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Cronache
Parma, arrestati due ex collaboratori di giustizia per usura: tassi al 450%
Polizia

Parma, arrestati per usura due ex collaboratori di giustizia

In esecuzione di un'ordinanza emessa dal Gip di Parma, su richiesta della locale Procura, la polizia di Parma ha arrestato un uomo e una donna, entrambi ex collaboratori di giustizia, con precedenti per reati riferibili al traffico di droga ed a suo tempo contigui ad un'organizzazione criminale di stampo mafioso, con l'accusa di plurimi episodi di usura ai danni di cittadini e piccoli imprenditori dal 2011 ad oggi. Dalla fine dell'anno 2017, attraverso le indagini condotte dalla Questura di Parma, era emersa un'anomala disponibilità di denaro da parte di un collaboratore di giustizia presente nella provincia di Parma da circa 10 anni; l'uomo, infatti, appariva condurre uno stile di vita ben superiore alle possibilità consentite dallo stipendio percepito per la sua attività lavorativa nota. I primi approfondimenti svolti sul suo conto e sul conto della sua compagna, anch'essa già collaboratrice di giustizia e riconducibile alla medesima consorteria criminosa in cui l'uomo aveva avuto un ruolo di primo piano nel traffico dello stupefacente, consentivano di verificare che i due erano gli effettivi titolari di un esercizio commerciale a Parma, formalmente intestato ad un prestanome e rilevato da una donna parmigiana che, dopo averlo ceduto, era stata assunta nello stesso negozio come dipendente. Sulla scorta di questi primi elementi, grazie anche alle dichiarazioni rese dall'ex titolare dell'esercizio e da altre persone che, per varie ragioni, si erano interfacciate con la coppia, gli inquirenti hanno avuto conferma che i due effettivamente avessero un'importante disponibilità economica ed erogassero prestiti a soggetti in difficoltà economica, pretendendone la restituzione con tassi di interesse esorbitanti.

Parma, arrestati per usura due ex collaboratori di giustizia -2- Roma, 25 gen. (askanews) - La successiva attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma, ha consentito di acquisire elementi a conforto dell'iniziale ipotesi investigativa, tramite l'identificazione di alcune delle vittime e la verifica in ordine al carattere usurario dei tassi applicati. Dalle indagini, in particolare, sono stati raccolti significativi elementi indiziari per sostenere che l'uomo - approfittando della credibilità che gli era garantita dal suo status di collaboratore di giustizia (che egli ostentava con colleghi e conoscenti) e millantando amicizie, conoscenze e coperture - si rendeva disponibile ad "aiutare" persone che, avendo battuto inutilmente i canali ordinari per ottenere prestiti legali, necessitavano di denaro per far fronte ad esigenze di carattere familiare o lavorative, passando poi ad erogare prestiti a fronte dei quali, allo stato delle investigazioni, imponeva tassi di interesse che si aggiravano tra il 130 % ed il 450%, il tutto sempre con l'ausilio della sua compagna. Sempre secondo la ricostruzione della polizia, nei casi in cui i destinatati dei prestiti non erano in grado di fare fronte agli impegni assunti, l'uomo - alternando blandizie a velate minacce collegate al suo passato criminale ed alla disponibilità di armi - avrebbe costretto le vittime a reperire il denaro "dovuto" o con ulteriori prestiti da lui stesso erogati (innescando, così, un circolo vizioso in cui il legame con lui si trasformava in una forma di dipendenza ed i tassi di interesse crescevano esponenzialmente), o cedendogli la titolarità di quote di società, beni immobili o veicoli. In quest'ultimo caso i beni ceduti, prima di transitare nella piena disponibilità dei due indagati, transitavano dalla vittima ad un prestanome per dissimularne la provenienza diretta. In occasione delle perquisizioni effettuate nel domicilio e nelle sedi dell'esercizio commerciale riconducibile agli indagati, è stata trovata varia documentazione suscettibile di utile riscontro alle ipotesi di reato contestate (cambiali ed assegni bancari riconducibili alle persone offese e scritture private oggetto di accertamenti). Sono stati, inoltre, trovati 20 proiettili calibro 45 colt sequestrati a carico del solo collaboratore di giustizia, vicenda per la quale si procede separatamente.

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