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Cronache
Arata-Nicastri, finanziati da società Mef: "Gse ha pagato?" Intercettazioni

Corruzione: 'gruppo Arata-Nicastri', al vaglio finanziamenti Stato e di società del Mef

La Dda di Palermo e la Dia di Trapani indagano sui finanziamenti statali e di società del Mef ma anche sui presunti contatti che Vito Nicastri, il prestanome di Matteo Messina Denaro, al centro dell'inchiesta che vede indagati anche il faccendiere Paolo Arata e il sottosegretario leghista Armando Siri, avrebbe avuto col presidente del Cpem, Carlo Buonfrate, al vertice del Consorzio dei produttori di energia da mini-eolico.

Le intercettazioni: "Ho preparato tutti i contatti"

In alcune intercettazioni, Nicastri, che si trovava agli arresti domiciliari, fa infatti riferimenti a presunti rapporti diretti: "Io ho preparato tutti i contatti per Carlo Buonfrate... glieli mando stasera". Il dialogo, il 30 ottobre 2018, era tra l'imprenditore del settore eolico e il figlio del professore ex deputato di Forza Italia, Francesco Arata. Quest'ultimo rispondeva: "Ah, ottimo, ottimo, che gia' me li ha chiesti un po' di volte". "Lo so, tutto pronto. Li ho corretti, li ho aggiustati", ribadiva Nicastri, tornato in carcere, la settimana scorsa, proprio per avere ripetutamente violato i divieti di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi, cosi' come gli era stato imposto dal tribunale del riesame un anno fa. Da altre intercettazioni emerge che c'era una situazione da sbloccare "con Carlo", senza ulteriori riferimenti.

I fondi per il mini eolico del Gse, società per azioni del Mef. "Tremila da tuo padre e tremila dal Gse"

Le voci dei protagonisti fanno emergere anche che le societa' di quello che il procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guido e il pm Gianluca De Leo definiscono il "gruppo Arata-Nicastri", incassavano, ancora a fine 2018, i fondi a sostegno del mini-eolico dal Gse, Gestore dei servizi energetici, societa' per azioni interamente controllata dal ministero delle Finanze. "Dovresti fare una cortesia", dice il re dell'eolico. "Domani o dopodomani Manlio (il figlio di Nicastri, ndr), incassa quattromila euro per quel progetto di Anguillara e facciamo la richiesta su Marsala, poi c'è da fare quella su Monreale e servono altri tremila euro... fatteli prestare da tuo padre e poi glieli diamo". E il figlio di Arata risponde: "Ce li abbiamo comunque sul conto, perché oggi ci paga il Gse, quindi ci sono". Nicastri replica: "Tremila da tuo padre e tremila li pigliamo noi magari, è giusto? Ma il Gse è arrivato?".

Nicastri nel 2017 subi' la confisca di un patrimonio smisurato, da oltre un miliardo di euro, sul presupposto che una gran parte dei suoi beni appartenessero in realta' al superlatitante di Castelvetrano (Trapani) Messina Denaro.

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