«Era una settimana che ci provavo»: sono le uniche parole pronunciate da El Ketawi Dafani, il marocchino in carcere con l'accusa di aver ucciso la figlia Sanaa, di 18 anni, martedì sera a Montereale Valcellina (Pordenone). Lo si è appreso da ambienti vicini all'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica della città friulana.
Il sindaco di Azzano Decimo, Enzo Bortolotti, il paese dove viveva Sanaa e la sua famiglia, non ci sta. Il perdono concesso al marito omicida e della figlie e quel "Forse ha sbagliato lei", hanno sconvolto la comunità della provincia di Pordenone, ancora scossa dal delitto. "Da oggi - ha tuonato Bortolotti - visto che ha detto che sua figlia non si comportava da brava musulmana, nel nostro comune la mamma di Sanaa è indesiderata".
"Era nostra intenzione aiutare lei e le due figlie ma a questo punto aiuteremo soltanto le bambine'', ha proseguito l'esponente leghista. ''Questa diciottenne marocchina uccisa brutalmente non sarà dimenticata - ha concluso Bortolotti - e ci adopereremo per l'integrazione naturale e libera di quei giovani che sognano una vita migliore in Italia''.
Sanaa Dafani voleva appartenere al mondo nel quale viveva. Voleva farlo nel modo migliore, lavorando e accettando la normalità della vita di quel Friuli che l’aveva accolta dopo la partenza dal sobborgo di Casablanca, dove era nata. Le coltellate che ieri sera le hanno strappato la vita, in un bosco di Montereale Valcelllina (Pordenone), hanno ucciso anche quel sogno che lei coltivava con l’entusiasmo dei suoi 18 anni, proprio come fanno altre migliaia di giovani immigrati che sono nati o vivono in Italia.
LE PAROLE DELLA MADRE - "Perdono mio marito: ha commesso un gesto orrendo, ma è mio marito, il padre di altre mie due figlie. Forse ha sbagliato Sanaa»" lo ha detto la mamma di Sanaa, la ragazza marocchina di 18 anni, uccisa martedì sera a Montereale Valcellina (Pordenone).
DELUSA E TRADITA - A riferire le parole della donna è l'imam di Pordenone, Mohamed Ovatiq, che giovedì mattina ha accompagnato la donna per il riconoscimento ufficiale della salma della figlia, nell'obitorio dell'ospedale della città friulana. "La madre - ha riferito l'imam - condanna il gesto, orrendo, compiuto dal marito ma lo perdona perché l'uomo si è sempre comportato bene, ha provveduto alla famiglia, e ci sono le due sorelline da crescere". "La madre è sconvolta - ha detto Ovatiq - si sente delusa e tradita dal gesto del marito, che è giunto inaspettato".