"Migranti, se si chiudono i porti arrivano in aereo. L'Europa agisca unita" - Affaritaliani.it
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Cronache
"Migranti, se si chiudono i porti arrivano in aereo. L'Europa agisca unita"

Andrea Di Nicola, qual è la situazione nel Mediterraneo? 

Ci stiamo concentrando sulla Libia ma i problemi si stanno spostando in Tunisia. Da qualche anno si erano interrotti gli sbarchi da lì ma ora si stanno rinvigorendo. Bisognerebbe chiedersi come mai. Si tratta di un problema globale a cui va trovata una risposta globale. 

E' vero che l'Italia è stata lasciata sola?

L'Italia è stata sicuramente lasciata sola. Si tratta di un flusso difficilmente arrestabile. E non si tratta solo di clandestini. Il numero di richieste di asilo reali sta aumentando esponenzialmente con l'aumento a sua volta esponenziale dei problemi geopolitici. 

E' giusto rafforzare i confini?

Il problema è che più si alzano muri e barriere e più si permette ai trafficanti di guadagnare. Me lo hanno detto loro stessi nel libro che ho scritto su questo tema ("Confessioni di un trafficante di uomini", Chiarelettere, ndr). Più è pericoloso e difficile entrare in Europa e più i trafficanti alzano i prezzi. E non è che questo fa desistere chi vuole partire perché nella grande maggioranza dei casi chi si mette su un barcone, o ci mette un proprio figlio, lo fa perché non può fare altrimenti.

Come giudica l'operato del governo e del Viminale sul caso Aquarius?

Si può essere più duri ma essere solo duri senza eliminare le cause del fenomeno serve a poco. Qualunque governo o ministro che voglia provare a fare qualcosa di concreto deve agire contemporaneamente su tutte le variabili e insieme a tutti gli stati dell'Unione europea. Chiudere ed essere duri senza incidere sulle cause e sul traffico internazionale non farà altro che rendere più il viaggio ancora più pericoloso per i profughi e più redditizio per i trafficanti. Perché queste persone continueranno ad arrivare, in un modo o nell'altro. Il Mediterraneo è come uno scolapasta. Puoi mettere la mano sulla Libia e fermare il flusso da lì, ma l'acqua esce da altri buchi. 

Che cosa dovrebbe fare l'Europa?

La disomogeneità della politica europea sul tema facilita, e di molto, il lavoro dei trafficanti.  Bisogna avere regole sulle richieste di asilo chiare e omogenee. Serve dare asilo a chi lo merita in maniera più veloce, creare  luoghi intermedi dove esaminare le richieste, magari anche vicino ai luoghi dai quali le persone scappano, così da recidere alla fonte il business dei trafficanti. Non dimentichiamoci che queste persone pagano in media ottomila dollari ai trafficanti, soldi che poi vanno ad alimentare altri business come quelli di droga e armi.

Può essere, come sostiene qualcuno, che da Libia e Tunisia siano ripartiti gli sbarchi anche per "rinegoziare" i termini del controllo delle partenze con il nuovo governo?

Questo può essere ma in particolare credo che i criminali stiano cercando una via di fuga alternativa. I trafficanti si muovono secondo l'opportunismo del momento tra Turchia, Balcani, addirittura per via aerea. Se si pensa che bloccando il flusso dal Mediterraneo si risolva il problema ci sbagliamo. Si creeranno altre rotte. Magari chi se lo può permettere arriverà a Malpensa e Fiumicino con documenti falsi. Saranno 80 invece che 100 e il fenomeno sarà meno visibile di quello dei barconi ma il problema rimarrebbe tale e quale. Qualunque politica si scelga, morbida o dura, deve fare i conti con un fenomeno che non si arresta solo coi muri ma che si può gestire al meglio solo con politiche internazionali, cooperazione e attenzione alle cause.

Tornando ad Aquarius, c'è da dire che la mossa di Salvini ha portato all'approdo della nave in Spagna. Può essere dunque che un atteggiamento del genere possa servire per rendere gli altri Stati europei più attivi sul tema dell'accoglienza?

Dipende da quello che c'è dietro questa mossa. Se l'atteggiamento di Salvini è motivato da una strategia di ampio respiro per ottenere una migliore organizzazione delle politiche europee senza dimenticarsi le vite umane e i nostri principi di solidarietà ben venga. Se invece è solo un modo per mostrare i muscoli e per arrivare alla costruzione di nuovi muri come i nostri vicini allora è tutto deprecabile. Vedremo. Potremo giudicare tra qualche tempo. Ma la cosa importante è che si capisca che questo problema può essere gestito solo con una visione politica comune. Cosa che, purtroppo, per ora non si è mai realizzata. Il regolamento di Dublino deve essere cambiato. Se la richiesta di asilo va gestita nel Paese di primo approdo diventa una guerra a chi lascia fuori. L'Europa deve garantire il diritto alla vita agendo però con regole chiare e omogenee e non procedere, come purtroppo sembra anche adesso, in ordine sparso. Così non si risolverà mai nulla.

twitter11@LorenzoLamperti

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