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Cronache
Odio contro disabili, donne, ebrei, gay, neri: estate 2017 più cattiva che mai

L'ultimo caso in ordine di tempo è quello degli insulti raccapriccianti agli abitanti di Ischia, vittime del terremoto, con felicitazioni per il sisma corredate di preghiere affinché la calamità possa colpire più duramente i "napoletani". "Avevo sperato nel Vesuvio, ma il terremoto va bene lo stesso" uno dei commenti più rappresentativi e più "magnanimi".

Il tutto, mentre non si è ancora placata spenta l'indignazione per il caso del disabile insultato pesantemente su un cartello affisso nel parcheggio di un centro commerciale. Il suo reato: aver avvertito la polizia municipale per segnalare di un posto riservato ai disabili abusivamente occupato da un'auto. Ma l'estate 2017, in Italia, si è contraddistinta non soltanto per il caldo e la siccità, ma proprio per casi eclatanti di intolleranza contro chiunque e contro qualsiasi categoria di persone, così, per non scontentare nessuno.

Abbiamo avuto i soliti omicidi di donne, immancabili in ogni stagione, culminati qualche giorno fa nel caso raccapricciante di Nicoletta Diotallevi, strangolata, fatta e pezzi e gettata nella spazzatura dal fratello con cui viveva. Ma senza arrivare all'omicidio, abbiamo assistito a una recrudescenza di aggressioni verbali sui social network, tanto da far gridare "basta" alla presidente della Camera Laura Boldrini, primo bersaglio di esortazioni allo stupro di massa, acidi sfregianti, auguri di morte e inviti al suicidio. La sorte di Laura Boldrini è simile a quella di ogni donna che osi esprimere un'opinione diversa dal branco sui temi caldi

Nell'estate 2017, non sono mancati, ovviamente, eclatanti casi di omofobia, come quello dell'albergatore che rifiutava orgogliosamente "gay e animali", quasi rientrassero nella stessa specie faunistica; omofobia già all'opera in primavera con gli attacchi all'allora candidato presidente francese Emmanuel Macron, oggetto di inenarrabili insulti omofobici. Insulti che si susseguono ogni giorno a qualunque esemplare di sesso maschile , gay o meno, "osi esprimere un'opinione diversa dal branco sui temi caldi". Vedi sopra alla voce "donne", insomma.

Neri e ragazzi italiani figli di extracomunitari di colore sono stati protagonisti di vere e proprie discriminazioni professionali, vedendosi rifiutare posti di cameriere ma anche - trionfo dell'assurdità - concorsi canori. E ha fatto scalpore il caso della ragazza 'bianca' la cui domanda di lavoro è stata rifiutata perché colpevole di essere fidanzata di un ragazzo di colore. Recentissimo il caso di un ragazzo di colore, Pecos Dia Dangnokho, malmenato a Napoli dai fratelli maggiori dei ragazzini che lo prendevano in giro perché nero, e che lui aveva cercato di far ragionare. E quando la stessa Rita Pavone pubblica un tweet sull'orribile complotto dei "vu cumpra'" pre-avvertiti strategicamente prima dell'attentato della Rambla, ci si può rendere conto dell'abisso in cui è sprofondato questo Paese.

In questo quadretto idiliaco poteva mancare l'antisemitismo? Certo che no. Fino a qualche anno fa sempre presente e strisciante ma in maniera più occulta, è tornato ai massimi "splendori" mediatici con l'attacco all'onorevole Pd Fiano, oggetto di un post denigratorio di un rappresentante delle istituzioni riguardo alle sue presunte fattezze "ebraiche". Fiano, nel club dedicato a Luigi di Maio, fu perfino oggetto di un accostamento aberrante con un maiale (animale che nella simbologia ebraica riveste un significato preciso), dando la stura a insulti di ogni genere che ricordavano in maniera inquietante periodi storici che credevamo ormai morti e che invece sono fin troppo vivi e vegeti

Disabili, donne, ebrei, gay, migranti e persone di colore, italiani o migranti che siano, "terroni": categorie che in Italia sembrano oggi diventate bamboline voo-doo da trafiggere quotidianamente con gli spilloni della crudeltà e dell'aggressività, in primis sui social network, e poi - ancor peggio - nella vita di tutti i giorni, segno che le due sfere non sono poi così lontane e che facebook o twitter sono lo specchio di un disagio diffuso, di un malessere che ha colpito questo Paese, un tempo noto per la sua benevolenza e per la sua umanità. Oggi l'odio si percepisce camminando fra la gente, si legge sui volti dei passanti, si respira nelle code all'ufficio postale ma anche in quelle per imbarcarsi per le vacanze, quando dovremmo essere felici e sereni.

Odio che viene vergognosamente manipolato e fomentato per ottenere consensi elettorali, per giocare sul malcontento e trasformarlo in voti sonanti. La campagna per le prossime consultazioni politiche non è ancora ufficialmente iniziata, ma i suoi prodromi sono tangibili nelle reazioni di elettori, simpatizzanti ed eletti di certe forze istituzionali. Nel timore lecito che il vincitore possa essere chi strumentalizzerà più sapientemente l'intolleranza verso il prossimo, di qualunque colore, genere, sesso sia. Nel timore lecito che il vincitore possa essere il più scientificamente crudele di tutti quanti. 

 

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