunto nella stazione di Ripetta un altezza di 8,90 metri". Secondo l'ufficio tecnico regionale, "in serata il Tevere raggiungera' i 10 metri di altezza a Ripetta e si manterra' su queste quote per almeno 24 ore". Si tratta, comunque, di livelli molto lontani dal colmo di massima raggiunto il 16 novembre scorso quando le acque sfiorarono i 13,49 metri nel tratto centrale del fiume. Il livello di attenzione e' scattato anche per l innalzamento idrometrico dell Aniene che alla confluenza con il Tevere, a Ponte Salario, ha raggiunto i 5,25 metri. La Protezione civile del Campidoglio, in costante contatto con le competenti autorita' regionali, "ha disposto l'attivazione di presidi di monitoraggio con squadre miste di operatori capitolini e volontari presso i punti storicamente piu' sensibili di Ostia Idroscalo, Prato Lungo, Prima Porta, Tiburtina e Ponte Milvio". 




0 mi piace, 0 non mi piace
In Vetrina


Titoli Stato/ Collocati 6,5 mld Btp, tassi a minimi record
Riforme/ Guerini (Pd): verso elezione indiretta Senato
Alitalia/ Uilt, non arrivata lettera da Etihad
Riforme/ Renzi: se non si trova sintesi pronto a passo indietro
Milan/ Berlusconi: vendita club fantasia altrui
Mps/ Grillo: questa e' la mafia del capitalismo
Mps/ Grillo, facciamo casino per fare un po' di trasparenza
Berlusconi/ Vede foto Merkel e dice "Aridatece Kohl"
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

LA CASA PER TE

Trova la casa giusta per te su Casa.it
Trovala subito

Prestito

Finanziamento Agos Ducato: fai un preventivo on line
SCOPRI RATA

BIGLIETTI

Non puoi andare al concerto? Vendi su Bakeca.it il tuo biglietto
PUBBLICA ORA