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Le sneaker Serafini, il Made in Italy 100% diventano un must

Lunedí 23.11.2009 14:00

In tempi di recessione, i talentuosi della moda non hanno perso estro. Disincantati, snobbano il grigio rigore dei vertici economici mondiali. Il fashion-system segue una propria filosofia: siamo entrati nella Casual Age, in cui anche chi ha soldi da spendere gioca al risparmio voltando le spalle alle Maison, dove la première accorre col puntaspilli per pennellare addosso gli abiti (tanto la sollecitudine è già compresa nel prezzo, maggiorato del 300 per cento, comprensivo di campagna pubblicitaria, visual che smonta e rimonta le vetrine identiche in tutte le boutique della catena, cataloghi, persino dvd della sfilata per v.i.p.).

 

Oggi no, oggi ci si diverte a scoprire nuovi stilisti. E volano soltanto i grafici di vendita dei giovani marchi italiani che nel periodo ante-crisi erano considerati emergenti o nuovissimi, perché avevano un fatturato trascurabile. Tra chi si è appropriato della tendenza ci si saluta: "Tu sei già avanti!". Significa che non sei più shopper-alcoholist. Usciti dal tunnel del bisogno di nascondersi dentro una divisa firmata, si pensa come abbinare capi magari costosissimi ad altri very cool ma meno visti. E meno cari. Con un rinnovato interesse per abbigliamento ed accessori realizzati con una lavorazione artigianale (in edizione limitata). Così è nata questa rubrica, che avvicina artigiani, stilisti, imprenditori che vanno per la maggiore.

 

Sono "così avanti" che le taglie della collezione Autunno/Inverno scarseggiano già a metà novembre. Le loro aziende hanno riprodotto tre volte i capi ed esaurito filati, tessuti, pellami, decorazioni. E le clienti vengono accontentate con una nuova produzione, il "flash natalizio". Il tutto, ovviamente, con una forte, galoppante, declinazione on-line. E’ sul web che corre la febbre dell’acquisto. Tutti i nuovi brand si sono dotati di un sito con la collezione in rete e con il numero verde a cui i consumatori possono telefonare per richiedere il proprio “desideratum” introvabile nel negozio più vicino. Chi vuole far acquisti "già avanti" per Natale ha cambiato ritmo: New York insegna che il meglio lo trovi ora. Da metà dicembre ti accontenti di ciò che un'altra prima di te ha lasciato sugli scaffali.

 

LA SECONDA PUNTATA

Precisione svizzera, ereditata da mamma Sonia, ed un carattere aperto alle nuove conoscenze, presente nei geni di babbo Giuseppe, 80 anni, di Arezzo, il primo creativo del marchio Serafini mocassini, trasformato più di recente nel brand Serafini sneakers. Di tal pasta, Fabrizio, 42 anni, e la sorella Nadia, 39 anni, neomamma, sono diventati demiurghi di un successo mondiale tutto italiano e diffuso nel mondo in soli 2 anni attraverso internet. Sul coperchio delle sneakers è stampato il tricolore e a caratteri che occupano tutta la superficie si legge: MADE IN ITALY 100%.

Non occorre cercare all'interno minuscole linguette per conoscere la qualità del prodotto che si compra. Dal 2005, se le contendono 800 punti vendita. Duecento all'estero: Olanda, Belgio, Lussemburgo, Paesi Scandinavi, Germania, Svizzera, Grecia. La collezione comprende circa 40 articoli differenti, dalle famosissime già citate sneakers, alle scarpe da trekking, a quelle da città, ma con caratteristiche innovative.

Prossimi obiettivi: Taiwan, Hong Kong, Cina, Giappone, Indonesia, Corea. E con la volontà di mantenere la produzione in Italia. Il 90% di ogni modello è fatto a mano.

Dica subito, prima che vadano esauriti, i modelli che un cliente Serafini non deve lasciarsi scappare per l'inverno e nella prossima primavera. Lei ha una grande responsabilità: 280 modelli di sneakers e 120 di mocassini riattualizzati.
 "Guardi, li conosco tutti bene. Partiamo col discorso per l'uomo? Inverno 2009: modello St.Moritz luxory Basket 571; per la P /E 2010, modello Newport 621. Per le donne: in questa stagione, modello Gstaad 495 con l'interno di pelliccia; in primavera, Cannes 630. Per i bambini, che gradiscono le Serafini - ne vendiamo oltre 5mila per i neonati - ed è solo la seconda stagione che le produciamo - e 50 mila l'anno per i più grandicelli, di sicuro Cortina 069 adesso e Capri 100 in estate. Saranno tutti molto avanti!".


Luxury Flat P-E. E tutti i modelli delle scarpe Serafini
GUARDA LA GALLERY



Fabrizio, lei ed il suo brand siete un mito. Adolescenti, manager, businesswoman, e persino bambini dai 5 anni in sù navigano sul vostro sito Serafinisport.it per visionare 400 modelli di scarpe, annotare il codice, e mettersi alla ricerca della "loro" sneaker. Ma come le è venuto in mente?
"Ringrazio innanzi tutto il fatto di essere il rappresentante della quarta generazione di artigiani della calzatura. Cominciò bisnonno Romolo, calzolaio a Castiglione Fiorentino, il quale aveva anche un piccolo emporio di pellami e cuoio. Poi nonno Orlando, che specializzò la produzione in calzature classiche da donna. Papà Giuseppe mi ha aiutato con le sue idee classiche e mamma Nadia trasmettendomi la passione per lo sport. Ottima sciatrice. Io amo lo sport. Ho esercitato parallelamente per anni l'attività di imprenditore e quella di maestro di tennis perché insegnare ai giovani a giocare mi piaceva davvero".

Lo sa che il cliente-tipo Serafini arriva in negozio e flagella il titolare sinché non gli procura proprio e solo quella sneaker di cui si è trascritto puntigliosamente il codice, dopo chissà quante ore trascorse a scegliere tra la collezione sul vosto sito...
"E' una passione comune, che unisce me al mio cliente. Mi emoziona sapere di essere riuscito a trasmettere una passione con cui sono cresciuto. Ricordo ancora il primo modello, si chiamava England in camoscio blu con strisce rosse e la bandierina rosso/blu inglese ricamata. Preciso che ogni collezione ideiamo oltre 200 ricami diversi dal passato".

 

LUXURY A-I
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Non sia modesto: qual è il valore estetico ma anche qualitativo delle sneakers Serafini?
"La nostra - e parlo della famiglia intera - esperienza di artigiani. Tutti sono rimasti colpiti dai ricami sulle sneakers. Ci sarebbero stati molti modi per realizzarli. Noi creaiamo il disegno e lo impostiamo in una macchina che riesce a ricamare con una tecnica del tutto simile a quella manuale dieci scarpe alla volta. Con una trancia tagliamo la linguetta, o il tallone, o il lato della sneaker e lo fissiamo alla macchina, che effettua il ricamo. Questo procedimento è garanzia di durata di uno degli elementi distintivi delle sneaker, ma anche dei mocassini quando ad esempio prevediamo un inserto tartan o in altro materiale. Ecco, i materiali. Su questo siamo imbattibili. Pellami di altissima qualità. Li sappiamo scegliere. Conosciamo i processi di concia. Una sneakers Serafini è un investimento per chi la compra. Camoscio, nappe, nabuk, screpolato, vernici, velluto, raso, sono i materiali su cui abbiamo lavorato sinora. Ma continuiamo a sperimentare. Io sono curioso, segno Scorpione. Viaggio di continuo per aggiornarmi".


E i famosi lacci?
"Ogni paio di sneaker consente di indossare la scarpa in un contesto più casual o più elegante. In dotazione ad ogni paio ci sono due tipi di lacci. Uno tradizionale, magari a contrasto, l'altro di cotone lanoso, tipo vintage".
Tanta richiesta ma nessun negozio monomarca.

Volete puntare sull'online?
"Per ora abbiamo puntato sul prodotto e concentrato le risorse sulla qualità. Il sito ci consente di far conoscere e "girare" il prodotto più di una vetrina sulla strada principale di una grande città. Il cliente che vuole un modello può parlare col produttore, non è la soluzione migliore? Noi accettiamo anche special order. L'estate scorsa, poco prima degli Internazionali di Tennis a Roma abbiamo lanciato la sneaker ispirata a Wimbledon, maculata di erba, quella pensata per il Roland Garros, con spruzzate di terra rossa, e la Welbourne , con strisciate azzurre come il cemento di quei campi. Ne abbiamo prodotte 1932: anno di nascita del marchio Serafini".
Ovviamennte, tutte "bruciate", vendute al volo. A quando la prossima Limited Edition?
"Ne prevediamo ben due, tra 2010 e 2011".

Tenete d'occhio il sito!
 
Paola Cavallero



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