Società/ Maschi avventati ma più lenti a maturare, femmine riflessive e migliori a scuola

Sabato, 25 aprile 2009 - 13:30:00



I bambini e le bambine sono diversi. Studi di neurologia, genetica e psicologia evolutiva suggeriscono che alcune differenze tra maschi e femmine sono innate e non create dalla società. I maschi hanno più abilità nel muoversi nello spazio, le femmine hanno migliori  capacità verbali; i maschi sono più avventati, le femmine più aggessive; ai ragazzi piacciono l'azione, la competizione, gli oggetti inanimati e non perdono troppo tempo a parlare dei loro sentimenti. Diversi esperti internazionali hanno discusso di questi temi a Roma in un convegno dal titolo: "Modelli di scuola nel XXI secolo: la proposta dell'educazione personalizzata per ragazze e per ragazzi".

Le ragazze maturano biologicamente e psichicamente prima dei loro coetanei: dimostrano un rendimento superiore a livello di scuola secondaria di primo grado e dei primi anni di liceo, mentre le prestazioni scolastiche di molti  ragazzi coetanei peggiorano in quanto il continuo confronto con le ragazze produce su di loro un effetto inibitorio.

LE SCUOLE DIFFERENZIATE - In tutto il mondo sono circa 40 milioni gli alunni che frequentano 210.000 scuole che utilizzano la metodologia dell'educazione differenziata per le ragazze e per i ragazzi . "E' un modello di organizzazione della scuola che ha futuro perché può contribuire a risolvere i molteplici problemi che affliggono l'istruzione in tutto il mondo", ha affermato Josep Barnils presentando i dati dell'indagine internazionale svolta dall'European Association Single-Sex Education (EASSE), di cui è Presidente, durante il convegno "Modelli di scuola nel XXI secolo: la proposta dell' educazione differenziata per le ragazze e per i ragazzi" a Roma. L'iniziativa ha visto la partecipazione di 300 pedagogisti, psicologi, educatori professionali, docenti e dirigenti scolastici provenienti dai cinque continenti.

Ad aprire i lavori, il saluto dell'on. Valentina Aprea, presidente della Commissione Cultura della Camera. L'onorevole ha segnalato il boom di iscrizioni alle scuole omogenee negli Stati Uniti e nel  Regno Unito, ma "anche altri Paesi, come Giappone, Australia, Germania, Canada e Svezia". "Sono convinta - ha proseguito - che la scuola italiana ha il dovere di fornire una pluralità di modalità educative. Sarebbe auspicabile che venissero sviluppati studi e ricerche su modalità educative che utilizzino al meglio le differenze di genere degli alunni." Infine, l'on. Aprea ha constatato che "l'educazione differenziata si colloca pienamente nelle finalità della personalizzazione educativa della scuola di tutti e di ciascuno, finalità che costituiscono un preciso impegno della politica scolastica del Governo italiano".

È chiaramente percepibile in molti Paesi - ma particolarmente negli Stati Uniti d'America, in Gran Bretagna e in Australia - un movimento pedagogico, che sostiene la convenienza che i centri scolastici possano scegliere tra diverse forme organizzative della didattica, in base al sesso degli alunni; nel 2004 il movimento ha ottenuto fra l'altro una modifica della normativa federale in USA, caldamente sostenuta anche da Hilary Clinton.

GLI STUDI - Diversi studi infatti hanno dimostrato che anche l'educazione differenziata ha i suoi vantaggi; di conseguenza, negli ultimi venti anni sono progressivamente aumentate -pur restando minoritarie- le scuole maschili e femminili, specialmente nei paesi anglosassoni; mentre in quelli latini permane la diffidenza verso tale scelta didattico-organizzativa. Il dossier presentato dall'EASSE ha raccolto i risultati di 112 studi sull'educazione differenziata e sull'educazione mista nel mondo. Le conclusioni di 46 ricerche sono favorevoli all'educazione differenziata (41%); 9 di esse propendono per l'educazione mista (8%); 50 non hanno espresso alcuna preferenza; i risultati di 7 ricerche sono diversificati.


"L'idea secondo la quale le differenze nell'apprendimento di soggetti maschi e femmine sia dovuta all'imprinting dato/imposto dal contesto sociale non è del tutto fondata" ha detto Leonard Sax, noto psicologo americano e direttore esecutivo della National Association for Single-Sex Public Education. "Vi sono - ha proseguito - dei comportamenti ascrivibili a ciò che la società vuole che uomini e donne siano. Tuttavia, esiste un ampio repertorio di ricerche secondo le quali il modo di apprendere dipende dalla differenza di sesso poiché tale differenza incide sensibilmente sul funzionamento degli emisferi cerebrali. Nell'uomo, come in alcune specie di primati, il cervello seleziona, analizza, conosce la realtà in maniera diversa a seconda che il soggetto sia maschio o femmina".

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