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Cronache
Migranti, "nessun ammutinamento a bordo". Allarme per sbarcare in Italia?

"Nessuna rivolta dei migranti a bordo della Vos Thalassa"

Emergono dubbi su quanto accaduto a bordo della Vos Thalassa, la nave che ha raccolto 67 migranti nel mar Mediterraneo per poi lasciarli alla Diciotti della Guardia Costiera. Cristiano Vattuone, responsabile tecnico della società che controlla la Vos Thalassa, ha ridimensionato di molto la situazione che si è venuta a creare a bordo in un'intervista a la Verità. A questo punto, se l'ammutinamento non c'è stato, il sospetto è che parlarne fosse un espediente per far sbarcare i migranti in Italia.

"La situazione è stata pesantemente ingigantita. Non ci sono state insurrezioni né pestaggi", dice Vattuone a la Verità. La versione conosciuta finora è che i profughi, una volta che si presenta il rischio di essere trasferiti su una motovedetta libica e dunque tornare in Africa mostrano segni di rivolta con una situazione che diventa ingestibile a bordo. Nelle email inviate dalla Vos Thalassa si legge che i migranti avrebbero accerchiato il primo ufficiale, spintonandolo e minacciandolo. "Per tranquillizzare la situazione abbiamo dovuto affermare che verrà una motovedetta italiana. A un possibile intervento libico ci sarebbe stata una reazione non certo pacifica", si legge nelle mail. E ancora: "Siamo seriamente preoccupati per l'incolumità del nostro equipaggio e della nostra nave battente bandiera italiana (...) Non possiamo permetterci di mettere a repentaglio la vita del nostro equipaggio, che ha il diritto sacrosanto di tornare a casa dalle proprie famiglie".

Ma Vattuone, parlando a la Verità, spiega che a bordo "ci sono stati momenti di tensione, di confusione", perché "i migranti non volevano essere riconsegnati ai libici che poi non si sa che cosa ne facciano". Ma secondo il responsabile tecnico non ci sono state "rivolte". "Non è stato picchiato nessuno, non ci sono stati pestaggi", dice, e parla di una situazione "pesantemente ingigantita". E allora, suggerisce la Verità, emerge il sospetto che la prima preoccupazione della nave fosse quella di favorire un intervento italiano. "Non possiamo stare una settimana con 60-70 persone a bordo in attesa di indicazioni", dice Vattuone. "Non possiamo stare una settimana a cercare i porti che decidono loro. Abbiamo sollecitato Roma, certo, dobbiamo sollecitare perché vengano trovate soluzioni rapide".

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