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Cronache
Migranti, arrestata paladina dei profughi sospettata di aiutare gli scafisti

La nuotatrice siriana Sarah Mardini è stata arrestata in Grecia assieme ad alcuni operatori della Ong Erci (Emergency Response Center International).

Le accuse sono gravissime: spionaggio, riciclaggio e traffico di esseri umani, il tutto perpetrato secondo gli inquirenti in collaborazione con gli stessi aguzzini dei migranti e dei profughi di cui la giovane era divenuta una sorta di eroina internazionale, ovvero gli scafisti. 

Ventitré anni, rifugiata anch'essa, profuga siriana accolta in Germania, Sarah Mardini aveva commosso il mondo qualche anno fa, nel 2015, quando con la sorella Yusra, anch'ella nuotatrice, si gettò in acqua mentre il loro barcone era finito in avaria. Le due ragazze avevano quindi trascinato a riva una ventina di compagni migranti salvando loro la vita.

Una volta giunte in Germania e ottenuta la protezione internazionale, Yusra aveva continuato la carriera di nuotatrice diventando ambasciatrice Unchr e partecipando alle olimpiadi di Rio con la squadra dei rifugiati. Sarah si era invece dedicata alla causa dei migranti, causa che qualche giorno fa l'aveva portata a Lesbo, in Grecia, dove le autorità l'hanno per l'appunto arrestata assieme ad altri operatori della succitata Ong.

Sarebbero infatti emerse evidenze di attività criminose portate avanti da un racket scrupolosamente organizzato che favoriva l'ingresso illegale di stranieri, e la Ong è sospettata di aver collaborato in maniera attiva con i trafficanti di esseri umani, tenendo sotto controllo illegalmente il flusso di comunicazioni radio di Frontex e della Guardia Costiera greca. Sarah in particolare è accusata di aver preso direttamente accordi con gli scafisti su gruppi Whatsapp per aiutare i migranti in arrivo dal mare. Ora è tenuta in custodia in un carcere di massima sicurezza ad Atene.

Il suo legale Haris Petsikos, che difende anche il volontario tedesco 24enne Sean Binder, anch'egli arrestato con le stesse ipotesi di reato, respinge ogni accusa: "Stava svolgendo semplicemente il suo lavoro di volontaria. Non c'è uno straccio di prova contro di lei". E aggiunge: "Per giunta, quando i reati ipotizzati sono stati commessi, la mia cliente non era neppure in Grecia".

Non è ancora stata fissata una data per il processo, ma per la legislazione greca Sarah rischia fino a diciotto mesi di carcere.

 

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