Non si tratta semplicemente di un'opera sui generis. L'artista che ha sconvolto Madrid, proiettando il suo membro sulla cattedrale, aveva un preciso obbiettivo: protestare contro l'omofobia della Chiesa e contro la societá maschilista ed etero-patriarcale, dove la rappresentazione del pene è sempre stata considerata un tabù. Ma non solo. Anche contro la sorveglianza, il controllo e la strandarizzazione di corpi e soggetti nella societá di consumo.
A spiegarlo ad Affaritaliani è lo stesso autore delle installazioni Jaime Del Val che dopo aver letto l'articolo sul quotidiano online ha inviato una email alla redazione raccontando i reali obbiettivi del suo gesto e i contenuti del lavoro che svolge per il collettivo spagnolo in cui milita: REVERSO.
Le installazioni di Jaime Del Val
L'artista, durante le installazioni sembra quasi un marziano, con luci e fili attaccati sul corpo nei posti più impensabili, ma Jaime Del Val non è un maniaco sessuale, di quelli che si incontrano nel parco, bensì un artista.
La sua particolarità è quella di aver proiettato sui muri di Madrid l'immagine del proprio pene. Per far parlare ancora più di sè ha collocato la sua particolare installazione sulla facciata del cattedrale Almudena e sul Palazzo Reale di Madrid.
"La mia attività - spiega l'artista ad Affari Italiani nella lettera - fa parte di una protesta contro la società maschilista ed etero-patriarcale, contro l'omofobia della chiesa, ed anche contro la sorveglianza, il controllo e la standarizzazzione di corpi e soggetti nella societá di consumo, attraverso proiezioni di immagini amorfe e ambigue, di parti del mio corpo (tra cui i genitali), attarverso telecamere, e immagini proiettate su edifici simbolici del potere".