Perugia/ Un'orgia finita male. Meredith ha reagito. I verbali. Raffaele e Amanda, ecco il loro blog

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Meredith Kercher

Raffaele e Amanda: due blog per un delitto. LE FOTO

Perugia/ Arrivata la mamma di Amanda

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Una lunga agonia, ma non c'è stata violenza sessuale. Meredith ha avuto un rapporto voluto o sotto minaccia. L'autopsia

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Sono carcere in isolamento Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Diya Lumumba arrestati per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. "Sono apparsi psicologicamente molto provati e la ragazza particolarmente confusa", ha raccontato il direttore del carcere, Giacobbe Pantaleone. "Ma in questa situazione è un fatto logico e normale". Martedì sera si sono incontrati con una psicologa e sono stati sottoposti a visita medica "secondo la normale prassi per tutti i detenuti", ha spiegato il direttore. Il giornata sono in programma altri incontri con operatori per il necessario "sostegno psicologico» nell'affrontare l'esperienza carceraria".
Dovranno attendere domani l'interrogatorio del gip, che dovrà o meno convalidare il fermo per l'accusa di concorso in omicidio e violenza sessuale.

E intanto si fa più chiaro lo scenario, tutto a sfondo sessuale, di questo delitto di Perugia. Meredith è morta perché si è ribellata. Ribellata ad un'orgia alla quale non voleva partecipare. Si è opposta e difesa, come si è capito dall'autopsia. La giovane è stata presa alle spalle, immobilizzata. Il suo assassino, dicono gli inquirenti che sia stato un uomo probabilmente a colpire sferza uno, due, tre colpi. Al terzo la lama le si conficca in gola. Meredith morirà per emorragia dopo una lunga agonia. Ci sarebbe dunque un festino a luci rosse finito nel sangue dietro l'omicidio di Meredith Kercher. Un gioco erotico generato in estrema violenza. Gli inquirenti escludono siano circolati cocktail di alcol e droga, anche se occorrerà attendere l'esito degli esami tossicologici per avere la certezza che la notte del delitto fossero tutti spaventosamente lucidi.

LE BUGIE DI AMANDA E I VERBALI- "Patrick e Meredith si sono appartati nella stanza di Meredith, mentre io mi pare che sono rimasta in cucina. Non riesco a ricordare quanto tempo siano rimasti insieme nella camera ma posso solo dire che a un certo punto ho sentito delle grida di Meredith e io spaventata mi sono tappata le orecchie. Poi non ricordo più nulla, ho una grande confusione in testa.

Non ricordo se Meredith gridava e se sentivo anche dei tonfi perché ero sconvolta, ma immaginavo cosa potesse essere successo". Come scrive il corriere della Sera, che pubblica stralci dell'interrogatorio alla coinquilina americana della vittima Amanda Knox accusa il congolese Diya Lubamba (detto Patrick) di aver sgozzato la britannica.

I NON RICORDO - "Non riesco a ricordare - continua Amanda -  quanto tempo siano rimasti insieme nella camera ma posso solo dire che a un certo punto ho sentito delle grida di Meredith e io spaventata mi sono tappata le orecchie. Poi non ricordo più nulla, ho una grande confusione in testa. Non ricordo se Meredith gridava e se sentivo anche dei tonfi perché ero sconvolta, ma immaginavo cosa potesse essere successo", ha detto Amanda al pm Giuliano Mignini. E ancora: "Non sono sicura se fosse presente anche Raffaele quella sera, ma ricordo bene di essermi svegliata a casa del mio ragazzo, nel suo letto, e che sono tornata al mattino nella mia abitazione dove ho trovato la porta aperta". Insomma, Amanda dice di non aver raccontato prima la verità perché aveva paura di Patrick, gestore del pub Le Chic presso il quale la stessa americana lavorava come pr.

(segue... le bugie del fidanzato)

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LE BUGIE DEL FIDANZATO - Il primo ad ammettere, scive il Corsera,  di aver "raccontato un sacco di cazzate" è Sollecito. Il giovane viene convocato in questura alle 22.40 del 5 novembre, due sere fa. Dopo la scoperta del cadavere di Meredith era già stato interrogato, ma aveva detto di non sapere che cosa fosse accaduto: "Ero fuori con Amanda", si era giustificato. Ora capisce che la situazione è cambiata. E così decide di modificare anche la propria versione. Il verbale di Raffaele Sollecito comincia alle 22.40 di martedì. "Conosco Amanda da due settimane. Dalla sera in cui l'ho conosciuta lei ha cominciato a dormire a casa mia.

Il primo novembre mi sono svegliato verso le 11, ho fatto colazione con Amanda, poi lei è uscita e io sono tornato a letto. L'ho raggiunta a casa sua verso le 13-14. C'era anche Meredith che è uscita frettolosamente verso le 16 senza dire dove andasse. Io e Amanda siamo andati in centro verso le 18 ma non ricordo che cosa abbiamo fatto. Siamo rimasti in centro fino alle 20.30 o 21. Io alle 21 sono andato da solo a casa mia, mentre Amanda ha detto che sarebbe andata al pub Le Chic perché voleva incontrare dei suoi amici. A questo punto ci siamo salutati. Sono andato a casa, mi sono fatto una canna, ho cenato, ma non ricordo che cosa ho mangiato. Verso le 23 mi ha chiamato sull'utenza fissa di casa mio padre.

Meredith Kercher

Ricordo che Amanda non era ancora tornata

. Ho navigato al computer per altre due ore dopo la telefonata di mio padre e ho smesso solo quando Amanda è rientrata, presumibilmente verso l'1. Non ricordo bene come fosse vestita e se era vestita allo stesso modo di quando ci siamo salutati prima di cena. Non ricordo se quella sera abbiamo consumato un rapporto sessuale. La mattina successiva ci siamo svegliati verso le 10 e lei mi ha detto che voleva andare a casa a farsi una doccia e cambiarsi gli abiti. Infatti è uscita verso le 10.30 e io mi sono rimesso a dormire. Quando è uscita Amanda ha preso anche una busta vuota, dicendomi che le sarebbe servita per metterci i panni sporchi. Verso le 11.30 è ritornata a casa e ricordo che si era cambiata i vestiti. Aveva con sé la solita borsa". È a questo punto che, secondo Sollecito, Amanda gli avrebbe detto di essere preoccupata. "Mi ha raccontato — sostiene il giovane — che quando è arrivata a casa sua ha trovato la porta d'ingresso spalancata e tracce di sangue nel bagno piccolo. Mi ha chiesto se la cosa mi sembrava strana. Io gli ho risposto di sì e le ho consigliato di telefonare alle sue amiche. Lei mi ha detto di aver telefonato a Filomena (un'altra ragazza che abita nella casa dell'omicidio ndr), mentre ha detto che Meredith non rispondeva".


LA SVOLTA NELLE INDAGINI - La svolta decisiva nell'indagine sull'assassinio di Meredit, uccisa nella notte fra l'1 e il 2 novembre è arrivata ieri, quando la coinquilina americana, Amanda Marie Knox, 20 anni, del fidanzato barese di quest'ultima, Raffaele Sollecito, di 24 anni e di Lumumba Diya, detto Patrick, 37enne dello Zaire sono stati fermati e portati in questura. Sarebbe stata proprio la coinquilina della vittima a "crollare", fornendo agli investigatori le indicazioni su quanto accaduto quella notte. Sempre la stessa ragazza sarebbe anche responsabile di aver alterato la scena del delitto. Il movente è ormai certamente a sfondo sessuale.

IL RUOLO DEGLI INDAGATI - In queste ore prende sempre più corpo l'ipotesi che Meredith sia stata colpita da uno dei due uomini che hanno passato la serata con lei, insieme all'americana Amanda Marie Knox. In particolare gli inquirenti si starebbero concentrando su Lumumba Diya, lo zairese, piuttosto che sullo studente di Bari, Raffaele Sollecito.

Quello che al momento è meno nebuloso l'apporto fattivo fornito da Amanda Marie Knox, fidanzata del laureando italiano e convivente di Meredith, che, con le sue contraddizioni durante l'interrogatorio avrebbe messo gli investigatori sulla pista giusta. Dovranno comunque essere comparati tutte le risultanze degli esami, istologici.

IL MOVENTE SESSUALE - Questa ipotesi non ha mai abbandonato il delitto. Nel corso di una conferenza stampa il questore di Perugia, Arturo De Felice, ha subito definito "verosimile il movente sessuale". "Non possiamo dire di più - ha aggiutno -,  solo che tutti e tre hanno partecipato al fatto, e che la giovane Meredith era moralmente integerrima": non sono infatti state rinvenute tracce di droghe né di alcolici. "E' stata una vittima, e basta", ha precisato il questore.

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Il fatto, ovvero la situazione nella quale è maturato il delitto (nulla è stato detto dal questore sull'esecutore materiale dell'omicidio) è forse una cena ed un dopo cena a quattro (Meredith, la cui morte si colloca tra le 23 e le 2 di notte aveva mangiato dopo le 21, lo rileva l'esame necroscopico in quanto la digestione non era ancora completata, e non in compagnia delle tre ragazze con le quali, a casa di una di esse, fino alle 21 aveva visto un film su dvd) diventati particolarmente "bollenti", pur se, ed il questore ha confermato, non siano state rinvenute tracce di droghe nè di alcolici.
   
E' probabile allora che proprio nella "sopraffazione sessuale e conseguente ribellione" di cui parlano i magistrati della procura (sono le fonti ufficiali a tornare sulla violenza sessuale, nonostante nei giorni scorsi si fossero succedute ipotesi e smentite, magari un rapporto andato oltre il limite della cosiddetta normalità e al momento valutato trasgressivo o eccessivo) che sta la ragione della morte della ragazza (va comunque evidenziato che l'americana e l'italiano avevano una relazione e, quindi, è stato lo zairese a perdere il controllo su Meredith?).
   

UN DELITTO CONDIVISO - Dei tre fermati per l' omicidio di Meredith Kercher, i fidanzati Raffaele Sollecito e la statunitense Amanda Marie Knox, coinquilina dell'inglese, nonchè Lumumba Diya, detto Patrick, lo zairese che lavora in un bar frequentato da universitari (apparentemente colui che poteva avere maggiore interesse nei confronti di Meredith che non è certo conoscesse bene a differenza dell'americana) chi ha eseguito materialmente il delitto? Il questore di Perugia Arturo De Felice ha parlato di "condivisione di responsabilità" senza aggiungere altri elementi.

GLI INTERROGATIVI E L'ARMA NON TROVATA - Restano vari interrogativi. Innanzi tutto che cosa sia veramente successo nella notte tra giovedì e venerdì, quanto si sia protratta l'agonia di Meredith, dove e quale sia l'arma del delitto, identificata in uno strumento con lama e punta che, è stato detto, non è ancora stato recuperato, ed ancora l'ambiente universitario dove è maturato l'omicidio che problematiche sociologiche cela


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