IL PRIMO QUOTIDIANO ONLINE
HOMEPOLITICAECONOMIACRONACHESPORTMILANOITALIACULTUREIL SOCIALEMEDIATECHSPETTACOLIRUBRICHEFOTO-VIDEOSHOPPINGCASA
Fai di Affaritaliani.it la tua HomeMeteoViaggiOroscopoGiochiMobileMercatiInstalla i gadget di iGoogleInstalla la webslice per Internet Explorer 8Diventa amico di Affaritaliani.it su FacebookSegui Affaritaliani.it su TwitterRimani aggiornato con i nostri RSS

Commenti disabilitati su questa notizia

Salute/ Creme anti età? Tutte illusioni

Sabato 21.02.2009 12:37



Lei ha parlato di fitonutrienti, di modifica dell'alimentazione. Tutto sembra passare sempre più dall'alimentazione, ma soprattutto fatta di integratori o comunque di alimenti arricchiti, quelli che voi chiamate "nutraceutici". Come orientarsi nel ginepraio delle integrazioni? A chi è bene rivolgersi e da chi è consigliabile diffidare?
"Ovviamente una sana alimentazione non deve mai essere sostituita da pillole. "Non siamo astronauti" uso dire ai meeting. E' bene anche essere cauti nel ricercare alimenti che l'industria propone come "arricchiti" quando non ce n'è affatto bisogno.
Il termine nutraceutico - che dovrebbe indicare un alimento che oltre a sopperire a eventuali carenze ha una funzione benefica sulla salute umana sia in termini di prevenzione che direttamente terapeutici - non ancora un correlato nella nostra legislazione e quindi è largamente abusato dall'industria che immette sul mercato inadeguati polivitaminici, spesso sintetici, fitonutrienti sotto-dosati e spesso mal estratti e vari prodotti sotto la dizione "naturali" che hanno spesso poco valore. Mi affiderei quindi ai pochi "integratori alimentari", questa la dizione accettata, che abbiano degli studi scientifici alle spalle. Tuttavia, per ogni supplementazione a fini "terapeutici", soprattutto se a lungo termine, rimane necessario prima essere valutati in modo esperto per comprendere se e quale effettivo profilo di rischio debba essere tenuto sotto controllo e se, quale e a che dosaggio debbano alcuni di questi fitonutrienti essere utilizzati."

La Fondazione GAIA, di cui lei è neodirettore scientifico, ha l'obiettivo principale di studiare la medicina predittiva e rigenerativa, dal punto di vista diagnostico ma anche terapeutico, e sensibilizzare il mondo scientifico per promuovere la ricerca. Come vi state muovendo?
"Stiamo lavorando nella messa a punto di sempre migliori protocolli clinici che possano essere di facile applicazione nella pratica medica. Abbiamo avviato collaborazioni con alcune università italiane di rango nel disegno di uno specifico percorso formativo universitario in questa affascinante branca medica, poiché attualmente manca una scuola o un percorso didattico di una qualche credibilità scientifica e legale in Italia contro invece un crescente interesse della classe medica. Ovviamente vogliamo anche informare il pubblico su questa rivoluzione silenziosa della medicina".

Mi permetta qualche domanda personale: lei è gastroenterologo e ha lavorato in varie parti del mondo, dal Dipartimento di Gastroenterologia dell' Università di  Chicago, a quello di Città del Capo, in Sudafrica ma poi ha "scelto, negli anni 80, di lavorare in Oriente, per anni in Giappone, successivamente in Cina e Corea. Come mai?
"Erano gli anni in cui le "tigri asiatiche" facevano sentire improvvisamente ed imperiosamente la loro presenza in ogni settore dall'economica ai vari settori tecnologici e la ricerca scientifica era in massima ascesa. Contrariamente quindi al comune "sogno americano", certamente valido ma troppo comodo e programmato, l'andare in Asia rappresentava una sfida molto più affascinante, densa di incognite e di sfide, non ultima quella culturale."

< < pagina precedentepagina successiva >>



Vota questa notizia:
Media voti:


Condividi > 




GIOCA CON LA COVER GIRL
Cover Girl
I gadget di Affaritaliani.it
Rss
Explorer 8
Facebook
iGoogle


Cinqueallecinque
Il quotidiano del pomeriggio in pdf
Newsletter
Iscriviti alla Newsletter di Affaritaliani.it

inizia la tua ricerca qui