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Cronache


Sono due gli aspetti certi della macabra vicenda. Primo, non si tratta di un neonato, come si era detto inizialmente. Secondo, si tratta di ossa appartenenti sicuramente a un essere umano, ma non è ancora dato sapere se di sesso maschile o femminile. I resti ritrovati da una turista, intorno alle 18 del pomeriggio di mercoledì in una delle spiagge del lungomare a sud di Gallipoli,  ingoiati da uno strato di sabbia a poche decine di metri dal lido San Giovanni e dallo stadio comunale della Città Bella,  da chissà quanto tempo, non sono stati ancora sottoposti ad una vera e propria perizia.

Ma dai primi accertamenti eseguiti dal medico legale Alberto Tortorella - in attesa che il pubblico ministero Stefania Mininni disponga  l’esame e la data in cui dovrà essere effettuato – i resti ossei apparterrebbero ad una persona adulta. A confermarlo, alcuni molari rinvenuti, ad una ventina di metri dalla battigia, sotto a una duna, accanto ai frammenti di un cranio ben conservato, un femore, vertebre, un’ulna e altre ossa di piccole dimensioni. Ancora incerto il sesso, come detto,  e il momento in cui sarebbe avvenuto  il decesso.

Potrebbe trattarsi di un corpo sepolto volutamente da qualcuno. O nascosto dal tempo e dalle insidie del mare. La morte potrebbe risalire a una decina, forse quindici o addirittura più anni addietro. E tuttavia, gli anni potrebbero anche essere di meno se si considera che la decomposizione potrebbe essere stata accelerata dagli effetti dell’erosione marina.

Questa mattina, intanto, un altro sopralluogo è stato effettuato dagli agenti di polizia del commissariato di Gallipoli, coordinati dal vicequestore aggiunto Emilio Pellerano, e dai colleghi della Scientifica, alla ricerca di ulteriori frammenti ossei che potrebbero fornire elementi determinanti nella ricostruzione di questa storia intrisa di inquietudini e interrogativi.

Il campo resta aperto ad ogni ipotesi possibile e immaginabile, ma, di certo, per quanto prematura possa essere l'idea, la mente di molti è andata comunque inevitabilmente a ritroso nel tempo, fino al 20 agosto del 1999, quando scomparve, risucchiata nel nulla, Roberta Martucci,  28enne. Quella sera di quattordici anni addietro esatti, la ragazza uscì dalla sua abitazione, a Torre San Giovanni di Ugento. Poi, di lei non si seppe più nulla. L'auto fu ritrovata quattro giorni dopo proprio a Gallipoli, in via Genova. Ma di lei, mai più alcuna traccia. Una vicenda per la quale, nonostante serrate indagini, non si è mai approdati a nulla di concreto.
 

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